NBA preview, ep.8: Phoenix Suns, Utah Jazz, Sacramento Kings

Tre franchigie che proveranno a fare da mine vaganti in una Western Conference ricca di talento e contender come mai prima. Attenzione soprattutto ai californiani, con un Rondo che cerca riscatto, Cousins che vuole la consacrazione e Belinelli che scalpita.

NBA preview, ep.8: Phoenix Suns, Utah Jazz, Sacramento Kings
NBA preview, ep.8: Phoenix Suns, Utah Jazz, Sacramento Kings

In una Western Conference ricca come non mai di squadre di talento e ben attrezzate per portare a casa il titolo, ci sono tre squadre che potrebbero fare da mine vaganti e inserirsi nella corsa per gli ultimi posti sul treno che porta ai playoff, che quest'anno sarà particolarmente affollata e rischia di generare qualche sorpresa non appena verranno esaurite le 82 partite di regular season. Phoenix Suns, Sacramento Kings e Utah Jazz - con questi ultimi un po' più defilati nelle previsioni della vigilia - sono le tre squadre che andremo ad analizzare nella nuova puntata della nostra preview, e che con ogni probabilità proveranno a giocare qualche scherzetto alle grandi corazzate che vogliono portare a casa almeno un posto tra le magnifiche otto della zona occidentale dell'NBA.

Phoenix Suns

L'estate che è appena trascorsa ha portato diverse novità per la franchigia dell'Arizona, a partire dal Draft che ha portato alla corte di coach John Hornacek il talento della guardia Devin Booker, proveniente dai Kentucky Wildcats. Le principali novità per quanto riguarda il parco giocatori sono rappresentate soprattutto da Tyson Chandler, il quale ha capito di essere di troppo nel nuovo progetto tecnico in casa Dallas Mavericks, e da Mirza Teletovic, il quale ha salutato i Brooklyn Nets e proverà a mettere la propria sagacia tattica e il suo tiro dalla lunga distanza a disposizione di Hornacek e dei suoi nuovi compagni. Per il resto, gran parte del roster della scorsa stagione è stato confermato, a partire dai due playmaker di partenza: Eric Bledsoe vuole finalmente vivere una stagione da leader sulle due metà campo, con al fianco un Brandon Knight in più, che ha sicuramente maggiore dimestichezza con gli schemi dei Suns dopo le apparizioni nel finale della scorsa stagione. Markieff Morris non vuole essere solo un terzo violino per questa squadra, e l'apporto di Chandler sotto canestro lo aiuterà senz'altro. Per il resto, Hornacek potrà contare su altri giocatori come Sonny Weems e T.J. Warren, che si giocano il posto di ala piccola nello starting five; Alex Len, che potrebbe rilevarsi un prezioso puntello a centro area; P.J. Tucker e Jon Leuer, altri elementi pronti ad uscire dalla panchina, così come Archie Goodwin, Ronnie Price, Henry Sims e un altro rookie, Deonte Burton.

L'uomo chiave - In un contesto di gioco che non sembra voler puntare su un solo giocatore su tutti, riusciamo comunque ad individuare Eric Bledsoe come l'elemento di punta del roster dei Phoenix Suns. Dal numero 2 arancio-viola passeranno tanti possessi, sia in fase di playmaking che al momento di finalizzare, pertanto una stagione simile a quella appena trascorsa potrebbe portare grandi benefici alla franchigia dell'Arizona.

Utah Jazz

Non è affatto facile considerare la squadra di Salt Lake City come una delle candidate ad un posto nei playoff nella prossima stagione, ma coach Quin Snyder proverà in ogni caso a lavorare nella testa dei suoi giocatori, così da ottenere grandi risultati, che dalle parti dello Utah si fa fatica a prevedere. In ogni caso, una squadra senza grandissimi obiettivi - e di conseguenza senza grosse pressioni sulle spalle, potrebbe giocare a mente un po' più leggera e quindi mettere in campo delle belle sorprese nei prossimi mesi dedicati alla regular season. Sui primi sessanta giocatori selezionati nel Draft dello scorso mese di giugno, ben tre si sono accasati ai Jazz: la scelta più alta è quella dell'ala canadese Trey Lyles, proveniente dai Kentucky Wildcats (la stessa compagine da cui arriva il neo-Suns Booker), gli altri sono la guardia Olivier Hanlan, anch'essa canadese, e lo spagnolo Dani Diez, poi approdati ai Portland Trail Blazers. Non ci sono grosse novità nel roster a disposizione di coach Snyder: la costruzione del gioco è affidata a Trey Burke e a Dante Exum, con Alex Burks che va a completare il pacchetto degli esterni, mentre sotto canestro è tutto nelle mani di Derrick Favors e del francese Rudy Gobert, un po' deludente all'ultimo Europeo ma pronto a crescere ancora per diventare sempre più forte. La novità più interessante, oltre ai due rookie, arriva dal Brasile e risponde al nome di Raul Togni Neto, playmaker classe 1992 più noto nell'ambiente cestistico con il soprannome di Raulzinho. Il roster si completa con gli ex Barcellona Tibor Pleiss e Joe Ingles, Bryce Cotton, Trevor Booker, Rodney Hood e Grant Jerrett.

L'uomo chiave - È Trey Burke l'uomo che dovrà assumersi le maggiori responsabilità in casa Jazz. Il playmaker americano sa di poter fare grandi cose e di poter diventare finalmente l'uomo-franchigia, dopo un paio di stagioni buone ma non ancora da All-Star. Potrebbe essere giunto finalmente il suo momento.

Sacramento Kings

Coach George Karl ha tra le mani un roster particolarmente ricco di talento, ma dovrà essere composto nel migliore dei modi per poter diventare una delle squadre più temibili dell'intera Western Conference. E si tratta di una squadra che attirerà l'interesse di diversi appassionati italiani, visto che è arrivato a Sacramento il nostro Marco Belinelli, pronto a spiccare definitivamente il volo dopo il biennio importante per la sua crescita in quel di San Antonio. Attorno all'azzurro si muoveranno tre stelle di grande calibro, a cominciare dall'altra grande novità in casa Kings: è Rajon Rondo, che dopo aver contribuito a scrivere belle pagine nella storia di Boston, e dopo la parentesi negativa in quel di Dallas vuole ricominciare dalla California. Poi ci sono due conferme fondamentali per il processo di crescita della franchigia, ovvero quelle di Rudy Gay e DeMarcus Cousins, giocatori attesi dalla definitiva consacrazione per rendere Sacramento una candidata a fare una grande stagione. Da tenere d'occhio anche due gioavani particolarmente interessanti: Ben McLemore, al suo terzo anno in NBA e pronto a fare il salto di qualità, e soprattutto Willie Cauley-Stein, scelto in sesta posizione all'ultimo Draft e pronto a far valere una scelta così alta dopo una bella annata a Kentucky. Non manca un certo tasso di esperienza in salsa europea, rappresentato dall'israeliano Omri Casspi e soprattutto da Kosta Koufos, pronti a offrire minuti importanti dalla panchina, ma attenzione anche alla grande voglia di rivalsa di Darren Collison e di un grande vecchio come Caron Butler, giunto alla stagione numero 14 in NBA. Chiudiamo l'analisi con un paio di giocatori dal cognome celebre: Seth Curry, fratellino di Steph, e David Stockton, figlio dell'immenso John. Entrambi pronti a dimostrare che giocare bene a basket è un "vizio di famiglia".

L'uomo chiave - Vogliamo puntare un ipotetico centesimo su Rajon Rondo. Il piccolo uomo nativo di Louisville, Kentucky vuole prendersi una bella rivincita, dopo aver sognato di fare grandi cose tra le fila dei Mavs. Circondato da giocatori dal grande talento e dalla fame di vittorie, può mettere in campo il suo estro per fare cose straordinarie e tornare a essere quello visto a Boston.


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