NBA - San Antonio si ferma a 13: a Chicago non basta Leonard. Golden State si impone anche a Utah

Golden State archivia la pratica nel primo quarto con un parziale di 27-1. Dopo il fisiologico calo della ripresa è Durant a firmare le giocate decisive nella pancia del quarto periodo. Allo United Center i padroni di casa controllano il match per tutta la sua durata, con Wade e compagni hanno la meglio di Leonard e dei San Antonio Spurs, che terminano la striscia positiva di trasferte vittoriose a quota 13.

NBA - San Antonio si ferma a 13: a Chicago non basta Leonard. Golden State si impone anche a Utah
NBA - San Antonio si ferma a 13: a Chicago non basta Leonard. Golden State si impone anche a Utah

Chicago Bulls - San Antonio Spurs 95-91

Inizio equilibrato allo United Center, dove sono le accelerazioni in transizione di Rajon Rondo, unite a qualche forzatura di troppo in attacco degli Spurs, a provocare il primo allungo dei padroni di casa sul 19-12. Mills e Simmons tentano di tenere a galla la squadra di un infuriato Popovich, ma è l'approccio difensivo degli speroni che preoccupa il coach ospite: Mirotic acuisce le difficoltà dei nero-argento e, in compagnia di Wade e Butler consente ai Bulls di prendere 11 lunghezze di margine. San Antonio si affida alle iniziative individuali di Leonard per non naufragare, ma è la tripla di Wade ad avere l'ultima parola nel primo tempo sigillando il punteggio sul 45-32 dell'intervallo. La tripla di Green in avvio è soltanto illusoria per quel che riguarda la reazione degli Spurs, che pagano dazio sulle penetrazioni di Wade e sull'intensità difensiva di Rondo e compagni (47-65). I Bulls si rilassano una volta acquisito il massimo vantaggio, concedendo qualcosa spalle a canestro con Leonard e Mills che firmano il break che riporta sotto di nove gli Spurs alla penultima sirena. I canestri di Wade e Rondo in transizione smorzano i crescenti entusiasmi di San Antonio, che dopo la tripla di Mills era tornata a meno sei. Due numeri da circo di Leonard e le triple di Green e Gasol firmano il break che riavvicina gli ospiti (84-88), ma è Wade in collaborazione con Butler e McDermott nel finale a scrivere la parola fine sull'incontro. 

Utah Jazz - Golden State Warriors 99-106

E' sufficiente un primo quarto stratosferico ai Golden State Warriors per mettere in chiaro le cose a Salt Lake City e mettere in ghiaccio la sfida contro gli Utah Jazz di coach Quin Snyder. Non ci sono Hayward, Hill e Hood nei padroni di casa, tre assenze pesanti che condizionano non poco le scelte del tecnico dei Jazz. L'avvio è infatti molto difficoltoso e, dopo i primi due canestri, sono i Warriors a prendere in mano l'iniziativa e l'inerzia della gara: Curry firma il 5-4 dalla distanza, dando il là al break che terminerà con il canestro di Ingles sul 29-7. Il parziale stordente di 27-1 viene firmato da tutti gli interpreti degli ospiti, con Steph che infila 11 dei suoi 26 punti in questi primi sette minuti di gara. Utah stenta a reagire, condizionata fortemente dall'assenza di Hayward, mentre Durant e compagni chiudono a piacimento le azioni offensive mantenendo intatto il vantaggio di venti punti fino all'intervallo lungo. E' l'atletismo di Gobert a far male agli ospiti nella ripresa, complice anche un fisiologico rilassamento degli splash bros. Mentre Thompson sonnecchia sono Durant e Green a firmare le giocate decisive per non far rientrare i padroni di casa in partita. I Jazz lottano e tornano fino al -5 ad inizio quarto periodo grazie ad Ingles, ma è ancora Kevin Durant con nove punti di fila a spegnere sul nascere le velleità di rimonta della squadra di casa.     


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