NBA playoffs, Golden State a valanga sugli Spurs in gara-2 (136-100)

Sfida senza storia alla Oracle Arena: orfani di Leonard, i neroargento colano a picco al cospetto dei Warriors, trascinati da uno Steph Curry versione due volte MVP.

NBA playoffs, Golden State a valanga sugli Spurs in gara-2 (136-100)
Steph Curry, 29 punti in gara-2 contro gli Spurs. Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images

Senza Kawhi Leonard (e Tony Parker), i San Antonio Spurs di Gregg Popovich vanno incontro a una pesante sconfitta in gara-2 di Finale di Conference contro i Golden State Warriors di Steve Kerr (in panchina Mike Brown). Partita mai in discussione alla Oracle Arena, con i padroni di casa che giocano la loro pallacanestro assistita, difendono con ordine e intensità, mentre i neroargento sono piatti e molli sin dalla palla due, consegnandosi inevitabilmente a un netto k.o. Gran prova di Stephen Curry, che chiude con 29 punti (8/13 complessivo, 6/9 dall'arco), per una Golden State che fa funzionare anche la sua panchina (no Iguodala, no problem). L'unico a salvarsi nel naufragio Spurs è Jonathon Simmons (22 punti con 8/17 al tiro). 

In gara-2 delle Finali di Conference dell'Ovest, Gregg Popovich deve fare a meno di Kawhi Leonard, rimpiazzato in quintetto da Simmons, mentre dall'altra parte non è a disposizione Andre Iguodala, a causa di un fastidio al ginocchio. I primi minuti di gioco sono lo specchio della partita: i texani giocano senza energia, da vittime sacrificali contro un avversario più quotato e in forma. Steph Curry e Kevin Durant partono invece fortissimo per i padroni di casa, che scavano ben presto un solco che si rivelerà incolmabile per i neroargento. Il due volte MVP segna a ripetizione dall'arco, Draymond Green dirige alla grande le operazioni, e in difesa Golden State non ha problemi a contenere i possessi avventurosi degli Spurs, che possono contare solo sull'energia e la voglia di Jonathon Simmons. Il sostituto di Leonard va a referto con continuità grazie al suo jumper dalla media distanza, ma è l'unica oasi nel deserto tecnico di San Antonio. LaMarcus Aldridge e Pau Gasol fanno a gara a irritare il proprio allenatore, Mills non riesce mai ad accendersi, Green dimostra di essere uno specialista dall'arco (e poco altro in attacco), Ginobili risente delle fatiche di gara-1. Ecco spiegato dunque il parziale Golden State 33-16 alla prima pausa. Gap che si dilata anche a inizio secondo quarto, quando Shaun Livingston, Patrick McCaw e David West non fanno rimpiangere i titolari. Popovich dà spazio invece a Murray, Anderson, Lee, rispolvera Dewayne Dedmon e lancia anche l'altro rookie Bryn Forbes, nella speranza di trovare energia offensiva. Tutto inutile, sia perchè i Warriors difendono da par loro, sia perchè gli Spurs eseguono senza convinzione. Ne scaturisce un altro parziale a tutto vantaggio dei californiani, che allungano ancora al rientro in campo di un Curry chirurgico e di un Kevin Durant particolarmente centrato. 

Il 72-44 con cui si chiude il primo tempo la dice lunga sul divario tecnico visto sul parquet della Oracle Arena, che rispecchia i valori in campo e segnala un deficit di convinzione da parte di San Antonio. Alla ripresa delle operazioni out Pachulia (infortunio) per Brown, dentro Matt Barnes. Gli Spurs provano a scuotersi ancora con Simmons, poi con Kyle Anderson, ma il loro tentativo di limitare i danni si rivela infruttuoso. Ai Warriors bastano infatti un paio di transizioni a buona velocità per infierire su ciò che resta dei neroargento: anche Klay Thompson si sblocca e partecipa al festival del tiro da tre punti dei californiani, mentre Curry e Durant continuano a dominare, per il delirio della Oracle Arena. Sotto di quasi quaranta lunghezze, i neroargento tirano definitivamente i remi in barca, con Popovich che si arrende di fronte alle difficoltà dei suoi, scongelando anche il rookie Davis Bertans. Aldridge, Gasol e Mills non danno infatti segnali di risveglio, e il garbage time viene così anticipato a prima dell'inizio del quarto quarto. Forbes, Anderson, Dedmon e persino Joel Anthony chiudono in quintetto per gli Spurs. Murray dimostra di avere talento ma di doverlo ben canalizzare, mentre dall'altra parte Golden State si diverte anche con i vari Ian Clark, James Michael McAdoo e Damian Jones, chiudendo scherzando una partita senza storia. Ora la serie (2-0 in favore dei californiani) si trasferisce in Texas, dove sabato notte è in programma gara-3. Solo una reazione d'orgoglio, unita al recupero di Kawhi Leonard, può a questo punto allungare un'eliminatoria che è tutta dalla parte dei Warriors (10-0 in questi playoffs). 

Golden State Warriors (67-15). Punti: Curry 29, McCaw 18, Durant 16, Green 13, Thompson 11, Livingston e Clark 10. Rimbalzi: Green 9. Assist: Curry 7

San Antonio Spurs (61-21). Punti: Simmons 23, Bertans 13. Rimbalzi: Dedmon 9. Assist: Murray 6.

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