Nba, Curry e i Warriors annichiliscono Cleveland (98-132)

Trascinati da uno Stephen Curry da 35 punti in tre quarti di gioco, i campioni in carica passeggiano alla Quicken Loans Arena di Cleveland, contro dei Cavs mai in partita.

Nba, Curry e i Warriors annichiliscono Cleveland (98-132)
Nba, Curry e i Warriors annichiliscono Cleveland (98-132)

Nel giorno dedicato alla memoria di Martin Luther King, i Golden State Warriors lanciano un messaggio forte e chiaro a tutta l'Nba andando a stravincere sul parquet della Quicken Loans Arena di Cleveland (espugnata in questa stagione solo da Washington) con il punteggio di 98-132. Gara in realtà risolta già dopo tre quarti, con Stephen Curry a referto per 35 punti, Andre Iguodala per 20, per una ripassata memorabile, difficile da digerire per i Cavs di LeBron James, demoliti dall'attacco avversario (54% dal campo e 47.4% da tre) e frustrati dal frenetico movimento di uomini e palla dei campioni in carica. Con questa vittoria sono cinque i successi consecutivi dei californiani contro la squadra di David Blatt, se si considerano le ultime tre gare delle scorse Nba Finals e la partita di Natale giocata alla Oracle Arena. 

I padroni di casa ripropongono Timofey Mozgov in quintetto, con Tristan Thompson che parte dalla panchina, mentre dall'altra parte è confermato dall'inizio Harrison Barnes, ormai pienamente ristabilitosi dall'infortunio che lo aveva tenuto ai box per oltre un mese. L'avvio è choc per i Cavs: Bogut schiaccia su alzata di Curry, che poi si mette in proprio da tre e vede Klay Thompson mettere a segno cinque punti consecutivi che costringono David Blatt al time-out sul 2-10. Dopo la breve pausa è ancora Steph a trovare il canestro con continuità insieme a Barnes e poi ad Iguodala. Cleveland si affida a qualche uno conro uno in area di Mozgov, mentre Irving, Love e James sparano a salve e perdono palloni in serie. J.R. Smith prova a sfruttare le sue eccezionali doti balistiche per riportare sotto i suoi, ma è nuovamente Curry a chiudere il primo quarto con un one man show che gli vale i sedici punti personali in dodici minuti (21-34). La tempesta non accenna a diminuire di intensità neanche nel periodo successivo, quando la second unit dei Warriors produce altri punti, guidata da Livingston e Iguodala, con Draymond Green solito uomo ovunque. James e Irving provano per un attimo a scuotersi, ma è un'illusione per l'intera folla della Quicken Loans Arena, che assiste gli ospiti andare a segno con una facilità disarmante (34-59) dopo le ennesime giocate di Curry e Thompson. Perfino Ian Clark va a bersaglio dall'arco insieme a Green, e l'unica risposta offensiva della serata di Kevin Love non serve neanche a lenire le sofferenze per una partita che appare già segnata all'intervallo lungo (44-70).

Alla ripresa delle operazioni ci si attende almeno una reazione di orgoglio da parte dei Cavs, ma i Warriors ripartono con il piede sull'acceleratore, allungando ancora con gli Splash Brothers, che confezionano il + 35 (44-79) quando è stato giocato solo un minuto e mezzo di terzo quarto. Golden State non si ferma, intenzionata a impartire una sonora lezione ai rivali e, soprattutto grazie alla difesa, vola via rendendo vane le sostituzioni di Blatt, che mette dentro anche James Jones per cercare di allargare il campo quanto i Warriors. E' però tutto inutile, anche perchè Stephen Curry infierisce su LeBron James e compagni, arrivando a segnare 35 punti personali a quaranta secondi dalla fine del terzo periodo, assistito da un Iguodala caldissimo anche dalla lunga distanza e non solo in single coverage su LeBron. Gli ospiti toccano così anche le quaranta lunghezze di vantaggio (64-104), prima che James e Dellavedova trovino cinque punti consecutivi all'ultima pausa. Il quarto quarto diventa così un'esibizione per Golden State, che si permette il lusso di lasciare in panchina Curry e Thompson veleggiando comunque intorno ai quaranta punti di vantaggio (79-119). Il resto dell'incontro è puro garbage time, con Blatt costretto a richiamare in panchina James, Irving, Love e gli altri titolari per evitare loro un'ulteriore umiliazione. Finisce in trionfo per i campioni in carica, che segnano 132 punti in trasferta, avendo dato la sensazione di aver atteso questa gara per dare un segnale a tutti i possibili rivali per la corsa al titolo Nba.

Cleveland Cavaliers (28-11). Punti: James 16, Smith 14, Dellavedova 11, Shumpert 10. Rimbalzi: Love 6. Assist. Dellavedova 6.

Golden State Warriors (38-4). Punti: Curry 35, Iguodala 20, Green 16, Thompson 15, Barnes 12. Rimbalzi: Green 7. Assist: Green 10.

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