NBA Playoffs: Cleveland conquista le Finals. Le parole dei protagonisti

Netto successo dei Cavs a Boston. James e soci ancora in finale, a contendersi il titolo con gli Warriors.

NBA Playoffs: Cleveland conquista le Finals. Le parole dei protagonisti
Fonte foto: Cleveland.com

I Cavaliers fanno 3 su 3 al TD Garden, superano i Celtics e chiudono la serie in 5 gare. Un 4-1  finale che rende l'idea della supremazia dei Cavs, i quali hanno solo inciampato, e glielo concediamo, in gara 3, facendosi superare alla Quicken Loans Arena da Boston, priva del suo miglior giocatore, Isaiah Thomas. Conquistato il titolo di campione della Eastern Conference, con l'invidiabile record di dodici vittorie ed una sola sconfitta, i Cleveland Cavaliers hanno festeggiato a lungo negli spogliatoi del Garden, spazzando via ipotetici pensieri su cosa gli aspetti dal 1 giugno, quando ci sarà in programma gara 1 delle Finals NBA, ad Oakland, contro Golden State.

"Sono onesto, ora non mi va pensare ai Golden State Warriors, voglio godermi il buon esito di questa serie playoff. Da domani ci focalizzeremo su altro" queste le parole di LeBron James dopo aver fatturato 35 punti nella vittoria dei suoi Cavaliers, 135-102, a Boston. Il Prescelto, ai microfoni di ESPN, ha anche sottolineato: "Questa sfida con Boston è stata davvero molto stressante, ora quindi ci godiamo questi momenti di festa. Chiaro, ora affronteremo gli Warriors, sono un super team, ed in estate hanno aggiunto un'ipotetico MVP, Kevin Durant, al loro roster e quindi sono ancora più temibili, ma noi siamo i campioni in carica, e vogliamo difendere il titolo. Ne abbiamo le possibilità. Giusto festeggiare ora il titolo conquistato ad Est, ma il nostro vero obiettivo resta un altro". Poi, tira in ballo Michael Jordan, suo modello a cui si è ispirato, poichè proprio in occasione di gara 5, lo ha sopravanzato nella speciale classifica dei punti realizzati nei playoffs. Ora, è proprio lui ad essere il miglior realizzatore All time nella storia degli spareggi NBA: "Indosso il numero 23 proprio per rendergli omaggio, perchè è grazie a lui che mi sono innamorato di questo sport. Sono cresciuto guardando le sue prodezze, per me lui è come un Dio. Non ho mai pensato di poter essere come Mike, non ho mai pensato dipoter solo sfiorare ad arrivare al suo livello, e proprio questo credo abbia aiutato il mio gioco".

Sulla stessa lunghezza di King James, anche coach Tyronn Lue si è detto ancora poco concentrato sugli Warriors: "Io prepraro una gara alla volta, noi ci siamo concentrati su Boston perchè è una squadra dura da affrontare, ed a tratti lo ha dimostrato. Non mi sono voluto spingere troppo in avanti, ho chiesto ai ragazzi di porre l'attenzione dapprima su questo ostacolo, e poi sugli Warriors. Sono molto felice di esser giunto fin qui con dodici vittorie ed una sola sconfitta, questo significa che stiamo lavorando bene. Da domani penseremo a Golden State, che è l'ultimo step che ci separa dalla vittoria dell'anello".

Nessuno, neppur dopo la doccia e dopo aver smaltito le 'tossine' di gara 5, si è voluto soffermare più di tanto sull'atto conclusivo della stagione. Anche il cecchino Kyle Korver, ex Atlanta Hawks e tesserato a regular season in corso dai Cavs, non si è sbottonato: "Sono una squadra veramente buona, abbiamo un sacco di rispetto per loro. So che negli ultimi anni si è inasprita questa sorta di rivalità tra le due compagini, ma penso sia normale, soprattutto perchè sono due team di vertice che da un paio di anni stanno letteralmente monopolizzando il panorama della lega. Sarà fantastico vivere una serie di questa portata, e per me, che sarà il primo anno, lo sarà ancor di più. Non vedo l'ora di scendere in campo e farmi trasportare dalle emozioni".

 


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