Anthony Davis, the sky is the limit

Una panoramica sul giocatore dei Pelicans, che a soli 22 anni è già uno dei migliori giocatori al mondo.

Anthony Davis, the sky is the limit
Anthony Davis, the sky is the limit

Se chiedete a qualsiasi appassionato di basket di farvi il nome di un giocatore che potrebbe dominare l'Nba nel prossimo decennio, quasi sicuramente la risposta che otterrete sarà Anthony Davis. L'ala/centro dei Pelicans, nonostante il quinto posto nelle votazioni per eleggere l'MVP, nella passata stagione è stato probababilmente il miglior giocatore della Lega, come dimostrano anche le sue statistiche: 24.4 punti, 10.2 rimbalzi e 2.2 assist, tirando con il 53% dal campo e l’80% dalla lunetta (particolare non di poco peso trattandosi di un lungo). Cifre messe insieme nonostante un supporting cast neanche lontanamente vicino a quello di Curry per esempio, e che sono il principale motivo per cui i Pelicans hanno agguantato l’ottava posizione nell’infernale Western Conference, raggiungendo così i Playoffs per la prima volta dal 2011.

ATTACCO

Quando The Big Brow (come viene chiamato a causa delle sue sopracciglia) è stato scelto alla n.1 nel draft 2012, l’unico dubbio riguardava la sua capacità di mettere insieme un repertorio offensivo di livello, in particolare di sviluppare un tiro dalla media affidabile per evitare il rischio di essere un giocatore monodimensionale. Ma dopo tre anni da pro, AD23 ha dimostrato di aver lavorato molto e in campo si sono visti i frutti, ed infatti il suo 43.4% proprio nel midrange jumper è una percentuale migliore di quella fatta registrare da due esperti in materia come Aldridge e Griffin, tanto per fare due nomi. Al punto che il suo pick&pop è una soluzione molto usata dall’attacco dei Pelicans, che torna utile anche in situazioni di attacco rotto quando c’è la necessità di costruire un tiro negli ultimi secondi del possesso.

Le zone del campo dalle quali Davis prende la stragrande maggioranza dei suoi tiri sono due: la restricted area (ovvero l’area sotto il canestro delimitata dallo smile) e dalla media.

Una delle caratteristiche che ormai sempre più spesso si cerca in un lungo è la capacità, dopo aver portato un blocco (pick) per il palleggiatore, di rollare, cioè correre immediatamente verso il ferro con aggressività: questo dovrebbe costringere la difesa avversaria a fare quel passo in più verso l’area per evitare un alley-oop o un facile layup, lasciando così più spazio ai tiratori per far male sugli scarichi. Sono anni ormai che la pericolosità offensiva di Tyson Chandler si basa quasi esclusivamente su questa capacità, e nello scorso campionato Davis è stato il giocatore che in queste situazioni di pick&roll ha prodotto in assoluto più punti.

Il perché è facile da intuire guardando quanto in alto arrivi Davis per raccogliere il lob del compagno in queste due clip..

Soprattutto quando gioca da centro ha a che fare con avversari più lenti di lui, ed è bravo a sfruttare questo vantaggio per correre in campo aperto e trovare punti facili nei primi secondi dell’azione. Nonostante sullo scatto dalla metà campo difensiva a quella offensiva si faccia trovare spesso avanti al proprio avversario, non sempre viene trovato dai compagni, come in questo caso.

Adesso che Alvin Gentry è il nuovo coach dei Pelicans, conoscendo come le sue squadre vogliano sempre giocare a ritmo alto, questa dote di Davis verrà sicuramente esaltata maggiormente e potremo vedere molto più spesso situazioni di questo tipo:

Le tabelle di seguito ci indicano come Davis tiri la stragrande maggioranza delle volte (esattamente il 60.5%) senza effettuare neanche un palleggio, oppure in alternativa dopo averne fatto uno solo (27.6%).

E, più in generale, Davis prende le cosiddette quick decisions, evitando così di rendere stagnante l'attacco tenendo la palla tra le mani: nel 68.5% delle volte se ne libera, con un tiro o un passaggio, dopo meno di due secondi.
 

Infatti qui possiamo vedere come Davis usi sempre un numero limitatissimo di palleggi, sia che venga marcato da Draymond Green, sia che venga marcato da Bogut, o addirittura da un piccolo come Curry a seguito di un cambio difensivo. Tutto questo ovviamente non dà alla difesa il tempo di organizzarsi a dovere e mandare casomai un raddoppio.

La cosa impressionante è che stiamo parlando di un ragazzo di appena 22 anni, e Alvin Gentry ha già dichiarato la sua volontà che Davis dalla prossima stagione tiri maggiormente da 3, focalizzando in particolare la propria attenzione sul tiro dall'angolo. Se gli esiti saranno positivi, a quel punto si salvi chi può!

DIFESA

Se per quanto riguarda il suo gioco offensivo abbiamo già accennato alle perplessità che molti avevano quando il ragazzo è stato draftato, non c'è mai stato invece nessun dubbio sull’impatto che avrebbe avuto nella metà campo difensiva, dove già nell’unico anno di college a Kentucky aveva dimostato un potenziale incredibile. Anche per questo non è difficile fare paragoni con il giovane Kevin Garnett, in quanto anche The Big Ticket è stato sin da subito in grado di dominare difensivamente anche tra i pro e con il tempo ha messo su un tiro dalla media affidabile. Tornando a parlare di Davis, nonostante i 2.10m è dotato di una grande mobilità che gli permette innanzitutto di essere rapido nell'aiutare i compagni e di contestare (e spesso stoppare) i tiri da sotto degli avversari. Proprio a proposito delle stoppate, AD23 è stato per due stagioni di fila il giocatore che di media ha piazzato più stoppate (2.9 nel 2014/2015 e 2.8 l'anno prima):

La mobilità di cui sopra gli permette anche di poter cambiare sui pick&roll e tenere bene contro un giocatore più piccolo e rapido di lui.

In conclusione, un giocatore che racchiuda in sè tutte queste caratteristiche è merce più unica che rara, e infatti i Pelicans appena possibile gli hanno fatto firmare un nuovo contratto che è diventato il più ricco della storia dell'Nba, che permetterà a Davis di guadagnare la bellezza di $145M in 5 anni, e che decorrerà a partire dalla stagione 2016/2017.

Per tutti questi motivi sembra davvero un giocatore arrivato dal futuro, e come dicono in questi casi dall'altra parte dell'Oceano, the sky is the limit.