NBA Playoffs 2017 - Antetokounmpo e i Bucks, scacco matto ai Raptors

Dopo un primo tempo equilibrato, Kidd riesce a perfezionare nell'intervallo il piano tattico da mettere in pratica per portare a casa gara-1, eseguendolo alla perfezione nella ripresa: Milwaukee chiude l'area grazie ad Antetokounmpo e all'insospettabile Thon Maker, piazzando così il primo upset dei playoff 2017.

NBA Playoffs 2017 - Antetokounmpo e i Bucks, scacco matto ai Raptors
NBA Playoffs - Antetokounmpo ed i Bucks, scacco matto ai Raptors

Il primo upset dei Playoff NBA 2017 è, in ordine meramente cronologico, opera dei Milwaukee Bucks di coach Jason Kidd e del sempre più straripante, oltre che dominante e determinante, Giannis Antetokounmpo, che sbancano l'Air Canada Centre di Toronto in gara 1 della serie tra la testa di serie numero tre e sei della Eastern Conference. Non si interrompe, quindi, l'incredibile serie nera che sembra attanagliare i canadesi nella prima contesa di una serie playoff, nella quale vengono sconfitti da nove gare di fila. Non fa eccezione la partita di ieri, dove al termine di un primo tempo sostanzialmente equilibrato, gli ospiti sono riusciti ad apportare le migliorie tattiche necessarie per spostare l'ago della bilancia in proprio favore, rendendo vani gli sterili sforzi dei Raptors, apparsi spesso svagati e poco determinati, soprattutto nel corso della ripresa. 

Inizio a rilento - Eppure, il messaggio di presenza, fisica e mentale, mandato alla concorrenza fin dalle prime battute di gioco da parte degli ospiti, trascinati da un sontuoso Antetokounmpo, era forte e chiaro. I primi ventiquattro minuti di gara sono lo specchio fedele di una gara 1 di un primo turno playoff, partita da sempre avulsa al resto della serie, in quanto ibrido tra il finire della regular season e l'approccio, spesso morbido, alla post-season. Chi parte meglio sono i Bucks di Kidd, decisamente più in palla dal punto di vista fisico ed atletico: il greco vola da una parte all'altra del campo, con Milwaukee che riesce, anche se non sempre, a correre ed alzare il ritmo della contesa. Di contro, la fisicità estrema dei Toronto Raptors non fa la differenza né in difesa, dove quasi mai i ragazzi di Casey si oppongono con il corpo alle penetrazioni dello straripante "greak freak" - e non solo - tantomeno in attacco, dove la circolazione di palla è sterile e quasi mai produttiva. 

La fase di rodaggio dei Toronto Raptors sembra durare tutto il primo quarto, mentre di diversa natura è l'approccio al secondo periodo, quando Valanciunas ed Ibaka iniziano a far valere la propria stazza contro i mingherlini fisici ospiti. Ne trae beneficio anche DeRozan - mentre Lowry annaspa litigando ripetutamente con i ferri amici - anche se è la difesa dei Bucks a fare, in negativo, la differenza: il parziale in favore dei canadesi, fin troppo facile, scaturisce dall'omissione di aiuto e soccorso dal lato debole dei difensori di Milwaukee, che lasciano spesso delle autostrade per le penetrazioni degli esterni di casa. Di contro, con la fiducia e l'entusiasmo che scemano, in attacco i Bucks fanno tremenda fatica, copiando per sommi capi quanto fatto dai dirimpettai nel primo tempo: Casey lascia ad Antetokounmpo tiri dalla media che il greco difficilmente digerisce, togliendo ritmo all'attacco. Il vantaggio di cinque all'intervallo lungo illude tuttavia i canadesi, con la pausa che rinfranca le giovani menti degli ospiti e consente a Kidd di apportare le migliorie necessarie per spostare in suo favore gli equilibri della gara. 

Fattore difesa - Se l'attacco vende i biglietti, la difesa vince i campionati, o quantomeno, per ora, le partite. Laddove l'inerzia della sfida cambia vertiginosamente è nella metà campo difensiva dei Bucks, che fin dal primo possesso spalle a canestro della ripresa mostrano atteggiamento molto più aggressivo, sia sui pick&roll, dove DeRozan e Lowry non riescono più ad avere la serenità e la lucidità giusta per leggere le scelte difensive, sia negli aiuti nel pitturato. La chiave tattica, infatti, dell'affermazione ospite risiede in questo aspetto: Thon Maker e Giannis Antetokoumpo, favoriti dalla scelta di Kidd di abbassare il quintetto rendendolo più atletico e dinamico, diventano devastanti in aiuto sul lato debole, chiudendo la via verso il canestro ai tagli dei lunghi avversari grazie alla sconfinata lunghezza dei propri arti, che diventano dei veri e propri tentacoli invalicabili. I Raptors soffrono tremendamente e subiscono passivamente il cambio di registro; Milwaukee aggredisce, fisicamente, i padroni di casa, il cui nervosismo, unito alla crescente frustrazione nel non riuscire a trovare le chiavi adatte per scardinare l'arcigna difesa ospite, sfocia in pessime percentuali ed in un attacco da 19 punti nel terzo quarto - dove la barca sembra riuscire a restare in linea di galleggiamento - e 13 nel periodo conclusivo. 

La difesa, come spesso accade in questo sport, genera fiducia ed entusiasmo - oltre ad alzare il ritmo della gara - che si tramuta in contropiedi e punti facili per i Bucks, i quali trascinano con forza e personalità la contesa sui binari a loro più congeniali. Il greco domina in transizione, aprendo sul perimetro per un chirurgico Brogdon - impressionante per solidità e per sfrontatezza alla sua prima uscita in carriera in post-season - e sotto le plance per un dominante Monroe: l'ex centro dei Pistons annulla Valanciunas in una metà campo, tramortendolo definitivamente nell'altra, nella quale cattura anche la bellezza di cinque rimbalzi offensivi (decisivi nel parziale finale). La musica non cambia con il passare dei minuti, nonostante i vani tentativi di coach Casey di modificare qualcosa in corso d'opera per contrastare l'atletismo avversario, passando persino ad un quintetto piccolo con Ibaka da centro nominale e Tucker e Carroll da ali. Inoltre, le pessime percentuali al tiro delle due stelle di casa condizionano e non poco l'esito finale della sfida, sigillandola positivamente in favore dei viaggianti. 

Gara 1 è dei Milwaukee Bucks ed anche nettamente, dal punto di vista fisico, morale, ma soprattutto tattico. Le corde toccate da Jason Kidd nell'intervallo hanno dato i frutti sperati, adesso starà alla sagacia di coach Casey riuscire a scuotere gli animi sopiti dei Toronto Raptors, apparsi fin troppo presto sfiduciati e moralmente frustrati. Per riequilibrare la contesa e la serie, i canadesi dovranno ribaltare completamente i temi della contesa di ieri notte, provando a far valere il loro peso e la loro fisicità contro l'atletismo dei giovani Bucks. Tre giorni per staccare la spina e riflettere su quanto di sbagliato fatto: appuntamento a martedì sera.