Nba playoffs, i Thunder non si fermano più e vincono in rimonta anche alla Oracle Arena (102-108)

Russell Westbrook si accende nel terzo quarto e guida OKC alla vittoria in trasferta in gara 1 della finale della Western Conference. 26 punti per Durant, Warriors fuori giri in attacco nel secondo tempo.

Nba playoffs, i Thunder non si fermano più e vincono in rimonta anche alla Oracle Arena (102-108)
Fonte: Thunder.com

Dopo aver eliminato i San Antonio Spurs in semifinale playoffs, gli Oklahoma City Thunder espugnano subito la Oracle Arena di Oakland contro i Golden State Warriors, aggiudicandosi gara 1 delle finali della Western Conference. Secondo tempo quasi perfetto quello degli uomini di Billy Donovan che, trascinati da un Russell Westbrook carico a pallettoni (dopo due quarti balbettanti al tiro), mettono la freccia e mandano al tappeto i campioni in carica, completamente fuori giri nel finale di partita. Base percentuali al tiro per Westbrook (27 punti con 7/21 dal campo) e Durant (26 con 10/30), ma una presenza costante in una partita estremamente fisica, in cui è ancora una volta Steven Adams a fare la differenza sotto canestro. Golden State recrimina per una dubbia non chiamata arbitrale negli ultimi secondi (passi non fischiati a Westbrook), ma smette troppo presto di giocare la sua pallacanestro, concedendosi così al mix letale di talento e atletismo degli avversari. Serie in salita dunque per gli uomini di Steve Kerr, a cui non bastano 25 e 25 punti rispettivamente di Thompson e Curry: gara 2, in programma domani notte in California, diventa già una sfida decisiva per i Warriors.

C'è Andrew Bogut nel quintetto titolare di Golden State contro i Thunder, e la sua presenza sotto canestro si sente subito, in un duello rusticano con Adams. Westbrook è preso in avvio da Curry, e sbaglia praticamente ogni tiro preso, mentre Durant se la cava meglio contro Harrison Barnes. Poi è Andre Iguodala a occuparsi - con ottimi risultati - di KD. La partita è molto intensa fin dalla palla a due, con Roberson che si dimostra subito un fattore anche in questa serie. A Curry non entrano i primi tiri in sospensione della serata, e allora l'MVP decide di attaccare il ferro, trovando punti anche contro la difesa di Adams. Draymond Green è il solito giocatore esplosivo sui due lati del campo e, dopo una comparsata di Ezeli, il quintetto piccolo di Kerr scatena i padroni di casa, che trovano due triple con Harrison Barnes e costringono Donovan a lasciar seduto Adams. Il vantaggio di Golden State (27-21 a fine primo quarto) si dilata all'inizio del secondo periodo, quando i vari Livingston, Barbosa e Iguodala allungano sul 36-27. Per gli ospiti replicano prima Kanter e Foye, poi è Waiters con Ibaka e Durant a trovare canestri importanti per OKC. Intanto il quintetto piccolo, proposto da Kerr a dosi omeopatiche, lancia Klay Thompson, il più positivo in attacco per i Warriors nel primo tempo, autore di due triple consecutive per il 44-32. La partita resta comunque molto fisica, con Green e Ibaka a regalare stoppate nello spazio di una decina di secondi. Ancora Thompson si accende per i campioni di carica, che vedono svegliarsi anche Curry dalla lunga distanza, con due tiri da tre - di cui uno allo scadere - che paiono dare il colpo di grazia ai Thunder (60-47 all'intervallo lungo). 

Ma al rientro dagli spogliatoi OKC non si fa spaventare da un'altra tripla di Steph: prima Roberson, splendido sui due lati del campo, poi Adams e Durant firmano il 66-58. Da qui in poi diventa la partita di Russell Westbrook, che comincia a macinare punti, rimbalzi e assist, confermandosi il vero uomo barometro della franchigia dell'Oklahoma. Thompson, Green e Curry ricacciano momentaneamente indietro i rivali quando Kerr schiera di nuovo il quintetto piccolo, ma la furia di Westbrook è incontenibile: il numero zero dei Thunder segna diciannove punti nel solo terzo quarto, caricando i compagni di squadra, che rispondono alla grande con Kanter e Adams. Kerr si gioca la carta Speights, ma il suo lungo è fuori partita, un po' come Ezeli, e l'inerzia è tutta dalla parte degli ospiti, che pareggiano a inizio quarto periodo con una tripla di Kevin Durant e sorpassano poi con Dion Waiters (88-90). Golden State sbanda vistosamente in attacco, dove perde di colpo lucidità: Curry, Thompson e Green si intestardiscono in azioni personali che sbattono contro la difesa di Donovan, che dall'altra parte trova ancora punti da Westbrook, Kanter e dal marmoreo Steven Adams. Durant sbaglia però sei tiri consecutivi, affidatigli dai suoi come superstar riconosciuta della squadra, consentendo prima a Steph, poi a Barnes di ricucire per il 100-101 a due minuti dal gong. Ancora il neozelandese si guadagna due punti dalla lunetta, Durant trova un canestro fondamentale per il 100-105 a trenta secondi dal termine. A questo punto Iguodala va a segno con un layup dopo il time-out di Donovan, poi i Warriors non commettono fallo sulla rimessa e Westbrook sembra incappare in una chiara infrazione di passi, non ravvisata dagli arbitri, che invece fischiano fallo a Iguodala, consentendo ai Thunder di sigillare la prima sorpresa della serie dalla lunetta. 

Golden State Warriors (73-9). Punti: Curry 26, Thompson 25, Green 23, Barnes 12. Rimbalzi: Curry 10. Assist: Curry 7. 

OKC Thunder (55-27). Punti: Westbrook 27, Durant 26, Adams 16, Ibaka 11, Waiters 10. Rimbalzi: Adams 12, Ibaka 11, Durant 10. Assist: Westbrook 12.


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