NBA Playoffs 2017 - Gara 2 già decisiva per Boston, Toronto e Clippers?

Dopo le vittorie esterne in gara 1 per Chicago Bulls, Milwaukee Bucks e Utah Jazz, il fattore campo diventa improvvisamente un macigno per le tre squadre che dovranno impattare sull'1-1 se non vorrano trovarsi a un passo dall'eliminazione. Riusciranno Celtics, Raptors e Clippers a pareggiare la serie? Cosa cambieranno tatticamente rispetto a gara-1?

NBA Playoffs 2017 - Gara 2 già decisiva per Boston, Toronto e Clippers?
NBA Playoffs 2017 - Gara 2 già decisiva per Boston, Toronto e Clippers?

Nemmeno il tempo di iniziare a prendere contatto con le realtà della postseason, che tre delle squadre alla vigilia accreditate dei favori del pronostico - oltre che del vantaggio del fattore campo nella serie - sono già in clamorosa difficoltà. Tre squadre che, dopo i primi quarantotto minuti, sono già spalle al muro: chi per un motivo, chi un altro, hanno iniziato ad handicap questi NBA Playoffs 2017, ritrovandosi con la necessità di vincere gara-2 a tutti i costi, aspetto che può diventare improvvisamente un boomerang in termini di pressione psicologica. 

Tre partite, tre vittorie esterne in gara 1 ad inaugurare le serie che vedono, ad oggi, Boston Celtics, Toronto Raptors e Los Angeles Clippers inseguire nel punteggio, andando a caccia stanotte di una vittoria di fondamentale importanza se non vogliono ritrovarsi con un piede e mezzo in vacanza in caso di seconda, rovinosa, caduta. In vista delle tre gare che verranno giocate nella notte, andiamo a guardare chi, in vista di gara-2, ha la possibilità di impattare la serie e dove può cambiare l'inerzia della serie rispetto al primo appuntamento giocato. 

Nel frattempo, Chicago Bulls, Milwaukee Bucks e Utah Jazz, proveranno ad approfittare della situazione di vantaggio per acuire le difficoltà dei rivali, provando a sfruttare una situazione di clamoroso vantaggio e di incredibile libertà psicologica, per portarsi sul 2-0 ed ipotecare, complici anche le tre sfide da giocare in casa, davanti al pubblico di casa, la serie. 

Toronto Raptors - Milwaukee Bucks (0-1)

Si parte dal Canada, dove i Raptors di coach Casey sono quelli apparsi in maggiore difficoltà delle tre squadre sconfitte. Poco importa il margine di sconfitta, ciò che maggiormente preoccupa il tecnico dei padroni di casa, è un atteggiamento fin troppo pacato e rilassato, quasi mai battagliero. Mood fisico che è sfociato nelle pessime percentuali al tiro di Kyle Lowry, uomo barometro se ce n'è uno delle fortune di Toronto. Il play raramente è entrato in partita, coinvolgendo negativamente anche chi gli stava attorno. Inoltre, l'aggressività difensiva dei Bucks ha fatto sì che sia Valanciunas che Ibaka non siano riusciti a sfruttare la propria fisicità per mettere in difficoltà gli ospiti laddove i canadesi sembravano - ed hanno ancora - un cospicuo vantaggio. 

Al di là di un pronto riscatto dal punto di vista dell'orgoglio e del carattere, Lowry e DeRozan dovranno, stanotte, aggredire maggiormente l'aiuto difensivo di Milwaukee, provando ad aprire maggiormente il campo con qualche conclusione da tre, favorendo così l'uno contro uno dei lunghi nel pitturato. Ciò che non è riuscito in gara 1 è proprio questo alternare soluzioni, che è sfociato pian piano in un piano monocorde che non ha prodotto effetti alcuni, facendosi travolgere dall'atletismo e dall'esuberanza dei giovani Bucks. Inoltre, la fisicità, oltre ad essere decisiva in attacco dovrà dare i suoi frutti anche in difesa, provando ad irretire sul nascere le iniziative di Antetokounmpo e soci, rallentandone ritmi e frustrandone le occasioni in transizione. 

Boston Celtics - Chicago Bulls (0-1)

Discorso invece prettamente tattico quello che Brad Stevens ed i suoi avranno affrontato nella pausa di due giorni tra i primi due appuntamenti della serie contro i Chicago Bulls. I Bulls, squadra marpiona, è riuscita a sfruttare quei pochissimi vantaggi a propria disposizione, abusando della capacità di andare a rimbalzo per far pendere l'ago della bilancia dalla propria parte. Horford e compagni hanno sofferto non poco la fisicità di Lopez, capace di trascinare i suoi con otto carambole offensive - delle venti totali - che hanno indirizzato il match a favore degli ospiti. Questo, in primis, l'aspetto da migliorare in casa Boston, con Johnson che potrebbe essere la carta in più da giocare per i padroni di casa. 

Inoltre, Brad Stevens dovrà esser bravo a rasserenare gli animi di un gruppo che, con la seed numero 1 sulle spalle, deve fronteggiare il primo enorme campanello d'allarme della serie. Il tutto considerando le non perfette condizioni psico-fisiche del leader tecnico ed emotivo della squadra, Isaiah Thomas, scosso dalla perdita della sorella a poche ore da gara-1 e volato a Seattle per i funerali della stessa. Il minuto front-man dei Celtics, autore comunque di trentatré punti nel primo appuntamento, dovrebbe scendere in campo sia stanotte che a Chicago in gara-3, ma la sua presenza, mentale prima che fisica, resta un problema non da poco da fronteggiare per i giovani Boston Celtics. 

Los Angeles Clippers - Utah Jazz (0-1)

Attaccare, per non essere attaccati. Questo, in poche parole, il mantra che i Los Angeles Clippers di Doc Rivers dovranno necessariamente tenere a mente in vista della imminente contesa di gara-2. Motivo? Semplice. A dominare gara-1 è stata la difesa, fisica, oltre che di sistema, degli Utah Jazz, capace di tenere uno degli attacchi potenzialmente migliori di tutta la NBA a soli 95 punti. A questa cifra, difficile portare a casa la serie per Chris Paul e soci, che obbligatoriamente dovranno aumentare il ritmo della gara, il numero di possessi e di conseguenza anche l'entusiasmo, per tornare a far pendere l'ago della bilancia dalla loro parte. Il tutto limitando il numero delle palle perse, che hanno condizionato e non poco l'esito della prima contesa. 

Inoltre, i Clippers proveranno ad approfittare dell'assenza di Rudy Gobert per acuire le difficoltà dei Jazz sotto le plance: fondamentale dunque l'apporto alla causa di Blake Griffin e, soprattutto, di DeAndre Jordan, a rimbalzo ed in fase di realizzazione. Infine, Doc Rivers dovrà chiedere uno sforzo ulteriore dalla sua panchina, con Crawford, Speights e Felton che hanno contribuito con soli venti punti alla causa: troppo poco in confronto a quanto fatto dalla second unit dei Jazz (21 del solo Johnson).