Golden State Warriors: tutta colpa della sfortuna?

Gli Warriors, da un mese a questa parte, hanno subito alcuni eventi non proprio favorevoli: il doppio infortunio di Curry, quello a Bogut e, non ultimo, l'addio di Walton. Che siano proprio queste le cause dei malanni di Golden State?

Golden State Warriors: tutta colpa della sfortuna?
Golden State Warriors: tutta colpa della sfortuna?

Nella storia della NBA, soltanto 9 squadre sono riuscite a vincere una serie playoff recuperando da una situazione di 1-3. È lecito dunque pensare che i Golden State Warriors, sotto per l'appunto 1-3 contro gli Oklahoma City Thunder, difficilmente riusciranno a vincere la serie e a volare alle Finals NBA. Ma come ha fatto la miglior squadra di sempre della Lega (73-9 il record della regular season) a perdere due partite in fila nel momento più importante della stagione?

Be', in tantissimi si stanno interrogando sulle questioni tecniche e tattiche. Sulla difficoltà degli Warriors nell'affrontare una squadra fisica come i Thunder s'è scritto tantissimo, così come delle tante palle perse e di un “death lineup” non più così irresistibile. In tutte queste analisi, però, ci si è troppo spesso dimenticato di un fattore chiave: l'aspetto mentale.

Riavvolgendo il nastro di praticamente 365 giorni, di questi tempi gli Warriors passeggiavano sugli Houston Rockets, conquistandosi delle meritatissime NBA Finals. Tutti elogiavano il loro gioco e la loro superiorità, ma qualcuno, leggasi Doc Rivers, inneggiava anche ad una fortuna piuttosto sfacciata anzi che no. “Nessuno infortunio, nessun problema di alcun tipo, tutto gli sta andando benissimo. Facile vincere così,” furono più o meno le dichiarazioni dell'allenatore dei Clippers. In tanti non lo ascoltarono, finendo per classificare il buon Doc come “hater”. Ma, in realtà, non è che si potesse dar troppo torto all'ex coach dei Celtics: i Golden State Warrios, dall'arrivo di Kerr, non hanno praticamente mai subito un infortunio, uno stop che potesse in qualche modo condizionare la loro stagione e, anzi, spesso hanno avuto la fortuna di trovarsi contro squadre non proprio al massimo della condizione. Con questo non si vuol negare la loro bravura o superiorità, ma è evidente che la Dea Bendata doveva aver trovato casa nella Baia.

Tornando ad oggi, le cose sono forse leggermente cambiate. Due infortuni e mezzo, si potrebbe dire, hanno in qualche modo rotto quella bolla magica in cui era racchiusa Golden State. Si parla ovviamente del ginocchio di Curry, dei vari problemucci di Bogut e della botta, seppur lieve, al gomito ancora di Curry. E sebbene il 30, soprattutto poi contro Portland, ha dimostrato di aver recuperato dal problema al ginocchio, è come se mentalmente gli Warriors, da quel momento lì, non si siano più sentiti imbattibili. Basti pensare che dall'infortunio di Curry, patito contro i Rockets, “il quintetto della morte” ha giocato 6 partite, è stato il terzo quintetto più utilizzato e, nonostante un bilancio in parità (3 vittorie e 3 sconfitte), ha un NET Rating di -20.2.

Ma guardando ancora oltre, dopo l'infortunio di Curry, Golden State ha subito probabilmente un trauma ancora più forte: il 29 aprile Luke Walton ha ufficialmente firmato il contratto con i Los Angeles Lakers, facendo dunque sapere a Kerr, Curry ma soprattutto a Draymond Green che dall'anno successivo non sarebbe più stato con loro. Questo evento, seppur non attribuibile alla sfortuna intesa nel più classico dei modi, ha influenzato fortissimamente Green, molto legato a Walton. E non tanto contro i Blazers, contro cui ha giocato ai soliti livelli, ma contro OKC, Green ha avuto delle palesi difficoltà ancor più che a livello tecnico, a livello mentale. I due calci nelle parti basse ad Adams e lo sgambetto di stanotte a Kanter sono cose che non fanno pensare ad una condizione mentale ottimale da parte di Draymond che, giusto per completare il discorso, ha chiuso queste prime 4 partite contro OKC con un Net Rating di -15.3.

A conclusione, ciò che ci si sente di dire è che gli Warriors, dopo aver giocato due primi turni in maniera molto solida, hanno decisamente perso qualcosa dal punto di vista mentale, della concentrazione, forse anche delle energie. E sebbene non si possano e non si debbano nascondere i grandissimi meriti dei Thunder, i problemi interni dei campioni in carica sono sotto gli occhi di tutti. Possibile che la sfortuna, intesa proprio come serie di eventi avversi, sia la principale responsabile di tali problemi?


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