NBA, i Warriors cadono a Washington e perdono Durant (112-108)

Golden State aggredita e battuta dai Wizards di Wall e Beal. Perso Kevin Durant per infortunio (tutta da valutare la gravità del problema al ginocchio sinistro), i Warriors rimontano da -19, ma si arrendono nel finale al Verizon Center.

NBA, i Warriors cadono a Washington e perdono Durant (112-108)
Otto Porter contro i Warriors. Sullo sfondo Kevin Durant, k.o. per un infortunio al ginocchio. © 2017 Monumental Sports Entertainment

Brutta sconfitta per i Golden State Warriors di Steve Kerr sul campo dei Washington Wizards di Scott Brooks. I vicecampioni Nba non solo giocano ben al di sotto dei loro standard abituali, ma perdono anche per infortunio Kevin Durant. Iperestensione del ginocchio sinistro, la prima diagnosi relativa al k.o. di KD, anche se solo oggi se ne saprà di più, all'esito di una risonanza magnetica che al momento terrorizza tutto l'ambiente dei californiani. La partita ha visto invece i Wizards spuntarla in un finale punto a punto, dopo che gli stessi padroni di casa erano volati via nel primo quarto (sopra anche di diciannove lunghezze). A Golden State non basta il cuore di Curry e Green, imprecisi ma indomiti, mentre Washington viene trascinata da 19 assist di John Wall e da 25 punti di Bradley Beal. 

L'avvio della gara del Verizon Center è choc per i Warriors, travolti dall'intensità dei padroni di casa. Pachulia soffre contro la fisicità di Gortat e Morris, mentre Bradley Beal è un cecchino dall'arco (su di lui c'è Curry, mentre Thompson è dirottato in prima battuta su Wall). Dopo un minuto e mezzo Kerr deve fare a meno di Kevin Durant, k.o. per un problema al ginocchio sinistro (iperestensione), sostituendolo con il rookie McCaw. L'attacco di Washington continua a far piovere triple sulla difesa ospite, con Beal inarrestabile, Porter efficace e Bogdanovic ottimo innesto dalla panchina. Mentre Curry è completamente fuori partita, il solo Klay Thompson prova a tenere a galla i californiani, ma al termine della tempesta Wizards il tabellone recita 40-26, saldo attivo per i Warriors, sotto anche di diciannove lunghezze in un primo quarto da incubo. Brooks trova energia anche dalle riserve, in particolare da Mahinmi e Oubre, con Kerr che tenta di fermare l'emorragia inserendo prima McGee (disastroso), poi David West. Nonostante una brutta serata al tiro (6/20), è Wall il centro motore dei Wizards: il playmaker ex Kentucky dispensa assist per i compagni, trovando anche una schiacciata che fa letteralmente esplodere il Verizon Center. Nel secondo quarto Golden State riesce in qualche modo a tamponare l'ondata avversaria, pur continuando a soffrire l'intensità e la fisicità degli avversari: è Shaun Livingston l'uomo della provvidenza per Kerr, anche se dall'altra parte Bojan Bogdanovic si dimostra una presa azzeccata, producendo punti dalla panchina. il primo tempo si chiude così sul punteggio di 61-49, con i Warriors travolti dalla furia dei padroni di casa. 

La sfida cambia dopo l'intervallo lungo, quando Steph Curry si sblocca per un attimo da tre, e soprattutto attacca il ferro con continuità, trovando canestri e tiri liberi. La diversa energia dei Warriors dipende anche dall'atteggiamento leonino di Zaza Pachulia, che pareggia il confronto con Gortat e contribuisce a un parziale che riporta gli ospiti a un paio di lunghezze di svantaggio. Con il trascorrere dei minuti cala però Klay Thompson, mentre dall'altra parte è Markieff Morris a salire in cattedra, insieme a Otto Porter, rimpiazzando Beal come primo realizzatore dei Wizards. A fine terzo quarto la gara torna in parità, ancora grazie a un Curry mai domo, ancorchè spesso impreciso e superficiale, e a una tripla del rookie McCaw (Warriors che tirano male dall'arco, 8/28). Kelly Oubre risponde per Washington, ancora con Morris sugli scudi, in una fase della partita caratterizzata da grande confusione. Palle perse in successione e canestri di pura voglia (Livingston e Porter) rendono il finale avvincente: a spuntarla sono i padroni di casa, che replicano colpo su colpi ai canestri di Curry e a due gran triple sotto pressione di Draymond Green. John Wall si prende la responsabilità degli ultimi possessi, ma i suoi tiri non trovano il bersaglio: sul punteggio di 108 pari, a diciassette secondi dal gong, è Otto Porter a catturare il rimbalzo e a subire fallo da Curry, per andare poi in lunetta e convertire i due tiri liberi. Lo stesso Curry prova a riscattarsi dall'altra parte del campo con una tripla da distanza siderale, che finisce però solo sul secondo ferro. Rimbalzo di Morris e vittoria in cassaforte per Washington, che torna al successo dopo due sconfitte consecutive. 

Washington Wizards (35-23). Punti: Beal 25, Morris 22, Bogdanovic 16, Porter 14, Gortat e Wall 12. Rimbalzi: Gortat 12. Assist: Wall 19. 

Golden State Warriors (50-10). Punti: Curry 25, Thompson 16, Green e Livingston 14, Pachulia 12. Rimbalzi: Green e Pachulia 8. Assist: Green 14.


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