NBA, i Sixers pensano ai playoffs. Ma Embiid non è ancora pronto

Il presidente Colangelo parla delle prospettive a medio e lungo termine di Philadelphia, con un punto interrogativo sulle condizioni di Joel Embiid.

NBA, i Sixers pensano ai playoffs. Ma Embiid non è ancora pronto
Joel Embiid. Fonte: Matt Slocum/Associated Press

Sono una delle squadre più attese della regular season NBA che prenderà il via il prossimo 17 ottobre. I giovani Philadelphia 76ers, che hanno aggiunto al loro roster giovanissimo un'altra prima scelta assoluta come Markelle Fultz dagli Washington Huskies, si interrogano in questi giorni sulle proprie prospettive e sugli orizzonti playoffs. Traguardo raggiungibile o ancora utopistico per una squadra reduce da annate che definire disastrose è un puro eufemismo?

Buona parte delle sorti dei Sixers della nuova stagione dipenderanno dalle condizioni fisiche di Joel Embiid, il camerunese che ha impressionato la scorsa stagione, con 20.2 punti e 7.8 rimbalzi a partita, ancora ai box per un infortunio al menisco del ginocchio destro. Lo staff medico di Philadelphia non ha al momento dato il via libera a Embiid per partecipare agli allenamenti cinque contro cinque, ma il presidente Bryan Colangelo spiega con la nuova stella NBA i Sixers stanno adottando un atteggiamento superconservativo: "Quando vado in palestra - le parole di Colangelo, riportate da Espn.com - sembra che sia pronto per un cinque contro cinque, ma aspetteremo l'ok dei medici. Non so quante partite potrà giocare in preseason, ne parleremo insieme, ma il punto non è se sarà pronto per il primo allenamento o per la prima gara, bensì per quanto tempo sarà poi disponibile, tutte cose che verranno determinate lungo la strada secondo certi criteri". Il presidente dei Sixers si dice inoltre ottimista sul rinnovo contrattuale del camerunese, fiducioso di poter chiudere un accordo prima dell'inizio della regular season: "In questo momento Joel è la cosa più vicina che abbiamo a un uomo franchigia. Se dovesse essere sano, darà tantissimo a questa organizzazione, non solo in campo, ma anche fuori. Ha tutto ciò che serve, è famoso e sa connettersi bene con tifosi di ogni età. Ma per essere il leader di una squadra di pallacanestro, tutto passa dalla sua etica del lavoro, dalla sua determinazione, dalla sua capacità di superare le avversità, tutte cose che spiegano che persona è e quanta forza mentale ha. Il suo talento è incredibile, ma è ancor più incredibile il fatto che sia riuscito a metterlo in mostra con così poca esperienza". Per quanto riguarda Markelle Fultz, Colangelo spiega la trade del Draft con i Boston Celtics in virtù degli ottimi rapporti con la franchigia biancoverde: "Nell'ultimo anno abbiamo parlato tantissimo con Danny Ainge, ma anche con l'assistente general manager Mike Zarren, una persona che ci piace molto. E' facile parlare di affare con lui, inventarci nuove idee: non è mai abbastanza in questa lega al giorno d'oggi".

Nonostante lo spazio salariale accumulato nelle ultime stagioni, complice soprattutto il piano Sam Hinkie, i Sixers non hanno partecipato a una free agency aggressiva, acquisendo il solo J.J. Redick. Colangelo spiega il perchè: "Abbiamo deciso di adottare un approccio morbido, senza saltar fuori il primo luglio e fare qualcosa di folle. Siamo stati molto attenti a non distruggere ciò che io chiamerei un programma molto solido, entrando nella free agency con disciplina, senza spendere dollari per contratti pluriennali. E' stata dura, ma anche la cosa giusta da fare, e penso che ne saremo molto felici in futuro. Non c'è bisogno di dire che J.J. Redick e Amir Johnson sono giocatori fatti e finiti. Ora vedremo come giocare e far crescere questo gruppo". Impossibile non parlare delle prospettive playoffs della squadra: "Ogni discussione sui playoffs mi sembra un po' troppo prematura. Ovviamente è un obiettivo di cui discutiamo al nostro interno, ma la realtà è che siamo davvero molto giovani e inesperti, anche se il tipo di pallacanestro praticata da Brett Brown, il suo approccio al ruolo di allenatore, sono ideali per questo genere di gruppo. Non sarei sorpreso da nessun risultato, perchè siamo davvero giovanissimi. Pronosticare ora i playoffs sarebbe poco realistico, ma la speranza di arrivarci è nella mente di ognuno di noi. Brett ha fatto un lavoro fantastico, quasi impossibile, per farci arrivare a questo punto, in cui siamo pronti per fare il passo successivo. Dobbiamo continuare a coltivare ciò che abbiamo seminato. Le nostre priorità sono difesa, ritmo e spacing. Sarà divertente, cercheremo di competere contro chiunque. Tutto ciò che abbiamo fatto si è basato sul lungo periodo, ovverosia massimizzare la nostra flessibilità salariale e giungere in una posizione in cui essere in grado di acquisire una star. In questo momento abbiamo un'anima giovane, che speriamo rimanga sana come è adesso e si sviluppi proprio per consentirci di aggiungere un giocatore al massimo salariale la prossima estate. Pensiamo sia un obiettivo realizzabile".

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