NBA, follia Griffin: picchia un membro dello staff e si rompe una mano, fuori 4-6 settimane

Clamoroso a Toronto: la sera prima della sfida ai Raptors, Blake Griffin avrebbe litigato con il suo amico Matias Testi, membro dello staff dei Clippers. BK32 avrebbe sferrato due pugni all'uomo, rompendosi il quarto metatarso della mano destra. La NBA e la franchigia californiana hanno avviato un'indagine.

NBA, follia Griffin: picchia un membro dello staff e si rompe una mano, fuori 4-6 settimane
NBA, follia Griffin: picchia un membro dello staff e si rompe una mano, fuori 4-6 settimane

Le voci si rincorrono spesso, soprattutto in un mondo vasto, frenetico ed esposto come quello NBA. Così, quando si parla di questa o quella bravata di tale giocatore, è buona regola tenere da parte un ragionevole dubbio sulla veridicità delle voci. Ma quando la faccenda arriva ai siti ed ai profili Twitter ufficiali, a tutti gli effetti delle conferenze stampa h24 in diretta globale, la cosa si fa seria.

E’ il caso dell’ultimo infortunio di Blake Griffin, lungo dei Los Angeles Clippers nonché quadruplo all-star, che proprio quando era in procinto di rientrare nella rotazione dopo la lesione al quadricipite rimediata durante il Christmas Game, ha recentemente subito la frattura del quarto metatarso della mano destra. Tutto questo non nel tentativo di mettere a segno una delle sue fantascientifiche schiacciate o una stoppata decisiva, bensì mentre era a cena al ristorante. Ripercorriamo i fatti con ordine.

Una certezza c’è, ed arriva proprio dal profilo twitter della prima scelta assoluta del Draft 2011: “Una situazione tra amici è degenerata, e mi pento del modo in cui ho alzato le mani verso qualcuno a cui tengo. Voglio scusarmi con l’organizzazione dei Clippers, con i miei compagni e con tutti i tifosi per aver creato una distrazione. Sto lavorando con la squadra per una soluzione e per tornare a giocare il prima possibile”, è stato il suo cinguettio.
Questo tweet, però, segue una conferma espressa dagli stessi Clippers in un comunicato ufficiale pubblicato sul sito nba.com, dove hanno ammesso come il giocatore si sia rotto un osso della mano destra sferrando un pugno. Tutto ciò è accaduto lo scorso sabato, prima della partita contro i Raptors, in programma a Toronto la sera successiva (poi persa da Paul e compagni 112-94).
Chiaro, ma non chiarificante. Per entrare nel dettaglio, infatti, bisogna affidarsi alle fonti citate da Micheal Eaves, giornalista di ESPN.

Secondo Eaves, infatti, il fattaccio sarebbe avvenuto tra Griffin e Matias Testi, magazziniere dei Clippers, al ristorante "Sotto Sotto". I due, è noto, sono molto amici e condividono questo rapporto anche con DeAndre Jordan. Voci insistenti parlano anche di una vacanza congiunta per il terzetto, pochi mesi fa.
Fatto sta, al tavolo del ristorante Griffin e Testi avrebbero iniziato a beccarsi con qualche parola di troppo, fino a sfociare in un litigio che ha assunto caratteri piuttosto pesanti quando il prodotto di Oklahoma ha sferrato un pugno all’altro costringendolo ad uscire dal ristorante. Ma non solo, la storia raccontata da Eaves prosegue con BG32 che colpisce una seconda volta Testi all’esterno del locale, lasciando evidenti segni sul suo volto.
Dopo l’incidente entrambi i protagonisti sono stati rispediti a Los Angeles (i Clippers sono esattamente nel mezzo di un tour di cinque trasferte consecutive).

Del fattaccio ha parlato Coach Doc Rivers, che ha definito la situazione “una frustrante distrazione”.
“Non vorresti che accadesse a nessuno. Ovviamente non vorresti che accadesse durante la stagione, ma neanche quando il campionato è fermo. Questa roba non dovrebbe succedere, ma è successa, ed è la vita reale. A volte bisogna affrontare anche la vita reale, in questo mondo da sogno” sono state altre sue parole, assieme a “non sono per niente soddisfatto. Stiamo parlando di un problema che non riguarda il basket, e non sono per niente soddisfatto. Abbiamo una responsabilità quando decidiamo di entrare in questa lega: di comportarci in un determinato modo; ed è qualcosa che abbiamo detto agli altri ragazzi. Noi rappresentiamo i Clippers e dobbiamo continuare a farlo. Ovviamente cerchiamo di tradurre tutto quello che succede in una lezione per i giocatori”.

Sempre nel comunicato, i Clippers hanno specificato che “questa condotta non ha posto nella nostra organizzazione, e questo incidente non rappresenta chi siamo come squadra. Stiamo guidando un’investigazione completa con l’aiuto dell’NBA. In conclusione della stessa saranno prese le opportune decisioni. Griffin si è sottoposto ad un’operazione alla mano martedì mattina. L’operazione è stata effettuata dal Dr. Steve Shin. I tempi di recupero vanno approssimativamente da quattro a sei settimane”.
Di diversa opinione Rivers, con i giornalisti: “Vi dirò, secondo me una stima di rientro in quattro-sei settimane per una mano rotta è poco realistica. E’ solo la mia opinione. Ma non vogliamo parlare di infortuni riguardo ragazzi che non stavano giocando”.

I LAC occupano il quarto posto nella Western Conference, e con la vittoria (91-89) sugli Indiana Pacers hanno un record di 12-3 senza Blake Griffin. Tradurre questo nell’equazione “Blake Griffin + campo = cattivi risultati” è ovviamente folle e sconsiderato, ma forse l’assenza del numero 32 riesce a sbloccare qualcosa sia dal punto di vista tattico (diversa distribuzione degli spazi e dei possessi) che psicologico (diversa percezione della responsabilità da parte degli uomini in campo) negli uomini di Rivers.

Proprio i compagni di Griffin hanno sviato leggermente la questione, nelle interviste post-gara di Indianapolis.
"Non so, è difficile, non ne so molto" si è protetto Chris Paul, “io so solo che devo guidare questa squadra. Siamo come una famiglia, e così affronteremo questa situazione, come una famiglia. Alla fine del giorno, controlleremo quello che potremo controllare. Abbiamo ancora del lavoro da fare”.
In aggiunta sono arrivate anche le parole della shooting guard J.J. Redick: “Lo rivogliamo in campo, ma dipende dalla situazione, non voglio esprimermi. Lui è una parte molto importante di quello che facciamo”.


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