Nba, slitta l'accordo tra Tristan Thompson e Cleveland

Il canadese continua la sua personale battaglia con la dirigenza dei Cavs e lascia così scadere la qualifying offer da 6.8 mln. L'intesa sembra sempre più lontana.

Nba, slitta l'accordo tra Tristan Thompson e Cleveland
Nba, slitta l'accordo tra Tristan Thompson e Cleveland

Sembra non voler finire mai questa vicenda che dura dall'inizio dell'estate: Tristan Thompson punta ancora i piedi e decide di non accettare la qualifying offer da 6,8 milioni di dollari che la dirigenza dei Cleveland Cavaliers aveva messo sul piatto. Con questa scelta il giocatore canadese rimane restricted free agent e potrà rimanere in Ohio con i Cavs che potranno pareggiare qualsiasi altra offerta che Thompson riceverà; così facendo però da luglio potrebbe andarsene a zero, a meno che Griffin metta sul piatto le cifre che TT chiede.

Dopo l'offerta iniziale di un quinquiennale da 94 milioni che Rich Paul aveva preteso per il suo assistito per gran parte dell'estate, sembrava che le pretese del lungo ex Texas si fossero abbassate con un'ultima richiesta di un contratto triennale da 53 milioni. Secondo ESPN però  la dirigenza dei Cavs sarebbe ferma ad un quinquiennale da 80 milioni e da lì non sarebbe intenzionata a muoversi: il giocatore ha fatto sapere tramite il suo agente di non voler accettare questa offerta.

L'ala grande titolare delle ultime Finals non si è presentato al media day e nemmeno ai primi tre giorni di training camp nonostante David Griffin, gm dei Cavs, si aspettava di vederlo presente al primo giorno di lavoro in palestra: non tornerà con la squadra fino a che non si sarà risolta questa spinosa situazione contrattuale che, ad ora, sembra lontana dalla soluzione.

Durante il media-day anche Lebron James si è esposto e ha ribadito l'importanza di Thompson nel progetto di Cleveland che quest'anno, con l'arrivo di Mo Williams e di Richard Jefferson, si candida come l'unica vera potenza a est, sperando di non trovare ancora Curry e Co. sulla loro strada a rovinare la festa. Anche James Jones, ala dei Cavs e segretario-tesoriere dell'associazione dei giocatori Nba, ha parlato della vicenda, affermando che la squadra non sta prenendo l'assenza di Thompson sul piano personale e lo supportano personalmente; ha affermato inoltre che la cosa principale è il business e che il giocatore ha il diritto di risolvere la questione economica prima di tornare a lavorare in palestra. Stiamo a vedere come si evolverà la vicenda e quali altri colpi di scena ci riserverà.


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