Nba, New Orleans: il futuro si chiama Anthony Davis

I Pelicans, con l'arrivo del nuovo allenatore Alvin Gentry, alzano l'asticella dei propri obiettivi e con Anthony Davis puntano all'anello.

Nba, New Orleans: il futuro si chiama Anthony Davis
Nba, New Orleans: il futuro si chiama Anthony Davis

Pelicans sono la franchigia più giovane dell'intera Lega, ma non per questo meno ambiziosa e forte delle altre. Dal 2002 in poi, New Orleans (quando ancora si chiamava Charlotte Hornets), ha subito un lungo processo di crescita che l'ha portata a conquistare varie volte i playoff senza mai riuscire ad agguantare il primo Larry O'Brien Trophy nella storia della franchigia.

La squadra della Louisiana proviene da una stagione 2014/15 disputata ben al di là di qualsiasi aspettativa estiva. Il team dell'ex coach Monty Williams, è infatti riuscito a qualificarsi come ottava solo nelle ultime partite della regular season. Nei playoff l'avventura non è tuttavia durata molto, con i Pelicans sconfitti al primo turno dai futuri vincitori del titolo Nba, i Golden State Warriors. A New Orleans nella prossima annata ci si attende di vedere i frutti di questo lungo lavoro, durato ben più di 10 anni, e per farlo i Pelicans si affideranno alla loro stella più lumininosa, quell'Anthony Davis prima scelta assoluta del Draft 2012, già campione olimico con team Usa. Il giocatore di Chicago, formatosi al college nei Kentucky Wildcats, è forse il secondo atleta più talentuoso che la franchigia della Louisiana abbia mai avuto tra le proprie fila dopo Chris Paul. La speranza è che il numero 23 migliori quanto fatto dall'attuale playmaker dei Los Angeles Clippers.

Numeri alla mano, l'apporto dell'ex Kentucky è già stato molto importante. 31.5 ppg, 54% FG, 88.9% FT e 11 rpg l'increddibile fatturato della prima serie di playoff giocata in carriera. Nelle quattro sfide giocate contro gli attuali campioni NBA si sono notate tutte le qualità di Davis, ma nello stesso tempo si sono intravisti tutti i difetti della squadra della Louisiana, tra i quali la mancanza di un gioco di squadra che potesse aiutare il numero 23 nelle sue giocate. E' probabilmente questo il motivo che ha indotto dopo l'eliminazione dalla postseason il GM Dell Demps ad esonerare Monty Williams per affidare la panchina all'ex assistente di Steve Kerr ai Warriors, Alvin Gentry. Quest'ultimo è reputato da tutti gli addetti ai lavori uno degli artefici della grande stagione di Golden State avendo aiutato l'head coach di Golden State nell'organizzazione di un gioco che ha permesso a Curry&Co. di poter esprimere tutte le proprie qualità.

La franchigia della Lousiana crede fortissimamente in Gentry, che non ha tuttavia alle spalle tantissima esperienza da head coach. Il curriculum di Alvin infatti inizia con l'esperienza alla Shelby High School con gli ASU Mountaineers. L'avventura prosegue facendo il vice per i Colorado Buffaloes, Baylor Bears e Kansas Jayhawks. Nel 1988 comincia la sua ascesa in NBA da vice prima a San Antonio e poi a Los Angeles con i Clippers. La prima breve stagione da head coach è nel 1995 con i Miami Heat (record di 15-21). Da quell'anno in poi, fino al 1998, è assistant coach ai Detroit Pistons, dove poi diviene primo allenatore fino al 2000, maturando un record di 73-72. Nei successivi 3 anni torna ai Clippers, dove non consegue grandi successi (89-133 il suo score). A causa degli scarsi risultati decide di tornare a fare l'assistant coach per i New Orleans Hornets. Per i successivi 5 anni fa il vice di Mike D'Antoni ai Phoenix Suns, che poi lo nominano head coach fino al 2013. Grazie a lui la franchigia dell'Arizona matura un record di 158-144, arrivando a giocarsi la finale di Conference contro i Los Angeles Lakers di Phil Jackson e Kobe Bryant. Le ultime due stagioni le passa in California trasferendosi prima ai Clippers e poi ai Warriors, divenendo lo scorso giugno campione Nba. Ora questa nuova avventura ai Pelicans da head coach.

Gentry arriva in Louisiana con il compito di far giocare bene la squadra, valorizzando al massimo le caratteristiche del suo roster, ma anche facendo divertire i giocatori e i tifosi dei Pelicans. Alla figura di questo allenatore è stato sempre affiancato uno schema tecnico - tattico ben preciso, cioè velocità nel possesso, movimento senza palla ed imprevedibilità. In realtà questi principi di gioco hanno funzionato per i Warriors, ma ciò non vuol dire che possano valere anche a New Orleans. In precedenza accennavamo al fatto che l'imputazione principale che è stata mossa nei confronti dell'ex coach Williams è stata quella di non aver creato un gioco che aiutasse Davis ad esprimersi al meglio. Quindi l'obiettivo principale di coach Gentry dovrà essere quello di far rimanere il numero 23 sempre al centro del progetto tecnico, ma nello stesso tempo far si che gli altri componenti del roster possano contribuire in maniera consistente al successo dei Pelicans.

Ed ecco allora quello che potrebbe essere lo starting - five del prossimo anno per la franchigia della Louisiana: Gordon, Evans, Anderson, Davis, Asik. I Pelicans possono contare anche su una panchina di buon livello, che gli potrà consentire nel corso della stagione delle buone alternative: peresempio Cole Holiday possono ritrovarsi a ricoprire il ruolo di Gordon; così come Douglas può sostituire EvansPondexter può alternarsi con AndersonAjinca garantisce buona fisicità associata a un'ottima tecnica. I numeri della passata stagione stanno a dimostrare la bontà del roster a disposizione di coach Gentry. Eccone alcuni: Gordon 18.5 ppg; Anderson 10.8 ppg; Asik 7.3 rpg; Evans rpg; Cunningham 81.8% FG; Anderson 44.4% FG; Anderson 100% FT; Cunningham 100% FT; Holiday 100% FT; Evans apg; Holiday 4.3 apg; Gordon 3.8 apg; Anderson 41.7% 3P; Gordon 40.6% 3P; Pondexter 30% 3P; Pondexter 1.8 spg; Davis 1.3 spg; Asik 1.3 spg; Davis bpg; Cunningham bpg; Anderson 0.5 bpg.

New Orleans si appresta dunque a vivere una stagione da protagonista, che potrebbe portare nella bacheca della franchigia il trofeo che ogni squadra NBA sogna, il Larry O'Brien Trophy.

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