Nba - Kawhi Leonard: il killer silenzioso

L'uomo copertina degli Spurs, uno dei candidati al "Most Valuable Player" della stagione in corso, il miglior difensore della Lega, e tanto altro.

Nba - Kawhi Leonard: il killer silenzioso
Nba - Kawhi Leonard: il killer silenzioso

8 Gennaio 2008, nel suo autolavaggio di Compton, California, Mark Leonard, padre di Kawhi, viene ucciso a colpi di pistola. Kawhi, allora sedicenne, subisce il trauma più grande che un ragazzo possa incontrare, ma il giorno seguente scende comunque in campo per la sua High Scool (Martin Luther King) ed alla fine della partita piange tra le braccia di sua madre. La scena è tra le più commoventi, cruda, e spiega da sola, molto meglio rispetto anche a mille parole, la pasta di cui il ragazzo è fatto: antepone la sua etica di durissimo lavoro ai suoi sentimenti e le sue emozioni, anche nei momenti più critici della propria vita. L'eredità lasciatagli proprio dal padre, l'abnegazione verso il duro lavoro, la completa disponibilità al sacrificio, tutte qualità che gli sono tornate molto utili nell'attuale "vita da professionista". Il talento con le treccine è così, punta al massimo, per rendere fiero il padre.

Kawhi Leonard è il faro indiscusso dei San Antonio Spurs, l'uomo copertina di questi tempi all'ombra dell'Alamo,  la pedina insostituibile nell'economia di gioco di coach Gregg Popovich. Nominato miglior difensore della Lega lo scorso anno, la cui fase difensiva è facilitata da braccia lunghissime e mani enormi, il numero 2 degli "speroni" ha affinato nel corso delle ultime stagioni la fase offensiva, diventando uno scorer di primo livello, un attaccante a tratti immarcabile, grazie anche al suo sempre più raffinato ball handling e l'ottima dote atletica che gli consente di essere un buonissimo rimbalzista e schiacciatore. Pericolisità offensiva acuita dalla "Mamba Mentality", ereditata questa estate dagli allenamenti che Kawhi ha sostenuto proprio con Kobe.

Dimostrazione di quanto appena detto, il finale di gara dell'ultimo match giocato dai San Antonio Spurs, all'AT&T Center contro gli Indiana Pacers. Sotto di due punti a pochi secondi dal termine della contesa, coach Popovich ha obbligato di lasciar palla in mano a Leonard, che libero di inventare, ha colorato, dipinto magistralmente il canestro della vittoria (100-99) tra il tripudio del festante impianto texano. Il suo tabellino, a fine gara, recitava: 31 punti, 10 rimbalzi, e 11/22 dal campo.

Una stagione, quella che sta vivendo Leonard, di altissimo livello. 25.9 punti, 5.9 rimbalzi, 3.3 assist di media a serata, il tutto condito da un'eccellente percentuale al tiro: 48.7%. Ciò, nel più assoluto silenzio. Zero eccessi, mai un atteggiamento fuori le righe, mai una parola fuori posto, mai uno scandalo. Mai nulla. Una figura da "antidivo" e quasi ci si dimentica di lui. Non ama parlare ai media, preferisce far parlare il campo di gioco, sul quale Kawhi si trasforma, diventando un assatanato, un posseduto. Un ragazzo giovane, un classe 1991 che ha ancora margini di crescita, un campione che ha un dono, immenso, chiamato umiltà. Un ragazzo profondamente segnato dalla grave tragedia familiare che lo ha allontanato forzatamente dal papà, ma da cui è riuscito a trarne importanti benefici. E' anche grazie agli insegnamenti del compianto Mark se oggi possiamo ammirare, goderci, questa immensa forza della natura. Tutto, sempre, in rigoroso silenzio. The silent killer.

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