NBA, ora i Knicks provano a trattenere Carmelo Anthony

"Melo potrebbe tranquillamente rimanere con noi", le parole del presidente Steve Mills durante la presentazione del general manager Scott Perry. Ma il giocatore vuole Houston.

NBA, ora i Knicks provano a trattenere Carmelo Anthony
Carmelo Anthony. Fonte: Elsa/Getty Images

Il futuro di Carmelo Anthony potrebbe essere ancora nella Grande Mela. Sono queste le ultime indicazioni provenienti dal nuovo frontoffice dei New York Knicks, composto ora da Steve Mills e Scott Perry (ex Sacramento Kings), dopo il siluramento di Phil Jackson da parte del proprietario James Dolan. Anthony, che il Maestro Zen aveva deciso di salutare, è tornato infatti un giocatore centrale per le sorti dei Knicks.

Carmelo Anthony. Fonte: Aaron Gash/Associated Press

Niente buyout per lui, e possibilità di trade che si alternano a quelle di una permanenza, stando a quanto dichiarato ieri dal presidente Steve Mills, durante la presentazione del nuovo gm Scott Perry: "Negli ultimi giorni siamo stati in contatto con Carmelo e con i suoi agenti - le parole di Mills, riportate da Ian Begley di Espn - se ci sarà l'opportunità di una trade che funzioni sia per lui che per noi, la valuteremo. Ma allo stesso tempo pensiamo che Melo possa tranquillamente far parte della nostra squadra la prossima stagione. Per noi è stato importante fermarci un attimo nelle trattative con altre squadre e riordinare le idee sugli scenari di trade che coinvolgono Carmelo. Quindi abbiamo preso la decisione di prenderci una pausa, per assicurarci di capire cosa sia meglio per la nostra franchigia, e allo stesso tempo di cercare di fare il massimo per il giocatore. Anthony è un grandissimo giocatore di pallacanestro e, se rimanesse con noi, continueremo a sviluppare i nostri giovani, esattamente ciò che faremmo se lui l'anno prossimo non dovesse esserci. Abbiamo una squadra con diversi margini di miglioramento, sia che Carmelo rimanga, sia che vada via. Siamo in costante comunicazione con lui, e arriveremo a una soluzione che vada bene a entrambe le parti". Anche il general manager Scott Perry si esprime sul caso dell'estate: "Sono fiducioso, spero rimanga a New York, voglio instaurare un gran rapporto di collaborazione con lui". Torna quindi in auge lo scenario che vedrebbe Melo ancora a New York per la prossima stagione, nonostante il giocatore abbia negli ultimi giorni fatto trapelare la sua volontà di salutare i Knicks per vestire la maglia degli Houston Rockets di James Harden e Chris Paul, tramite una trade a più squadra al momento in stand-by. 

Scott Perry e Steve Mills. Fonte: NBAE/Getty Images

Se Anthony rimane la punta di diamante del roster dei New York Knicks, c'è tutto un gruppo di giocatori a cui pensare, il nucleo del team messo a disposizione di coach Jeff Hornacek. Nella Grande Mela continua a far discutere l'ingaggio di Tim Hardaway jr, in uscita dagli Atlanta Hawks, a cui è stato garantito un quadriennale da oltre 71 milioni di dollari: "Lo abbiamo seguito a lungo - le parole a riguardo di Mills - e secondo noi è cresciuto tantissimo grazie al programma di sviluppo degli Atlanta Hawks. Ecco perchè è diventato un nostro obiettivo: in questa free agency non c'erano tante opportunità migliori di lui, un venticinquenne in crescita". Il giovane Frank Ntilikina è stato invece una scelta di Phil Jackson: "E' un ragazzo che può inserirsi in qualsiasi sistema di gioco. Sistema di cui stiamo discutendo proprio in questi giorni. E' un giocatore intelligente". Quasi certo l'addio alla triple post offense, il triangolo tanto caro a Phil Jackson, con le alternative di gioco al vaglio dell'allenatore Jeff Hornacek. Ma ciò che inquieta maggiormente i tifosi dei Knicks sono le prospettive future, perchè la squadra attuale non sembra poter diventare un contender per il titolo NBA neanche nel lungo periodo. Steve Mills prova a tranquillizzare l'ambiente, spiegando quali saranno le prossime mosse della franchigia da lui presieduta: "Ci concentreremo sui giovani, cercando di approfittare del fatto che abbiamo a disposizione future scelte al Draft, per costruire una squadra incentrata su un gruppo di giocatori in grado di crescere insieme. Sappiamo che ci vorrà del tempo, ma penso che si tratti di qualcosa che i tifosi dei Knicks sono pronti ad accettare, specie se i giocatori si comporteranno da squadra. Se lavoreranno e giocheranno duro, cercando di attenersi alle direttive della franchigia, penso proprio che i nostri tifosi saranno pronti a supportarci".


Share on Facebook