NBA - Joakim Noah difende Phil Jackson: "Non era il male dei Knicks"

Scende in campo il pivot, difendendo l'ex president of basketball operations della franchigia della Grande Mela.

NBA - Joakim Noah difende Phil Jackson: "Non era il male dei Knicks"
Brad Penner-USA TODAY Sports

Lo scorso anno Phil Jackson ha dimostrato grande fiducia nei mezzi di Joakim Noah, facendogli firmare un super contratto da 72 milioni di dollari, spalmati su quattro anni. Insieme a Carmelo Anthony ed a Kristaps Porzingis, il pivot sarebbe dovuto essere una punta di diamante della franchigia della Grande Mela, ed invece così non è stato. Noah, tra mille infortuni, ha giocato poco, e quando lo ha fatto non ha rispettato le numerose aspettative che tutti nella Grande Mela nutrivano in lui. Quasi mai all'altezza, non ha dato il contributo che Jackson si sarebbe aspettato da lui.

Silurato durante questa offseason, Phil Jackson non fa più parte dell'organigramma dei Knicks. Noah, come si legge dalle colonne del New York Post, ha esplicitamente preso le sue difese, rivolgendogli parole di stima, e di riconoscenza: "Nutrirò sempre un grande riconoscimento nei confronti di Phil perchè mi ha dato l'opportunità di poter giocare nella mia città natale. Lui si è fidato di me, ma io purtroppo non sono stato in grado di esprimermi al meglio, deludendolo e non poco. Questo sensazione mi fa star male, sono frustrato per come è andata a finire lo scorso anno. E' un sentimento con cui dovrò convivere, purtroppo. Lui si è dimostrato un grande uomo perchè si è preso le responsabilità del nostro fallimento, ma la realtà è un'altra. Abbiamo perso tutte quelle partite non per colpa sua. Devo rimboccarmi le maniche, e cancellare questa brutta parntesi, lo devo anche per Jackson".  

Noah ha anche ammesso che la sua sospensione per droga lo ha parecchio scosso. Ciò ha ferito anche un sacco di gente, perlopiù suoi sostenitori. Il centro è però pronto a mettersi alle spalle la stagione scorsa, negativa a livello di risultati personali e di squadra, e catapultarsi verso la nuova ed essere un mentore modello per i tanti giovani che fanno parte dell'attuale roster dei New York Knicks.