NBA, Warriors in volata a Detroit (113-119)

Dubs superficiali per più di tre quarti contro i Pistons di Harris e Caldwell-Pope, ma chirurgici nel finale di gara con Durant, Curry e Thompson.

NBA, Warriors in volata a Detroit (113-119)
Kevin Durant, 32 punti contro Detroit. Chris Schwegler/NBAE via Getty Images

I Golden State Warriors di Steve Kerr si salvano nel quarto quarto al Palace of Auburn Hills di Detroit contro i Pistons di Stan Van Gundy. Partita superficiale dei californiani, che giocano con il fuoco per oltre tre periodi, perdendo addirittura ventidue palloni, prima di far valere il loro superiore talento con i vari Durant, Curry e Thompson (di quest'ultimo i due canestri decisivi nell'ultimo minuto di partita). Si battono generosamente i Pistons, che però non riescono ad evitare la quinta sconfitta consecutiva, nonostante una gran prestazione offensiva di Kentavious Caldwell-Pope e Tobias Harris. 

Per la gara contro i Warriors del Palace, Stan Van Gundy promuove in quintetto Jon Leuer, facendo invece partire dalla panchina Harris. L'avvio è - in linea con il resto della gara - particolarmente equilibrato. Klay Thompson e Kevin Durant sembrano poter spianare la strada a un facile successo degli ospiti, ma Detroit non ci sta e replica con Andre Drummond, che con la sua fisicità mette in difficoltà il georgiano Zaza Pachulia sotto canestro. Mentre Jackson fatica a trovare ritmo, è Kentavious Caldwell-Pope l'uomo in più sui due lati del campo per i padroni di casa, attivissimi in difesa e pronti al contropiede sulle palle perse banali di Golden State. E' in particolare Curry a regalare un paio di palloni superficiali agli avversari, prima di farsi perdonare con un suo classico tiro da tre punti e con tre tiri liberi per fallo su tiro dall'angolo opposto. Il secondo quintetto di Kerr (con Livingston e Iguodala) diventa ancor più quello dei passatori dei Warriors, e ad approfittarne è JaVale McGee, prontissimo a farsi trovare al ferro per comode schiacciate. Dall'altra parte Ish Smith è la variabile impazzita di Detroit, che chiude il primo quarto sotto 32-33. E' poi Kevin Durant a seminare il panico tra i padroni di casa con un paio di coast to coast impressionanti, ma gli uomini di Van Gundy non si lasciano impressionare, e rimangono abbondantemente in partita anche grazie all'impatto dalla panchina di Harris e Stanley Johnson. Per Golden State solito apporto di quantità e qualità di Draymond Green, che non segna mai ma difende, assiste i compagni e va forte a rimbalzo. 

Con il trascorrere dei minuti Thompson e Curry perdono ritmo al tiro, a tutto vantaggio di Detroit, che prova a costruirsi un discreto margine anche nel terzo quarto, quando l'aggressività di Reggie Jackson e soprattutto di Tobias Harris (che rimpiazza uno spento Marcus Morris), sembra lanciare i padroni di casa. I Warriors si limitano invece a giocare con le marce, continuando a perdere palloni per mera superficialità, ma trovando in Durant una valvola di sfogo fondamentale anche nei momenti di difficoltà. Pachulia si scuote contro Drummond (disastroso ai liberi, 3/9), poi è ancora una volta il turno di McGee, che segna punti "facili" in un lampo, facendosi pescare con i tempi giusti al ferro. Il punteggio rimane a lungo in equilibrio, con sorpassi e controsorpassi che si susseguono da una parte e dall'altra. Harris fa esplodere il Palace per un tap-in vincente sulla sirena del terzo periodo, ma il suo tocco arriva fuori tempo massimo, ed è allora ancora Caldwell-Pope a prendersi la squadra sulle spalle in un finale punto a punto, in cui lo stesso Harris segna anche da tre punti, mentre per Kerr risulta fondamentale il contributo di David West e soprattutto di Ian Clark, che taglia perfettamente a canestro sulle classiche giocate dei Warriors. Una schiacciata di Draymond Green alza la temperatura degli ospiti, che si dimostrano squadra clutch: con lo score in equilibrio, sono infatti due triple di Stephen Curry a sparigliare in favore dei campioni dell'Ovest (fondamentali anche i canestri di Durant). Il sigillo sulla vittoria ospite lo mette infine Thompson: lo Splash Brother numero due, protagonista di una serata difficile al tiro, va invece a segno con cinque punti consecutivi quando conta di più, piegando la resistenza di una Detroit orgogliosa. 

Detroit Pistons (14-18). Punti: Harris 26, Caldwell-Pope 25, Drummond 17, Jackson 15. Rimbalzi: Drummond 9. Assist: Jackson 6.

Golden State Warriors (27-4). Punti: Durant 32, Curry 25, Thompson 17, McGee 15. Rimbalzi: Green 10. Assist: Green 12.

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