NBA - Gallinari e Belinelli: giocatori diversi con destini simili

Vediamo a confronto gli ultimi due italiani rimasti in NBA, considerando gli obiettivi e le squadre per cui giocano.

NBA - Gallinari e Belinelli: giocatori diversi con destini simili
NBA - Gallinari e Belinelli: giocatori diversi con destini similiwww.gazzetta.it

Nel 2014 si dava per scontato l'approdo di Alessandro Gentile in quel di Houston con la maglia dei Rockets, così da raggiungere gli altri quattro italiani nella lega più spettacolare del mondo. Due anni dopo c'è un po' d'amarezza nel vedere che di "azzurri" ne sono rimasti solamente due: Danilo Gallinari e Marco Belinelli.

Il mancato arrivo del figlio di Nando Gentile ha preannunciato una fuga dall'America dei nostri talenti, che ha riguardato Gigi Datome, poco incisivo a Detroit e Boston, e Andrea Bargnani, protagonista di un'ottima carriera mai esplosa del tutto e andato a cercare riscatto in Spagna al Baskonia. A questo punto, non ci resta che vedere come affronteranno la nuova stagione gli unici due gioielli dello stivale, reduci dalla delusione del preolimpico con la maglia della nazionale.

Belinelli si è accasato a Charlotte in questa estate, non essendosi trovato molto bene con i Kings, ed ha iniziato la regular season con due vittorie e una sconfitta, segnando 7 punti in 26 minuti di gioco nella prima e 12 punti in 28 minuti nella seconda; non benissimo nel terzo match con cinque punti all'attivo. L'obiettivo degli Hornets è quello di confermarsi ai playoff come lo scorso anno e magari evitare Cleveland per avere speranze concrete di superare il primo turno. E' fuor di dubbio che il sistema di gioco di coach Clifford lo possa avvantaggiare rispetto a quello di Sacramento, ma sarà difficile vedere quei tiri che prendeva con tanta facilità a San Antonio, complice la grande capacità degli Spurs di smarcare il tiratore. Marco sarà comunque uno dei primi ad uscire dalla panchina e uno degli esterni più affidabili.

Gallinari invece è diventato il leader a Denver, l'uomo a cui passare la palla per l'ultimo tiro, una vera e propria bandiera; costretto troppo spesso a stare lontano dal campo a causa degli infortuni. Come ha detto più volte lo stesso Danilo, la squadra non è mai stata al 100% per un'intera stagione e quest'anno potrebbe essere l'anno buono, quantomeno per raggiungere i playoff. La regular season è iniziata nel migliore dei modi, con una vittoria contro i Pelicans, in una partita ricordata quasi eclusivamente per i 50 punti di Anthony Davis; in questo match Gallinari ha giocato bene, mettendo a referto 15 punti senza rovinare la statistica dei tiri dal campo (5/11) come spesso gli capita. La prima sconfitta è arrivata contro Lillard e compagni all'overtime, in cui Danilo ha messo a referto 17 punti con un 4/16 dal campo. A 28 anni, è il momento che "il gallo" faccia un vero salto di qualità, che consenta ai Nuggets di raggiungere traguardi più prestigiosi.

Se vogliamo spingerci oltre e tentare un pronostico, viene logico pensare che Belinelli sia avvantaggiato. Infatti giocare ad Est di questi tempi favorisce non poco il ragazzo di San Giovanni in Persiceto: gli Hornets  sono tuttora tra coloro che si giocano un posto tra le prime otto, nonostante il rinforzo di diverse squadre come New York e Chicago e l'attesissima esplosione dei Bucks. Per quanto riguarda i Nuggets invece, è più difficile che possano fare l'impresa di superare squadre quali Houston, Dallas e Portland. La crescita di alcuni giovani e il ritorno di altri dall'infortunio potrebbe comunque dare a Denver lo status di "sorpresa" dell'anno, trascinata dal nostro Gallinari. Il destino dei due ragazzi italiani, nonostante abbiano avuto carriere diverse, si incrocia quest'anno con l'obiettivo comune a entrambi di riscattarsi dopo una stagione difficile e trascinare la propria franchigia alla post-season.