NBA - Hayward e George, aria di cambiamenti?

Annunciati i tre migliori quintetti NBA. Esclusi Hayward e George, per loro futuro sempre più lontano dalle rispettive, attuali, franchigie.

NBA - Hayward e George, aria di cambiamenti?
NBA - Hayward e George fuori dai tre migliori quintetti della lega

Nella giornata di ieri, l'NBA ha diramato i tre migliori quintetti della lega riferiti alla stagione regolare 2016/2017. Qualche sorpresa, se può essere chiamata tale, è arrivata soprattutto nel ruolo di 'forward', dove Gordon Hayward e Paul George, protagonisti di un'eccellente annata, sono rimasti fuori dai Top 15. Questa estromissione non permetterà a nessuno dei due di firmare un rinnovo al super-massimo salariale con le attuali franchigie (Designated Player Veteran Extension), Utah Jazz e Indiana Pacers. Se avessero raggiunto l’obiettivo, le regole salariali avrebbero permesso ai due un rinnovo alla 'modica' cifra di 207 milioni di dollari per cinque anni, in estate, cosa che quindi ora non sarà più possibile.

Ora, ciò che è da considerare, è l'effetto che questa eclusione può comportare sul futuro prossimo dei due campioni NBA. La montagna di dollari che i due giocatori hanno lasciato sul tavolo nelle scorse ore, saranno sicuramente un importante fattore quando entrambi si troverano ad affrontare le scelte relative ai rispettivi futuri. Infatti, Gordon Hayward saggerà il mercato della free agency questa estate, mentre il contratto di Paul George è in scadenza nel 2018. Entrambi, sono molto appetiti, ed annoveranno un nutrito nugolo di estimatori. Da tempo, sul 'White Mamba', risorsa dei Jazz, è forte l'interesse dei Boston Celtics, i quali hanno l'intenzione di affiancare ad Isaiah Thomas un giocatore di primo livello, uno scorer che possa dividersi con lui le principali responsabilità offensive, mentre su PG13 aleggiano, ormai da svariati mesi, i Lakers, che secondo alcune fonti di 'insiders' vicino alla lega, avrebbero tante carte da giocarsi per tentare di convincere l'attuale ala dei Pacers a trasferirsi in quel di Los Angeles.

Al numero 20 di Utah non è bastata la prima convocazione ad un All Star Game per entrare, definitivamente, a far parte dell'eccellenza della lega. Neanche le cifre, oltre la sufficienza piena, che hanno contraddistinto la sua stagione (21.9 punti e 5.4 rimbalzi) e l'ottima precisione al tiro dal campo (47.1%) gli sono valse questo speciale riconoscimento. Anche a George, l'altro deluso, non è bastata una stagione ai massimi in carriera sia per punti segnati (23.7) che per precisione al tiro (46.1%) per convincere i votanti ad essere inserito almeno nel terzo quintetto.

NBA