NBA - Lillard affonda i Clippers in gara 5, Portland avanti nella serie (98-108)

I Blazers di coach Stotts sfruttano la vena del loro asso nell'ultimo quarto per sovvertire pronostico e inerzia della serie, approfittando delle assenze di Paul e Griffin. Adesso sulla racchetta di Portland, il match point per chiudere la serie al Moda Center venerdì notte.

NBA - Lillard affonda i Clippers in gara 5, Portland avanti nella serie (98-108)
NBA - Lillard affonda i Clippers in gara 5, Portland avanti nella serie (98-108)

Alla fine la spunta Lillard, che sale al proscenio nell'ultimo quarto di una gara 5 come mai fondamentale nell'ottica della serie, indirizzandola quasi definitivamente verso l'Oregon. Saranno sedici, negli ultimi dodici minuti, i punti messi a referto dalla guardia uscita da Weber State University, che consentono agli ospiti di firmare il parziale di 37-27 decisivo per le sorti della gara. Pesano troppo, in casa Los Angeles Clippers, le assenze di Paul e Griffin, con la luce che si è spenta progressivamente nel corso del match. Sul 3-2 per i Blazers, venerdì l'occasione per vincere ed ipotecare una storica semifinale per la franchigia dell'Oregon, che dovrà però stare attenta a non sottovalutare l'orgoglio dei campioni feriti. 

Doc Rivers deve fare di necessità virtù e schiera fin dal primo minuto Paul Pierce come quattro nominale, con suo figlio Austin in cabina di regia. L'assenza, infine, di Luc Mbah a Moute lancia Jamal Crawford dal primo minuto sul parquet. Se da una parte, sponda Clippers, il peso dell'attacco è affidato tutto nelle mani di quest'ultimo, in casa Blazers l'inizio è nefasto per Lillard, che avverte la pressione sulle sue spalle e mette a referto soli 3 punti, con un impietoso 0/5 dal campo, nel primo parziale. Ne scaturisce una gara equilibrata, nella quale i padroni di casa provano a cavalcare la stazza nel pitturato di DeAndre Jordan, mentre i Blazers approfittano dei 10 personali di un ottimo Harkless per chiudere in parità a quota diciotto alla prima sirena. Redick e Rivers, in avvio di secondo quarto provano ad aprire la scatola difensiva degli ospiti, permettendo successivamente a Jeff Green ed allo stesso Jordan di sfruttare al meglio l'area aperta con tre schiacciate di fila (37-34). Con McCollum e Lillard che sonnecchiano, i Blazers si affidano ai canestri di Henderson (7) e dello scatenato Harkless, che ne infilerà 17 dei suoi 19 totali nel solo primo tempo, per restare attaccati nel punteggio dopo la sfuriata di Rivers e Crawford (45-50). 

Paul Pierce in azione in gara 5 - Source: NBA.com
Paul Pierce in azione in gara 5 - Source: NBA.com

Nella ripresa si rivedono i due go-to-guy degli ospiti, che si caricano sulle spalle gli oneri della rimonta. Cinque di Aminu, la tripla di Lillard ed il canestro di McCollum impietriscono i Clippers nel 10-0 di parziale che capovolge il vantaggio di 5 dell'intervallo dei padroni di casa. E' proprio il Most Improved Player dell'anno a provare a scavare il solco successivamente, entrando in ritmo con due jumper dalla lunetta del tiro libero e con la tripla fatta in casa: il primo momento di difficoltà offensivo dei Clippers viene risolto da cinque punti inventati da Crawford e dalla schiacciata di Jordan, che però mettono a nudo le difficoltà dell'assenza del costruttore di gioco, Chris Paul. I Blazers approfittano della situazione per rintanarsi nella propria area, lasciando ai losangelini soltanto le briciole dalla distanza: è tuttavia Green, con cinque punti finali, a ristabilire la parità a 71 alla penultima sirena. Nel quarto periodo la tavola è apparecchiata per il one-man-show, che reduce dai soli sei punti distribuiti su tre quarti, si erge a protagonista assoluto del match: quattro, quasi di fila, le triple di Lillard che scavano il solco decisivo. Rivers e Jordan rispondono alla tripla del più 10 di Crabbe, ma sono le ultime due di Lillard, fortunose, che permettono ai Blazers di scappare sul più 17 a 3' dalla fine ed ipotecare la vittoria (105-88). Redick e Aldrich sono gli ultimi a mollare, ma i loro dieci punti finali non rendono più dolce la sconfitta. 


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