NBA - Il futuro degli Utah Jazz senza Gordon Hayward

Gli Utah Jazz hanno creduto a lungo nel ritorno di Gordon Hayward a Salt Lake City, ma alla fine il numero venti ha deciso di riabbracciare il suo coach del college, Brad Stevens, ai Boston Celtics.

NBA - Il futuro degli Utah Jazz senza Gordon Hayward
Fonte Immagine: Purple and Blues

Gli Utah Jazz non gusteranno mai pienamente la gioia di una re-build riuscita con tanto successo.

Nel 2011, Utah aveva deciso di separarsi da Deron Williams e di iniziare una ricostruzione puntando tutto su Gordon Hayward. E, dopo cinque anni di assenza dai playoffs senza Williams, Hayward nella scorsa stagione era riuscito nell'impresa di riportare i Jazz nella post-season, con un'annata chiusa con 21.9 punti di media e il 47.1% dal campo. Prima convocazione per un All-Star Game, alla guida di una squadra da 51 vittorie e 31 sconfitte, nonostante gli infortuni di giocatori importanti, come George Hill e Derrick Favors.

A fine stagione, gli Utah Jazz dovevano provare l'impossibile pur di trattenere la loro unica stella, ma così non è stato.

Hayward ha deciso di ri-abbracciare Brad Stevens, suo allenatore del college quando militava nei Butler Bulldogs, ai Boston Celtics, costringendo i Jazz a puntare tutto sul proprio centro All-NBA Rudy Gobert. Il lungo venticinquenne francese è uno dei giocatori più talentuosi di Utah ed è già uno dei rim-protector migliori della lega. Inoltre, Gobert ha dimostrato in questa stagione di essere molto produttivo anche offensivamente ed è questo il motivo per cui i Jazz punteranno tutto su di lui. 

L'obiettivo dei mormoni è trasformare, sotto l'esperta guida di coach Quin Snyder, Rudy Gobert nel go-to-guy che era diventato Hayward. Snyder è riuscito già a "lavorare" il talento di Butler, rifinendo uno dei giocatori più produttivi della lega, ed adesso è costretto a svolgere il lavoro su Gobert.

Fonte Immagine: Purple and Blues
Fonte Immagine: Purple and Blues

In questa situazione, chi sta riscontrando più difficoltà nel svolgere il proprio operato è il GM dei Jazz, Dennis Lindsay. Lindsay è pronto a sondare il mercato dei free agent, per portare alcuni dei migliori rimasti sul mercato in città, ma lo stesso GM di Utah è consapevole di come Salt Lake sia un piccolo mercato, che attualmente non ha nemmeno troppo spazio salariale.

Gli Utah Jazz erano entrati nella off-season con molto ottimismo, convinti di riuscire a trattenere Hayward, costruendogli intorno una nuova squadra, rimpiazzando George Hill, spesso infortunato e con un alto rischio di rinnovo a cifre altissime, con un playmaker veterano come Ricky Rubio, ri-firmando a 52 milioni di dollari Joe Ingles, migliore amico di Hayward, raggiungendo un pre-accordo per un rinnovo quadriennale con Rudy Gobert e facendo trade-up per selezionare la talentuosa guardia dei Louisville Cardinals Donovan Mitchell, che possiede grandissime doti atletiche e realizzative.

Donovan Mitchell #45 in volo. Fonte Immagine: ftw.usatoday.com
Donovan Mitchell #45 in volo. Fonte Immagine: ftw.usatoday.com

Inoltre, sempre in questo periodo, coach Snyder, insieme ad altri componenti dei Jazz, si era spesso presentato alla porta della casa di San Diego di Hayward, ma alla fine il talento di Butler ha deciso di seguire il cuore, andando a ri-unirsi con quello che è stato il coach fondamentale per la sua crescita, soprattutto sul parquet, appunto Brad Stevens, che ai tempi del college aveva già intravisto in Hayward un talento da NBA.

Con Hayward ai Boston Celtics, finisce così il sogno della dirigenza di Salt Lake City di formare un dynamic-duo tra Hayward e Gobert che rimembrasse il glorioso passato, ricordando, anche se solo lontanamente, l'affinità presente tra John Stockton e Karl Malone.

Ai tifosi dei Jazz non resta che sperare nell'ottimo staff della propria franchigia, che riesca a sviluppare il talento di un altro giocatore da affiancare al sontuoso Rudy Gobert, magari iniziando proprio da Donovan Mitchell, e magari ancora una volta verrà ripagata la pazienza dei supporters mormoni.


Share on Facebook