NBA Playoffs, Curry alert: è davvero necessario che torni per gara 3 o 4?

Le prestazioni dei Warriors senza il proprio leader tranquillizzano l'ambiente, Curry deve rientrare subito o attendere di recuperare completamente?

NBA Playoffs, Curry alert: è davvero necessario che torni per gara 3 o 4?
NBA Playoffs, Curry alert: è davvero necessario che torni per gara 3 o 4?

Questi playoffs hanno avuto un percorso decisamente travagliato per il numero 30 dei campioni in carica, che potete vedere nella foto vestito in borghese ma sempre pronto a festeggiare i propri compagni. Festeggiare, sì, perchè nonostante Stephen Curry sia stato assente dal campo in più di una gara in questa post-season, Kerr ha sempre potuto dormire sonni tranquilli; alla fine a vincere sono sempre stati loro, in un modo o nell'altro. Tornando a colui che con ogni probabilità sarà due volte consecutive MVP della regoular season, si è parlato molto di un possibile ritorno in campo al Moda Center in vista del terzo atto della serie contro Portland, considerando anche l'ampia distanza temporale fra gara 2 e 3, che infatti si svolgerà questo sabato. Nessuno in quel di Oakland ha idea di quali miracoli siano stati fatti al ginocchio di Steph per un recupero così repentino, certo è che rivederlo al 100% in questa serie sarà molto difficile. Con un filo di ragionamento, viene logico chiedersi se sia giusto e saggio rischiare una pedina così importante in vista del (probabile) prosieguo dei playoff per Golden State.

Se qualcuno era poco fiducioso, visto che battere i Rockets non è un'impresa anche senza il proprio leader, probabilmente si è ricreduto in gara 1 del secondo turno, quando gli Warriors hanno dominato dal primo all'ultimo minuto contro i Trail Blazers di Lillard & McCollum. Un'ennesima conferma è arrivata in gara 2: sul talento dei singoli nessuno poteva dire niente, ma in questo match sono venuti fuori persino il carattere e gli attributi di una squadra che non dipende da un singolo giocatore, bensì dall'intero sistema creato alla perfezione da Steve Kerr. Proprio un inizio stentato dei soliti noti (Thompson, Green e Livingston), ha permesso agli ospiti di allungare verso un traguardo quasi insperato, ovvero violare l'Oracle Arena. Entrati nell'ultimo periodo con 11 punti di vantaggio, hanno subito una rimonta pazzesca, orchestrata soprendentemente da Ian Clark e Festus Ezeli. Proprio quell'Ezeli che l'anno scorso aveva stupito con la sua energia a tal punto da creare un problema sul minutaggio dei lunghi, problema che non si è venuto a creare poichè nella serie con Houston il buon Festus non ha fatto vedere ciò che ci si aspettava ed è tornato a sedersi a favore di Speights, e certe volte persino di Varejao. Qualcuno poteva pensare che fosse relegato in panchina per molto tempo, ma a quel tipo di giocatore basta un attimo per accendersi e così ha fatto: tap-in, schiacciate, difesa mostruosa e la partita si è completamente ribaltata. Una volta che la squadra ti dimostra di essere ancora in partita e chiede un maggiore sforzo, è stato quasi facile per dei campioni come Thompson e Green tornare a fare ciò che hanno già dimostrato, e la vittoria è arrivata di conseguenza.

Ora per Portland si fa durissima, servirà senz'altro un aiuto da parte del pubblico del Moda Center, oltre a una dimostrazione di saper incassare il colpo che in buona parte abbiamo già visto in gara 2, ma senza i risultati sperati. Inserito in tali circostanze, uno Steph Curry pienamente recuperato potenzierebbe la squadra rendendola molto vicina a qualcosa di invincibile, San Antonio, OKC e Cleveland permettendo. Il problema è che Curry al 100% non lo è e non lo sarà per qualche altra partita, adesso la domanda che tutto lo staff di Golden State si sta ponendo è: tentare di chiudere la serie più in fretta possibile rischiando una ricaduta sul ginocchio di Steph, o affidarsi in toto a una squadra collaudata per recuperare la propria stella in vista degli impegni futuri? Ai posteri (e a Steve Kerr) l'ardua sentenza.


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