Nba playoffs, Kerr dopo il k.o. di Houston: "Curry? Dovevamo giocare meglio di squadra"

L'head coach dei Warriors non si nasconde dietro l'assenza di Curry, ma elogia i suoi per la rimonta sfiorata. Più duro Draymond Green, che si assume la responsabilità della sconfitta. Soddisfatto J.B. Bickerstaff.

Nba playoffs, Kerr dopo il k.o. di Houston: "Curry? Dovevamo giocare meglio di squadra"
Steve Kerr durante gara 3 a Houston. Fonte: basketballfanzone.com

Dalla chiusura anticipata di una serie di primo turno alla beffa per una sconfitta arrivata su una gran giocata di James Harden a quattro secondi e sei decimi dalla sirena. Dopo il k.o. al Toyota Center in gara 3 contro gli Houston Rockets, è la delusione il sentimento prevalente in casa Golden State Warriors. Nessuno, tra i campioni in carica, vuole utilizzare come alibi l'assenza di Stephen Curry, ancora ai box per un problema alla caviglia destra e in dubbio fino a domenica, quando a ora di pranzo si disputerà il quarto atto di quella che l'anno scorso fu la serie finale dei playoffs della Western Conference.

Il più critico verso la squadra, ma soprattutto verso se stesso, è Draymond Green, titolare suo malgrado della palla persa nell'ultimo possesso, quello successivo al gran canestro di Harden: "Ho giocato in maniera orribile per tutta la partita, ho sbagliato nel finale ma i miei errori ci sono costati la gara ben prima - le parole del lungo da Michigan State in conferenza stampa - non ci ho messo la mia normale energia e non ho giocato con la mia naturale aggressività. Senza intensità non si va da nessuna parte. In questo modo si sbagliano tiri, si perdono palloni, si perdono le partite. Ogni tanto può capitare, ma domenica in gara 4 dovrò giocare molto meglio per far vincere la mia squadra". Più positivo il compagno Marreese Speights, 22 punti dalla panchina e un grande impatto nella rimonta (poi sfumata) dei Warriors: "E' dura perdere in questo modo, ma sarà uno stimolo in più per far meglio domenica. Non credo che sia stata una partita fisica, anzi, alla Oracle Arena erano state due gare ancor più dure". Laconico invece Steve Kerr, allenatore di Golden State, che non vuole che l'assenza di Stephen Curry suoni come una giustificazione alla sconfitta: "Con o senza Steph, avremmo dovuto giocare meglio di squadra, anche se alla fine c'è stato un grande sforzo da parte di tutti, specialmente da parte delle riserve che ci hanno dato una chance di vincere la gara. Curry non era in condizione di giocare, mandarlo in campo sarebbe stato da irresponsabili".

Kerr aveva annunciato il secondo forfait consecutivo del suo miglior giocatore già dopo lo shootaround di ieri pomeriggio, quando aveva dichiarato di non voler rischiare di mandare in campo il numero trenta, non fidandosi delle sue condizioni fisiche. Ora il recupero di Curry per gara 4 di domenica non è così scontato, anche perchè lo stesso MVP ha lasciato intendere di non essere ancora in grado di giocare. Si sofferma invece sul tiro vincente di James Harden J.B. Bickerstaff, soddisfatto dopo una vittoria che riconfigura tutta la serie: "Quello è il suo classico tiro - le parole dell'interim coach di Houston sulla giocata del Barba - lo ho abbiamo visto tante volte. E abbiamo visto spesso anche il finale, è un tiro che segna, che sente suo. Sono comunque contento per la prestazione di tutta la squadra, siamo stati finalmente aggressivi contro un grande avversario. Nel finale è successo un po' di tutto ma ci è andata bene". Diventa a questo punto importante il quarto atto della serie, in programma nella prima serata italiana di domenica, con Golden State chiamata a trovare una vittoria che la proietterebbe al secondo turno. Ma da qui alle prossime 48 ore l'attenzione di tutti, compagni di squadra e avversari, sarà tutta puntata su Stephen Curry, indiscusso leader tecnico dei campioni in carica.