Nba Finals, Cleveland di rabbia contro dei Warriors disastrosi (120-90)

In gara-3 della serie finale i Cavs partono a razzo, lanciati da Kyrie Irving, per poi gestire una partita mai realmente in discussione. LeBron domina nel secondo tempo contro una Golden State molle e superficiale.

Nba Finals, Cleveland di rabbia contro dei Warriors disastrosi (120-90)
Kyrie Irving, 30 punti in gara-3. Jesse D. Garrabrant/NBAE via Getty Images

I Cleveland Cavaliers si scuotono finalmente in gara-3 delle Nba Finals 2016, vincendo in maniera netta contro i Golden State Warriors, superficiali nell'approccio alla partita e mai davvero in grado di contenere il prevedibile furore avversario. E' Kyrie Irving (30 punti, 12/25 dal campo) a dare il là al primo parziale dei padroni di casa, che per un attimo rischiano di subire il rientro dei Dubs, ma poi vanno a vele spiegate verso un largo successo, con LeBron James (32 punti, 14/26, e 11 rimbalzi) e J.R. Smith (20 punti, 7/13) che si svegliano e fanno divertire la Quicken Loans Arena. Dominati a rimbalzo  (52 a 32 il conto totale) dallo strapotere fisico di Tristan Thompson, gli uomini di Steve Kerr non riescono mai a entrare in partita, e il loro gioco scontato e prevedibile influisce sulle percentuali degli Splash Brothers, ancora una volta molto al di sotto delle aspettative: Curry, con problemi di falli, inizia a segnare la maggior parte dei suoi 19 punti quando la gara è già virtualmente finita, mentre Thompson cala nettamente alla distanza. I soli Harrison Barnes e Andre Iguodala si salvano nel naufragio collettivo di Golden State, malissimo anche in difesa, in una sfida che rimette completamente in gioco i Cavs, dati per spacciati solo fino a poche ore fa. Gara-4, in programma venerdì notte sempre in Ohio, fornirà agli appassionati indicazioni più precise su una serie al momento difficile da decifrare. 

Non c'è Kevin Love per il terzo episodio delle Nba Finals 2016. Il Beach Boy californiano, che non ha superato tutti gli esami previsti per il caso di concussion, è rimpiazzato in quintetto da Richard Jefferson, con LeBron che scala da numero quattro. L'avvio di partita è imbarazzante per gli ospiti, che vanno sotto prima 9-0 e poi 19-4, con Kyrie Irving perfetto al tiro e James dominante verso il ferro. I Warriors sbagliano praticamente tutto, perdono palloni in serie, sbandano in difesa con un Bogut completamente assente e vedono Curry andare nuovamente incontro a problemi di falli. Un primo quarto senza storia si chiude così sul 33-16, nonostante il solito buon impatto dalla panchina di Andre Iguodala. Dopo la prima pausa Steve Kerr si affida al quintetto con Draymond Green da centro, e la mossa sembra quantomeno scuotere i suoi, che trovano punti importanti da Harrison Barnes e Klay Thompson, che sfruttano le solite amnesie difensive dei Cavs per riportarsi sul 36-27. A rimbalzo però i campioni in carica soffrono tremendamente, con Tristan Thompson a raccogliere tutti i tiri sbagliati da un LeBron improvvisamente fuori ritmo e troppo insistente nell'attaccare il canestro. Sono però due triple di J.R. Smith a togliere dagli impicci Tyronn Lue, che vede la sua squadra rispondere in termini di intensità, giocare senza fare niente di straordinario, eppure dominare gli avversari. Un tiro da centrocampo di un J.R. ormai bollente, fa esplodere la Quicken Loans Arena sul finire del primo tempo, salvo scoprire che la tripla è stata scoccata fuori tempo massimo: si va così negli spogliatoi sul punteggio di 51-43, un affare per Golden State dato il responso del campo.

E proprio quando i Warriors sono chiamati a riprendere in mano le redini della partita, i campioni in carica toppano clamorosamente: alla ripresa delle operazioni è ancora Cleveland a piazzare un 7-0 di parziale che la dice lunga sull'atteggiamento di Curry e compagni. L'Mvp sembra giocare a due cilindri, finendo per deragliare insieme al gemello Thompson: anche Irving cala con le percentuali dal campo, ma l'energia dei Cavs alimenta giocate di pura energia di LeBron James, Iman Shumpert e J.R. Smith, letale per la difesa di Steve Kerr. Il Prescelto mostra tutte le sue straordinarie doti in campo aperto e nei primi secondi dell'azione. Basta infatti un minimo di movimento di uomini e palla ai padroni di casa per chiudere presto i conti, volando sull'81-59 sul finire del terzo quarto. Steph Curry comincia a segnare da tre punti alla sua maniera, ma è troppo tardi e soprattutto Golden State è completamente fuori ritmo, travolta più dalla propria supponenza che non dalla ritrovata e prevedibile veemenza dei Cavs. Mentre piovono triple e schiacciate sulla testa dei Warriors, con Kerr che le prova tutte, da Varejao a Speights, passando per i soliti Livingston e Barbosa, il punteggio assume proporzioni inquietanti per gli ospiti, umiliati dalla foga agonistica di LeBron, d'un tratto tornato il giocatore spavaldo visto per larga parte di questi playoffs. Lo staff tecnico di Golden State resiste fino agli ultimi cinque minuti prima di richiamare in panchina i suoi titolari, disastrosi come poche altre volte in questa stagione (forse a Oklahoma City, ma contro un avversario meno in difficoltà) ed evidentemente non in grado di riconoscere l'importanza di una gara-3 che invece rimette in corsa Cleveland, pronta a un'altra battaglia sul suo campo tra meno di quarantotto ore. 

Cleveland Cavaliers (55-27). Punti: James 32, Irving 30, Smith 20, Thompson 14. Rimbalzi: Thompson 13, James 11. Assist: Irving 8. 

Golden State Warriors (73-9). Punti: Curry 19, Barnes 18, Iguodala 11, Thompson 10. Rimbalzi: Barnes 8. Assist: Green 7.


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