NBA, quale futuro per i Phoenix Suns?

La franchigia dell'Arizona, dopo aver tentato per tanti anni di conquistare il titolo, decide di riformare tutto e di ripartire da capo.

NBA, quale futuro per i Phoenix Suns?
Phoenix: quale futuro?

Phoenix è una franchigia che ha sempre destato grande curiosità in quanto nei suoi anni ha sempre cercato di essere competitiva ad altissimi livelli, senza mai riuscire a conquistare un anello Nba. Ci è andata vicina più volte in passato, ma in tutte le occasioni le è sempre mancata la stoccata finale. Dopo anni di continui tentativi, la squadra dell'Arizona ha deciso di riformare tutto e ricominciare da capo. Solo dieci anni fa in Arizona transitavano giocatori del calibro di Nash, Stoudemire e più tardi Dragic, ora invece il roster è costituito da ragazzi ben allenati, assortiti e guidati da coach Jeff Hornacek.

Le chiavi del successo di questo progetto sono nelle sue mani. L'obiettivo è tornare ai vertici NBA nel giro di 2-3 anni. Traguardo difficile ma non impossibile. Principalmente i Suns hanno cambiato filosofia: prima impostavano il loro gioco sulla stella o sulle stelle della squadra, ora che queste non ci sono più, si darà maggior risalto al collettivo. Si punterà sul rendere complementari le caratteristiche dei vari componenti del roster. Il punto di partenza è la definizione dello starting-five, che al momento potrebbe essere questo: Knight, Bledsoe, Tucker, Markieff Morris, Chandler. Ciò che dovrà fare la differenza sarà il connubio tra Knight e Bledsoe, gli inserimenti di Tucker ed infine il gran lavoro in post e sotto canestro di Morris, il quale sarà ben coadiuvato da Chandler. Se il quintetto di partenza non dovesse dimostrarsi all'altezza, Hornacek ha comunque diverse alternative: Price (nel ruolo di guardia), il quale garantisce sia tiri dall'arco che inserimenti nel pitturato e Leuer che può sostituire Tucker, anche se con caratteristiche diverse (l'ex Memphis  esegue un gioco più tecnico rispetto al più fisico PJ). 

Un grattacielo non può essere costruito senza le fondamenta, per questo i Suns dovranno innanzitutto migliorare le statistiche della passata stagione. Ecco quelle del probabile starting - five: Bledsoe 44.7% FG e 32.4% 3P; Tucker 43.8% FG e 34.5% 3P; Knight 42.2% FG e 38.9% 3P; Chandler 66.6% FG; Markieff Morris 46.5% FG e 31.8% 3P. Dovrà innalzarsi anche la media punti che l'anno scorso era tenuta alta da: Bledsoe con 17, Knight con 17 e Markieff Morris con 15.3. Intanto non arrivano buone notizie da Las Vegas con i junior che perdono in finale la Summer League contro i San Antonio Spurs col punteggio di 90-93. Queste le statistiche del match per i Suns: 46% FG; 81% FT; 39% 3P; 11 assist; 40 rimbalzi; 20 palle perse. Per quanto riguarda i punti messi a segno, sono così suddivisi: James 32 (con assist), Booker 10, Warren 17, Len 9 (con 13 rimbalzi), Goodwin 12, Harrellson 3, Carter 5, Harpen 2.

La sfortuna di Phoenix è di essere costretta a fare un lavoro doppio rispetto a tutte le altre franchigie in quanto è risaputo che nella Western Conference ottenere un posto tra le otto al sole non è mai una cosa di facilissima attuazione: non a caso, due anni fa ha mancato i playoff per un pelo (record di 48-34 e nona posizione, ad Est sarebbe arrivata 3a).

Proprio perchè ad Ovest c'è molta più competitività, Hornacek dovrà trovare gli elementi giusti per far girare la sua squadra al meglio. Certamente l'obiettivo per la prossima stagione non è centrare la post - season ma puntare a migliorarsi anno dopo anno per tornare quella matricola che tutti temono. Il sogno, neanche tanto velato, è di ripetere quanto fatto quest'anno dai Warriors, che hanno dato così speranze a chiunque di poter riuscire, grazie al lavoro quotidiano, a conquistare titoli. 

Ovviamente ogni squadra, ogni avventura fa storia a sè, ma i Suns sono sulla buona strada. In Arizona possono tornare a sognare, Phoenix sta tornando.


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