NBA Finals, l'analisi di gara1: la difesa su LeBron, la "calamita" Curry e tanto altro

Un'ampia analisi dei temi emersi in gara1 delle Nba Finals.

NBA Finals, l'analisi di gara1: la difesa su LeBron, la "calamita" Curry e tanto altro
NBA Finals, l'analisi di gara1: la difesa su LeBron, la "calamita" Curry e tanto altro

Gara1 delle Finals fa già parte del passato e ci ha dato alcune indicazioni, dalle rotazioni adoperate dai coach ai punti di enfasi in attacco e in difesa. In sede di presentazione, ho scritto di quanto avrebbero influito sull'esito finale i post bassi di James, soprattutto dopo aver forzato un cambio difensivo ed essere così marcato dal Curry o Thompson di turno. La difesa di Golden State è stata eccezionale nel chiudersi collassando l'area e poi riaprirsi velocemente per negare tiri comodi all'attacco.

LeBron in post - Spalle a canestro

Quando il numero 23 di Cleveland si trovava a giocare spalle a canestro, il difensore sul perimetro più vicino a lui eseguiva il cosiddetto dig, che consiste nel dare fastidio al giocatore in post avvicinandosi a lui per poi ritornare sul proprio uomo.

Ed è esattamente quello che fa Iguodala qua: si avvicina a James come per voler raddoppiare ma senza sbilanciarsi, in modo da poter recuperare quando la palla torna fuori a Dellavedova.

Notare come Golden State restringa il campo a James, con tutti e cinque i difensori pronti a proteggere l’area:

Stesso possesso, la palla ritorna in post basso da James, e stavolta tocca a Green fare il dig. Ancora una volta James si libera del pallone ma anche Green, come in precedenza Iguodala, riesce a recuperare in tempo sul suo uomo.

LeBron in post - Faccia a canestro

Diversa la difesa quando James era in situazione di face-up. Qui l’idea di Golden State era di forzarlo verso la linea di fondo, dove sarebbe arrivato in aiuto un difensore dal lato debole. A volte, addiittura, il centro si metteva in visione ancora prima che la superstar dei Cavs attaccasse per scoraggiare la penetrazione.

Quando James attacca, l’uomo del lato debole è in posizione per aiutare e impedirgli di andare al tiro da sotto, costringendolo allo scarico.

I Warriors sono poi fiduciosi di riuscire a ruotare in tempo per negare il tiro sullo scarico, e in gara1 ci sono riusciti praticamente sempre. La dimostrazione perfetta ci arriva da questo possesso:

Qui addirittura la difesa va ad un nulla dalla palla recuperata nonostante James attacchi immediatamente sulla ricezione.

Altro esempio qua, dove c’è Thompson in marcatura su James che riesce ad andare verso il centro in palleggio.Arrivano addirittura due Warriors in aiuto:

Curry sul lato debole ha il compito di andare su chi tra Irving e Love riceverà lo scarico:

La palla arriva ad Irving e Curry recupera in maniera puntuale, e quando la palla viene passata a Love anche Green ha già recuperato. Come già anticipato nella preview, la difesa di Golden State è bravissima nel chiudersi e poi riaprirsi.

Identica la strategia impiegata con Love quando attaccava in post un esterno dei Warriors:

Curry fa segnare anche senza toccare la palla

La performance di gara1 di Steph è stata decisamente al di sotto dei suoi pazzeschi standard, e va riconosciuto il merito della difesa dei Cavs, che ha fatto un buon lavoro sull’enorme quantità di blocchi lontano dalla palla che vedevano coinvolto l’mvp della regular season. Il problema è che contro i Warriors se sbagli qualcosa, lo paghi subito. Se i due difensori non comunicano e vanno entrambi su Curry, il giocatore rimasto libero punisce.

Qua sull’uscita dal blocco, James cambia ma Shumpert resta con Curry invece di marcare Green. Il risultato sono 2 punti facili.

Anche in un possesso molto importante verso la fine del terzo quarto con i Cavs che avevano rimontato fino al -3, il taglio di Curry attira sia Shumpert che Irving, e questo dà ad Iguodala il tempo e lo spazio necessari per segnare la tripla del +6.

Ultimo esempio qua, dove in una classica situazione di split tra Curry e Thompson, in cui si bloccano a vicenda e poi vanno in due direzioni opposte, restano due difensori su Steph lasciando solo Thompson.

Andre Iguodala, il tuttofare

Che Iguodala fosse una pedina importantissima nello scacchiere di queste Finals lo sapevamo già, ma in gara1 l’ala ex 76ers e Nuggets ha voluto ricordarci tutta la sua importanza.

Palle recuperate:

Rimbalzo in attacco e schiacciata in tap-in:

Rimbalzo in attacco e assist straordinario:

Rimbalzo difensivo e conduzione del contropiede degna di un play:

Capacità di pescare i tagli dei compagni:

Tiro da 3…

Alla fine sono 12 punti, 7 rimbalzi, 6 assist, 1 stoppata e 1 palla recuperata in 36 minuti, con un plus/minus di +21. Cosa deve fare più?

Cleveland e il pick&roll per forzare il cambio su James

Cleveland vuole sfruttare la forza fisica di LeBron, e per farlo ha giocato molti pick&roll all’interno dell’arco dei 3 punti, dove la difesa non può far altro che cambiare. Sul cambio qua si trova Curry su James, e appena questo va su per tirare dopo essersi avvicinato al ferro, arrivano gli aiuti che lo costringono allo scarico in angolo.

Altro esempio qua, con Thompson che finisce su James e Bogut che lascia Thompson per aiutare.

Le difficoltà dei Cavs ad accoppiarsi in transizione

Altro tema trattato nell preview. Le marcature nella metà campo difensiva delle due squadre sono diverse, e i Cavs in transizione a tratti hanno fatto fatica a comunicare per stabilire chi marcasse chi. Qua Ezeli finisce fuori dai radar difensivi:

In questo caso invece viene fermato bene Steph, ma Love non sa bene chi marcare e quando capisce di dover marcare Bogut è in ritardo per fermare Curry sul pick&roll.

Anche la tripla di Thompson che ha chiuso la partita è il frutto di un’incertezza della difesa su chi dovesse stare su di lui.


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