NBA - Chiuso il caso Griffin: sospeso per quattro partite (senza stipendio) dai Clippers

In giornata è arrivato il comunicato ufficiale congiunto di Los Angeles Clippers e NBA che sancisce la sospensione (senza stipendio) di quattro partite per Blake Griffin, reo di aver picchiato un magazziniere della franchigia lo scorso 23 gennaio a Toronto.

NBA - Chiuso il caso Griffin: sospeso per quattro partite (senza stipendio) dai Clippers
NBA - Chiuso il caso Griffin: sospeso per quattro partite (senza stipendio) dai Clippers

La aspettavano tutti, ed è arrivato. È arrivato il comunicato dei Los Angeles Clippers che sancisce le quattro partite di sospensione (senza stipendio) di Blake Griffin, per i fatti che hanno avuto luogo lo scorso 23 gennaio in quel di Toronto. Griffin si trovava infatti a cena con il suo amico, nonché magazziniere della franchigia, Matias Testi al ristorante italiano Sotto Sotto. Qui tra i due sarebbe nato un alterco pesante. Prima le parole, poi le mani, con il lungo proveniente da Oklahoma City che sferra due pugni al suo “avversario”, provocandosi una frattura al quarto metatarso della mano destra che tuttora lo tiene ai box.

“Gli L.A. Clippers annunciano oggi che il lungo Blake Griffin sarà sospeso senza stipendio per quattro partite per aver colpito un membro dello staff il 23 gennaio scorso. Il suo stipendio sarà trattenuto per un’ulteriore partita a causa dell’infortunio riportato. La NBA ci ha assistito in questo procedimento” si legge nel comunicato dei californiani, che prosegue aggiungendo dettagli. “I Clippers doneranno lo stipendio di queste cinque partite ad associazioni di volontariato che si occupano di giovani in condizioni critiche a Los Angeles. Come da sua richiesta, Blake supporterà questa attività donandole il suo tempo. Abbiamo chiarito come questo tipo di comportamento non abbia posto nell’organizzazione Clippers. Blake ha rimorso per quanto successo e si è scusato per le sue azioni. È un membro importante della famiglia Clippers e lo sosterremo non appena sarà reintegrato in squadra. È consapevole del fatto che le sue azioni abbiano delle conseguenze ed è desideroso di tornare a lavorare con i suoi compagni, con l’organizzazione e con la Clipper Nation. La sua riabilitazione sarà immediata con presenze alle partite come spettatore. Per noi, come squadra e come organizzazione, è il momento di andare avanti. La storia sarà conclusa quando riavremo di nuovo Blake in campo".

Di conseguenza, la sospensione inizierà nel momento in cui Griffin avrà completamente smaltito l’infortunio alla mano, prolungando in questo modo la sua assenza.
Che sia un male? C’è da discutere. Senza di lui (manca dallo scorso 26 dicembre per problemi al quadricipite, da cui aveva praticamente recuperato prima dell’incidente) i losangelini hanno un record di 18-4 che li ha portati al quarto posto nella durissima Western Conference, dove inseguono a 3.5 gare di distanza gli Oklahoma City Thunder. Prima di infortunarsi, però, il numero 32 aveva medie non indifferenti, che addirittura hanno stabilito un piccolo record. Come fa notare il profilo twitter NBA Stats & Info, nelle prime 30 partite le medie di Griffin (23.2 punti, 8.7 rimbalzi e 5.0 assist) sono seconde solo a quelle di LeBron James in maglia Heat nel 2012/13 (26.8 punti, 8.0 rimbalzi e 7.3 assist) nell’ultimo decennio.

È ovvio che i Clippers abbiano bisogno del loro numero quattro titolare per puntare ai livelli di Golden State, San Antonio e OKC in vista dei Playoff, ma il reinserimento del lungo da Oklahoma University deve essere ponderato in base alla sua salute ma soprattutto in funzione dell’equilibrio di squadra. Ora che il giocattolo gira bene soprattutto in attacco con la small ball, il quintetto “piccolo” con quattro esterni, sarebbe un peccato romperlo tornando ad insistere sulle “torri gemelle” Griffin e Jordan. Nel frattempo, in attesa del suo rientro, la pressione continua ad essere caricata sul reparto guardie (Chris Paul, J.J. Redick e Jamal Crawford come sesto uomo di assoluto livello) e su DeAndre Jordan, unica vera stella del parco lunghi dopo la dipartita – in verità tutt’altro che sofferta dall’ambiente – del discontinuo Josh Smith. Il maggiore spazio in rotazione sta dando minuti e occasioni (più o meno sfruttate) anche a Luc Mbah a Moute, Paul Pierce e Wesley Johnson.

Quella senza Griffin sembra una bella versione dei Clippers, ma la patata bollente arriverà tra poche settimane tra le mani di coach Doc Rivers: rinunciare ad uno dei lunghi più talentuosi della lega o rischiare di far crollare il delicatissimo equilibrio psicologico dello spogliatoio?

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