NBA - E' Kerr il Coach dell'anno, alle sue spalle Stotts e Popovich

L'Head Coach degli strabilianti Golden State Warriors viene premiato per la prima volta nella sua carriera. Sorprende, in negativo, il sesto posto di Brad Stevens.

NBA - E' Kerr il Coach dell'anno, alle sue spalle Stotts e Popovich
NBA - E' Kerr il Coach dell'anno, alle sue spalle Stotts e Popovich

Non poteva essere altrimenti: Steve Kerr è il miglior allenatore della stagione 2015/2016 della NBA. Al termine della cavalcata trionfale che ha condotto i Golden State Warriors al miglior record di vittorie di tutti i tempi (73 a fronte di sole 9 sconfitte), il coach nativo di Beirut, Libano, è stato premiato con il trofeo dedicato al compianto Red Auerback, meglio conosciuto negli Stati Uniti d'America come 'Coach of The Year'. Riconoscimento senza alcun dubbio meritato per la ex guardia dei Chicago Bulls e dei San Antonio Spurs, che dopo aver visto Mike Budenholzer soffiargli lo scettro nella passata stagione è riuscito a rifarsi nonostante l'infortunio che lo ha tenuto lontano dalla panchina nella prima parte della stagione. 

Premio infatti da dividere con il suo assistant coach, Luke Walton (uno dei candidati alla panchina dei nuovi Los Angeles Lakers, tra le altre cose), che lo ha sostituito nella migliore partenza di sempre in regular season: il sistema, tuttavia, che Kerr ha costruito attorno a Stephen Curry e compagni ha permesso ai Warriors di partire con un incredibile record di 24 vittorie e nessuna sconfitta. Record su record che però a nulla potrebbero valere, o quantomeno solo marginalmente, qualora i suoi Warriors non dovessero bissare il titolo di campioni NBA conquistato nella passata stagione, vero obiettivo ad inizio anno. Tra i tanti primati ascritti ai Warriors ed ai singoli interpreti, Steve Kerr diventa il primo coach dei Warriors dopo Don Nelson a ricevere il premio come COY. 

LA GRADUATORIA - Il libanese l'ha spuntata, nella classifica generale, davanti a Terry Stotts, protagonista assoluto con i Portland Trail Blazers di Lillard e McCollum, al quale vanno ascritti gran parte dei meriti di una stagione nata all'insegna della rifondazione e che invece si è chiusa con un clamoroso quinto posto nella Western Conference e con la reale possibilità di scavalcare i Clippers nel primo turno dei playoffs in corso di svolgimento. Piazza d'onore per Gregg Popovich, per il quale servono poche presentazioni e menzioni particolari con i suoi Spurs

I PIAZZATI - Sorprende, in negativo, la sesta piazza per Brad Stevens, allenatore dei Boston Celtics che, nella Eastern Conference si sono distinti per un lunghissimo periodo come terza forza alle spalle dei Cleveland Cavaliers e dei Toronto Raptors. All'ex allenatore di Butler University, nonostante la creazione del nuovo sistema dei Celtics che ha permesso a giocatori come Thomas, Crowder, Bradley e non solo di esprimersi al meglio, sono stati preferiti Steve Clifford degli Charlotte Hornets e Dwane Casey dei Toronto Raptors. Seguono a ruota con pochi voti Joerger di Memphis, che è riuscito nonostante le tantissime difficoltà a protare i Grizzlies ai playoffs, Rivers, Spoelstra e Quin Snyder, penalizzato dalla mancata presenza alla post season dei suoi Utah Jazz. 

Brad Stevens, giovane allenatore dei Boston Celtics | Photo: NBA.com
Brad Stevens, giovane allenatore dei Boston Celtics | Photo: NBA.com

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