NBA, ennesimo infortunio per Chandler Parsons: stagione finita

Lesione al menisco del ginocchio sinistro e terza stagione consecutiva chiusa in anticipo per Parsons, giunto la scorsa estate a Memphis con grandi aspettative.

NBA, ennesimo infortunio per Chandler Parsons: stagione finita
Chandler Parsons in maglia Grizzlies. Fonte: Nikki Boertman, The Commercial Appeal

A ventotto anni di età, Chandler Parsons può essere considerato già come una promessa non mantenuta. Il prodotto da Florida (giocatorei dei Gators ai tempi di coach Billy Donovan), scelto alla numero 38 al Draft del 2011 dagli Houston Rockets, sarà infatti costretto a chiudere in anticipo la sua stagione per il terzo anno consecutivo. Fatale a Parsons l'ennesimo infortunio al ginocchio - stavolta si tratta dell'articolazione sinistra - che potrebbe richiedere un intervento chirurgico per la sua risoluzione.

Chandler Parsons in borghese in panchina. Fonte: Nikki Boertman, The Commercial Appeal

Una lesione al menisco che priva i Memphis Grizzlies del pezzo da novanta del loro "mercato" estivo dei free agents: Parsons, cercato anche dai Portland Trail Blazers e in uscita dai Dallas Mavericks, era stato infatti acquisito lo scorso luglio con un quadriennale da 94 milioni di dollari complessivi (quasi 24 milioni all'anno), per andare a completare una squadra in cui Mike Conley e Marc Gasol costituivano i principali punti di riferimento dal punto di vista tecnico. L'esperienza ai Grizzlies dell'ex ala di Houston e Dallas è stata finora un vero e proprio calvario. Dopo essere stato paragonato addirittura a LeBron James dal suo nuovo allenatore David Fizdale, Parsons ha iniziato la stagione in ritardo, proprio per cercare di recuperare al meglio dagli infortuni alle ginocchia che lo avevano stoppato nella scorsa primavera in maglia Mavs. Ne è scaturita così una regular season da sole 34 partite, nelle quali il prodotto da Florida ha fatto registrare il minimo in carriera in tutti i dipartimenti statistici: punti  (6.2 di media), rimbalzi (2.5), assist (1.6) e percentuale dal campo (33.8%). Fino alla conclusione precoce della stessa regular season, avvenuta per una lesione del menisco sinistro. A comunicare lo stop forzato del suo giocatore, il general manager di Memphis, Chris Wallace: "E' davvero dura accettare questo passo indietro - le sue parole in una nota stampa - dopo aver lavorato in maniera così diligente per recuperare dall'infortunio al ginocchio destro. Ma sappiamo che Chandler continuerà a lavorare senza sosta per tornare in campo con i suoi compagni di squadra e contribuire ai successi del team. Chandler ha il mio pieno supporto, quello dell'allenatore Dave Fizdale e di tutta la squadra. Siamo tutti concentrati sul suo recupero".

Chandler Parsons e David Fizdale. Fonte: Nikki Boertman, The Commercial Appeal

Ala piccola, buon tiratore e giocatore in grado di creare dal palleggio nonostante l'altezza (2.08 metri), Parsons sembrava l'innesto giusto per i Grizzlies, che da anni avevano bisogno di un altro esterno in grado di supportare Mike Conley nel reparto esterni e per garantire un minimo di pericolosità dal perimetro, operazione mai riuscita negli ultimi anni con Tony Allen (grande difensore ma attaccante quasi nullo) in quintetto. Eppure coach Fizdale non ha mai davvero avuto a disposizione il vero Parsons: quando il suo numero 25 è stato in campo, è sembrato la controfigura del giocatore ammirato prima a Houston e poi a Dallas. Ecco perchè nella posizione di small forward si sono alternati nel corso dei mesi i vari James Ennis, Jamychal Green (lungo atletico) e Troy Daniels (shooting guard), fino alla recente soluzione di schierare dall'inizio il veterano Vince Carter. Il rendimento dei Grizzlies è andato in calando dalla pausa per l'All-Star Game in poi, e una delle accuse rivolte proprio a Wallace è stata quella di non essere riuscito a migliorare la qualità del suo roster. Rinnovato il contratto a Mike Conley a cifre iperboliche (oltre trenta milioni l'anno), Memphis rimane ancora aggrappata allo zoccolo duro dell'ultimo lustro, formato dallo stesso Conley, dal catalano Marc Gasol e dal veterano Zach Randolph, in questa stagione sesto uomo di lusso. Male - per un motivo o per l'altro - gli altri innesti: detto di Parsons, non ha finora pagato la scelta di puntare al Draft su una point guard sui cui in molti erano pronti a scommettere come Wade Baldwin. A un passo dai playoffs, che con ogni probabilità verranno disputati con lo svantaggio del fattore campo dal primo turno in poi, i Grizzlies si affidano ora all'usato sicuro per provare a fare strada nella selvaggia postseason della Western Conference.


Share on Facebook