Brasile 2014, Croazia: alla caccia di un altro 1998

Con giocatori del calibro di Modric, Rakitic e Mandzukic, i croati proveranno a sorprendere, e hanno tutte le carte in regola per farlo. Unico punto di domanda è Niko Kovac, allenatore con pochissima esperienza. L'obiettivo è andare il più avanti possibile, ma c'è prima un girone complicato in cui ottenere la qualificazione.

Brasile 2014, Croazia: alla caccia di un altro 1998
Brasile 2014, Croazia: alla caccia di un altro 1998

Dopo aver saltato per la prima volta un mondiale, quello Sudafricano, la Croazia arriva in Brasile con tantissima voglia di riscatto, e di dimostrare che quel passo falso del 2010 rimarrà un caso isolato. Nata in tempi recenti, dopo la divisione della Jugoslavia, ha partecipato per la prima volta a una competizione nel 1996, quando disputò l'Europeo, raggiungendo i quarti di finale. L'exploit vero fu due anni dopo, nei mondiali di Francia, quando trascinata dai gol di Davor Suker (furono 6 per lui a fine competizione, capocannoniere) riuscì a raggiungere uno storico terzo posto, risultato incredibile se si pensa che la nazionale croata fino a un lustro prima nemmeno esisteva.

La Croazia è arrivata al Mondiale dopo aver chiuso al secondo posto il girone di qualificazione: un sorteggio sicuramente benevolo ha permesso loro di affrontare l'Islanda, vera sorpresa dei gironi di qualificazione per quanto riguarda l'Europa: dopo lo 0-0 dell'andata, al ritorno sono stati Mandzukic e Srna a mandare la Croazia in Brasile.
Le sfide complicate non sono di certo finite qui. Gli uomini di Kovac dovranno affrontare un girone infernale: la Croazia è infatti inserita nel Girone A, insieme al Brasile padrone di casa, al Messico e al Camerun. Avrà l'onore di disputare il match di inaugurazione della competizione contro la Seleçao.
Ecco le partite che giocherà, con gli orari italiani:
12 giugno, ore 22, a San Paolo: Brasile - Croazia
19 giugno, a mezzanotte, a Manaus: Camerun - Croazia
23 giugno, ore 22, a Recife: Croazia - Messico

LA ROSA - Niko Kovac ha selezionato 3o giocatori, che verranno in seguito scremati fino ad arrivare a 23. Ecco la prima lista di convocati:

Portieri: Stipe Pletikosa (Rostov), Danijel Subašić (Monaco),  Oliver Zelenika (Lokomotiv);
Difensori: Darijo Srna (Shakhtar), Dejan Lovren (Southampton), Vedran Ćorluka (Lokomotiv), Gordon Schildenfeld (Panathinaikos), Danijel Pranjić (Panathinaikos), Ivan Strinić (Dnipro), Domagoj Vida (Dynamo Kiev), Šime Vrsaljko (Genoa), Igor Bubnjić (Udinese);
Centrocampisti: Luka Modrić (Real Madrid), Ivan Rakitić (Siviglia), Niko Kranjčar (QPR), Ognjen Vukojević (Dynamo Kiev), Ivan Perišić (Wolfsburg), Mateo Kovačić (Inter), Milan Badelj (Amburgo), Ivo Iličević (Amburgo), Marcelo Brozović (Dinamo), Ivan Močinić (Rijeka), Mario Pašalić (Hajduk), Sammir (Getafe);
Attaccanti: Mario Mandžukić (Bayern), Ivica Olić (Wolfsburg), Eduardo Alves da Silva (Šhakhtar), Nikica Jelavić (Hull City), Ante Rebić (Fiorentina), Duje Čop (Dinamo).

Non ci sono state dunque troppe sorprese nella scelta dei 30. In Croazia è in corso un ricambio generazionale, e da questo mondiale rimangono fuori infatti dei veterani come Petric e Simunic, che lasciano spazio a giovani come Kovacic, Mocinic, Pasalic e il viola Ante Rebic. Quattro i giocatori che militano nel campionato italiano: Vrsaljko, Bujbnic e i già citati Kovacic e Rebic.

Probabilmente vedremo la Croazia giocare con un 4-2-3-1, con Subasic tra i pali, i terzini Srna e Strinic, con Corluka e Lovren al centro. In mediana Modric e Rakitic, con Kovacic più avanzato. Sugli esterni Perisic e Olic, con Mandzukic prima punta. Una variabile potrebbe essere il 4-3-1-2 con l'inserimento di un mediano puro come Badelj o Vukojevic, e Jelavic affiancato a Mandzukic.

L'ALLENATORE - Niko Kovac, classe 1971, è stato uno dei pilastri della Nazionale dal 1996 al 2009, anno in cui ha lasciato il calcio giocato. Centrocampista centrale, prevalmentemente con compiti difensivi, è nato in Germania: ha trascorso lì quasi tutta la sua carriera, tra Amburgo, Bayern Monaco, Bayer Leverkusen ed Hertha Berlino, collezionando 389 presenze e 56 gol, a cui vanno aggiunte altre 65 presenze, con 9 gol, con il Salisburgo, dal 2006 al 2009. In Nazionale ha invece giocato 83 partite, segnando 15 gol.
Allena la Nazionale dal 21 ottobre 2013, quando Igor Stimac rassegnò le dimissioni dopo la sconfitta contro la Scozia che costrinse la Croazia allo spareggio, poi vinto contro l'Islanda. In precedenza aveva allenato per nove mesi l'under-21.
Suo fratello è Robert Kovac, anche lui pilastro della nazionale, visto anche in Italia con la maglia della Juventus.

IL PUNTO DI FORZA - Sicuramente la Croazia è una squadra molto completa, ma può contare su un centrocampo invidiabile, con giocatori del calibro di Kovacic, Rakitic e Modric. Saranno infatti loro tre che dovranno innescare Mandzukic, e soprattutto gli inserimenti dei due terzini e degli esterni: se saranno in grado di gestire la situazione, e non è facile, visto che parliamo di tre giocatori molto simili, allora potremmo vedere la Croazia andare lontano.

IL PUNTO DEBOLE - Le fasce d'attacco sono un'incognita: Olic ha tanta esperienza, ma potrebbe soffrire parecchio il clima brasiliano, visto che parliamo di un giocatore che compirà 35 anni il prossimo 14 settembre. Perisic invece ultimamente sembra aver trovato continuità, ma pare ancora lontano dalle aspettative, mentre Ilicevic ad Amburgo ha sofferto molto la stagione negativa di tutta la squadra. Non è escluso che Kovac possa utilizzare Kranjcar in quelle posizioni.

LA STELLA - Luka Modric, fresco vincitore della Champions League con la maglia del Real Madrid, è sicuramente la punta di diamante di questa Nazionale. Centrocampista duttile, può giocare quasi ovunque: mediano, regista, trequartista, e all'occorrenza incursore. Ha una capacità eccezionale di gestire la palla e non la butta mai via, oltre ad avere un tiro dalla distanza micidiale. Non è un caso che i Blancos abbiano sborsato 40 milioni per strapparlo al Tottenham. Sarà lui probabilmente ad avere in mano le chiavi della squadra.

LA POSSIBILE SORPRESA - Probabilmente non sarebbe corretto chiamarla "sorpresa", visto che Dejan Lovren è già sul taccuino dei grandi club europei, ma in questo mondiale è chiamato a confermare la grande stagione disputata con la maglia del Southampton. Formatosi calcisticamente nel Lione, è passato agli inglesi lo scorso anno, e ha dimostrato subito le sue doti: centrale completo, roccioso ma anche bravo tecnicamente, spesso imposta l'azione con dei lanci lunghi precisi, e anche le sponde di Mandzukic potrebbero risultare molto preziose con lui.


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