Nba, gli Spurs vincono a Boston (87-95) nel giorno del trio Duncan-Ginobili-Parker

Vittoria numero 541 per il trio di San Antonio, che migliora il precedente record di Bird-Parrish-McHale. Gara non esaltante, in cui a fare la differenza è la maggiore esperienza e qualità degli Spurs. Aldridge lotta ma è ancora spaesato, Parker irriconoscibile.

Nba, gli Spurs vincono a Boston (87-95) nel giorno del trio Duncan-Ginobili-Parker
Nba, gli Spurs vincono a Boston (87-95) nel giorno del trio Duncan-Ginobili-Parker

Non sono ancora gli Spurs scintillanti che gli appassionati di basket Nba sono abituati a vedere, ma gli uomini di Gregg Popovich riescono comunque a vincere al TD Garden di Boston contro i Celtics, nella prima partita di un breve giro ad Est che vedrà come possime tappe New York e Washington. Con il successo di oggi il trio Duncan-Ginobili-Parker diventa il più vincente della storia della lega (541 le gare vinte insieme), sorpassando proprio quello storico dei Celtics, composto da Bird-Parrish-McHale. San Antonio sempre avanti nel punteggio, ma in sofferenza nel quarto quarto, quando la maggiore aggressività degli uomini di Brad Stevens, fin lì pessimi nelle percentuali dal campo, ha messo in difficoltà i texani, superficiali e svagati in questa gara domenicale. Alla fine ci pensano LaMarcus Aldridge e Kawhi Leonard a sigillare la vittoria degli Speroni, anche se le cose migliori dei neroargento le hanno fatte vedere ancora una volta Manu Ginobili e Boris Diaw. Boston paga le difficoltà al tiro - specialmente da tre punti - e subisce la seconda sconfitta consecutiva in casa dopo quella contro Toronto.

I primi due minuti al TD Garden sono la sagra dell'errore, con entrambe le squadre che non riescono a trovare il canestro. Ci pensa poi Bradley a mettere a segno i primi punti dei Celtics, immediatamente superati da un Kawhi Leonard molto attivo nei possessi offensivi di San Antonio. Tim Duncan gioca la solita, magistrale, partita sui due lati del campo, ma si prende pochi tiri cercando con insistenza Aldridge, che inizialmente non risponde presente. Anche Tony Parker continua a giocare a ritmi bassissimi per i suoi standard, e la sua incisività e pressochè nulla per degli Spurs che non trovano con continuità il tiro da tre punti, marchio di fabbrica delle ultime stagioni di coach Popovich. Le spaziature non sono più le consuete con Aldridge in campo, ma i texani le ritrovano immediatamente con l'ingresso sul parquet di Ginobili e Diaw, che insieme a Patty Mills contribuiscono al primo allungo degli ospiti. Mani freddissime per i Celtics, con Lee fuori partita e Smart in difficoltà nel tiro da fuori. Così Stevens ricorre ai suoi panchinari, Thomas in primis, ma anche Jerebko, Olynyk e Sullinger per riportarsi sotto. Il vantaggio degli Spurs rimane intorno alla doppia cifra, addirittura sul + 15, prima di un calo nel finale di secondo quarto, con Ginobili che regala a fil di sirena la palla a Smart per un comodo appoggio.

Dopo l'intervallo prova a scuotersi LaMarcus Aldridge, molto cercato da Duncan. L'ex giocatore di Portland sembra più preoccupato di provare a fare i movimenti e le scelte giuste che di tirare con naturalezza, ma in qualche modo riesce ad accendersi anche in attacco, dopo aver fatto un buon lavoro sotto i tabelloni nel primo tempo. Danny Green non trova un tiro a bersaglio che sia uno, e così è ancora Leonard a doversi sobbarcare fatiche supplementari in attacco (il suo naturale sostituto Kyle Anderson trascorre praticamente tutta la gara in panchina dopo aver commesso un errore che Popovich non gli perdona). I Celtics sono tenuti a debita distanza, nonostante un Sullinger in crescita e un Thomas impavido. A cavallo tra la fine del terzo quarto e l'inizio dell'ultimo periodo, gli Spurs sbandano vistosamente, tra palle perse, confusione in attacco e in difesa, permettendo a Boston di rientrare anche sul - 4. Ancora Ginobili e Diaw ricacciano indietro i verdi di Stevens, ma un ultimo parziale chiuso da una gran schiacciata in penetrazione di Avery Bradley riporta i Celtics a cinque lunghezze di distanza. Danny Green trova due lay-up su assist di Manu e Boris, e alla fine è Aldridge a centrare il canestro con i suoi tipici long two che mandano i titoli di coda di una partita tutt'altro che spettacolare, ma in qualche modo comunque avvincente. San Antonio è lontanissima dai suoi standard migliori (così come Tony Parker, uomo chiave del sistema dei neroargento), ma incassa comunque una vittoria importante, mentre Boston si interroga sulla reale qualità del suo roster, profondo ma troppo piatto, in cui le gerarchie di squadra non riescono ancora a delinearsi con chiarezza.

Boston Celtics (1-2). Punti: Bradley 18, Smart 17, Thomas 15, Sullinger e Johnson 10. Rimbalzi: Lee e Sullinger 8. Assist: Thomas 5.

San Antonio Spurs (2-1). Punti: Aldridge 24, Leonard 19, Ginobili 13, Diaw 10. Rimbalzi: Aldridge 14, Duncan 9. Assist: Aldridge e Duncan 5.


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