NBA, gli uragani James e Westbrook si abbattono su New York e Phila. Ok Indiana e Orlando

Oklahoma ha la meglio, in scioltezza, dei Philadelphia 76ers, mentre Cleveland (ottavo successo di fila) ha bisogno del miglior James per passare al Madison Square Garden contro Anthony e Porzingis. Orlando sfrutta le assenze di Hood e Gobert per battere i Jazz; Indiana, grazie al solito George, supera in volata Minnesota.

NBA, gli uragani James e Westbrook si abbattono su New York e Phila. Ok Indiana e Orlando
NBA, gli uragani James e Westbrook si abbattono su New York e Phila. Ok Indiana e Orlando

I soliti sospetti portano il nome di LeBron James, Russell Westbrook e Paul George in tre delle undici gare nella notte NBA che hanno visto Cleveland sbancare New York nonostante l'ennesima prestazione positiva di Anthony e compagni. Indiana sfrutta l'assenza di Rubio per avere la meglio di Minnesota con un grande Paul George, mentre Utah si scioglie davanti al quartetto di archi Fournier-Payton-Harris-Vucevic, cha a Orlando non fanno rimpiangere l'assenza di Oladipo

Indiana Pacers - Minnesota Timberwolves 107-103

Due quarti perfetti degli Indiana Pacers sono sufficienti a ribaltare l'iniziale svantaggio subito dai padroni di casa contro gli ostici Minnesota Timberwolves e portare a casa un successo molto importante in ottica playoff. Nonostante l'assenza di Rubio, Wiggins e LaVine trascinano gli ospiti sul +3 di fine primo periodo. George ed Ellis confezionano il parziale a cavallo dei due quarti centrali (66 punti segnati), che permettono ai Pacers di volare sul +17 sulla sirena dell'ultimo intervallo. Non bastano i 13 nell'ultimo periodo di Zach LaVine ai Wolves per colmare il gap, con la rimonta che si ferma sul -1 (101-100), prima dei canestri decisivi di un Ellis finalmente protagonista. 

Orlando Magic - Utah Jazz 102-93

Pesano, e non poco, nell'ottica del punteggio finale le assenze di Rudy Gobert e Rodney Hood negli Utah Jazz, che crollano sotto i colpi di Evan Fournier, e del quartetto di archi degli Orlando Magic che sopperiscono con il gioco di squadra all'assenza di Oladipo. Il primo parziale è quello decisivo: 33-15 a fine primo quarto, 16-2 il break nei primi sette minuti che scavano il solco dal quale i Jazz non riescono più a sollevarsi. Fournier prima, Payton, Vucevic e Hezonja, dalla panchina successivamente, bucano a ripetizione la fin troppo blanda per essere vera difesa di Utah. Sfida che ha poco da dire nei restanti 36 minuti, con un lungo garbage time che fino al 96-76 ha un solo padrone, prima della rimonta, solo nel punteggio, dei Jazz, che piazzano un 17-6 che rende la sconfitta soltanto un pizzoco meno amara. 

New York Knicks - Cleveland Cavaliers 84-90

E' servito, ancora una volta, il miglior LeBron James nell'ultimo periodo ai Cleveland Cavaliers per prendersi la vittoria al Madison Square Garden di New York e continuare la striscia di successi, che sale a quota otto dopo lo stop iniziale contro i Bulls nella Opening Night. 10' al termine, quando i Knicks sembravano in controllo della gara sul +8: 12 i punti di James nell'ultimo quarto dei 24 degli ospiti, che pareggiano la stessa dozzina messa a segno dall'attacco di Fisher che si inceppa nel momento di chiudere la gara. Andamento alquanto altalenante nella Grande Mela, con i Cavaliers che chiudono avanti il primo parziale, prima di subire rimonta e sorpasso nel secondo quarto. Il piazzato di Afflalo regala la parità a quota 84 dopo un terzo quarto sostanzialmente in impasse, a 60" dal termine, prima che i 6 del fido scudiero Williams chiudano la gara. 

Oklahoma City Thunder - Philadelphia 76ers 102-85

Tutto facile per i Thunder del solito Russell Westbrook, che piazza la seconda tripla doppia stagionale sfruttando la concomitante assenza del compagno di squadra Kevin Durant (assente per infortunio). Iniziano meglio, tuttavia, gli ospiti, guidati dal solito Nerlens Noel che piazza sei dei suoi tredici punti finali nei primi 3 minuti (8-2 Phila). Risponde Morrow, che ne mette 8, riportando i Thunder sotto nel punteggio. I sei di Wood e la tripla di Thompson permettono ai Sixers di chiudere avanti di sei il primo periodo, prima che si scateni Westbrook nella ripresa. Lo zero sale al proscenio nella ripresa, mettendo a referto 17 dei suoi 21 finali, che verranno conditi da 17 rimbalzi e 11 assist. 


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