Brasile 2014, Messico: l'altra americana del gruppo A

Il Messico del Chicharito Hernandez affronterà nel suo gruppo avversari ostili come la Croazia e il Brasile ma può riservare qualche sorpresa. L'allenatore, Miguel Herrera, punta ai quarti ma qual é la forza di questo Messico e quale il suo punto debole?

Il Mondiale, per il Messico, non è proprio cosa nuova, anzi, la formazione di Miguel Herrera è la squadra con più partecipazioni (questa è la quindicesima) a non aver vinto la Coppa del Mondo. Ha disputato fin ora 49 incontri, vincendo 12 gare, pareggiandone 13 e perdendone 24. 52 reti segnate e 89 subite. Per parlare di miglior risultato dobbiamo andare indietro nel tempo, negli anni 1970 e 1986 dove il Messico arrivò persino ai quarti, guardacaso nelle due edizioni che si svolsero fra le mura amiche.

Ai Mondiali 2014 si è qualificato in extremis perchè arrivato quarto nel gruppo unico della fase finale di qualificazione zona CONCACAF (in ordine: Stati Uniti, Costa Rica, Honduras, Messico) ed è stato costretto a giocare i playoff cruciali contro la Nuova Zelanda (vincitrice del girone oceanico). Punteggio complessivo 9-3 e iniezione di fiducia per il Tricolor. Possiamo affermare di avere davanti una mina vagante del Mondiale, una squadra confusa o fragile, alla ricerca soprattutto di personalità. (Forse) Il peggior Messico degli ultimi anni?

ROSA
I convocati per l'esperienza in Brasile sono:

Portieri: Jesus Corona (Cruz Azul), Guillermo Ochoa (Ajaccio), Alfredo Talavera (Toluca).

Difensori: Paul Aguilar (Club America), Andres Guardado (Bayer Leverkusen), Miguel Layun (Club America), Rafael Marquez (Leon), Hector Moreno (Espayol), Diego Reyes (Porto), Francisco Javier Rodriguez (Club America), Carlos Salcido (Tigres)

Centrocampisti: Isaac Brizuela (Toluca), Marco Fabian (Cruz Azul), Hector Herrera (Porto), Juan Carlos Medina (Club America), Luis Montes (Leon), Carlos Pena (Leon), Jose Juan Vazquez (Leon).

Attaccanti: Giovani Dos Santos (Villarreal), Javier Hernandez (Manchester United), Raul Jimenez (Club America), Oribe Peralta (Santos), Alan Pulido (Tigres).

Il credo del Messico dell'ultimo anno è sicuramente “panta rei”, tutto scorre, tutto cambia (nel vero senso dell'aforisma, visto che hanno cambiato 4 allenatori in 6 mesi). Il tecnico Herrera ha oscillato tra il solido 5-3-2 e il più offensivo 4-3-3 ma al Mondiale vedremo quasi certamente il 5-3-2, modellato sulle ripartenze di Giovani Dos Santos e il “Chicarito” Hernandez. Vedremo dunque Ochoa tra i pali. La linea difensiva sarà composto da Paul Aguilar, Diego Reyes, Rafael Marquez, Hector Moreno e Andres Guardado; i tre di centrocampo saranno Marco Fabian, Hector Herrera, Peña e davanti il già citato Javier Hernandez affiancato da Giovani dos Santos.

ALLENATORE:

Miguel Herrera: un allenatore giovane ma abbastanza esperto. E' stato alla guida di club importanti in Sudamerica come l'America, il Monterrey e l'Atlante. E' il secondo allenatore, insieme a Nico Kovac, a dover fare il suo esordio in un Mondiale. Recentemente si è reso famoso per le dichiarazioni a riguardo dell'attività distraente del sesso dicendo che “per 40 giorni non muore nessuno. Io devo preparare le partite e studiare gli avversari, devo pensare a questo, ma mi auguro che i miei ragazzi la pensino come me, del resto ci sono persone di 20 ed anche 25 anni che arrivano al matrimonio vergini”. Non contrario ma insomma, meglio astenersi.

PUNTO DI FORZA:

Diego Reyes, classe 1992, specialità della casa del Porto. Difensore alto, riesce ad associare la fase difensiva a buone doti di impostazione con la palla al piede. Molto determinato, tenace e grintoso nei contrasti. L'altezza (1.89) non è proporzionale al peso (65 kg) ma per mettere su massa muscolare ha tempo. All'occasione può fare anche il regista. Il Porto se l'è già assicurato l'estate scorsa e l'ha impiegato in seconda squadra dove ha disputato 18 gare e segnato 3 gol.

PUNTO DEBOLE:

Nel complesso la squadra conosce i propri limiti e non è da buttare, il suo può farlo, tuttavia troppi calciatori non hanno esperienza internazionale a certi livelli; si denota una certa fragilità e scarsa capacità tattica. Sempre meglio non sottovalutarli, però.

STELLA:

El Chicharito Hernandez sarà la punta di diamante del Tricolor. Questa stagione non è certamente da ricordare visto il poco spazio che ha trovato nel Manchester United in PL (23 presenze e 4 reti). Rapido e tecnicamente molto dotato. Su di lui, l'allenatore ha detto: “Sono stato con lui ed ho notato che si allena molto bene. A Manchester era sempre uno degli ultimi a lasciare il campo. E' un grande lavoratore, un professionista”. Il suo marchio di fabbrica, è noto, è il fiuto del gol. In Nazionale ha segnato 35 gol in 57 partite. Uno che la porta la vede ed anche bene.

POSSIBILE SORPRESA:

Hector Herrera, altro giocatore di casa Porto. Fu il miglior giocatore nel torneo di Tolone col Messico U23. Ora ha 24 anni ed è sul taccuino di Manchester United, Liverpool e Udinese. E' un centrocampista centrale predilige il piede destro e si comporta da leader nonostante la giovane età. Svolge bene anche il ruolo di interdittore. In campo non potete non riconoscerlo data la somiglianza con la Coppa dei Campioni.

PARTITE E AVVERSARI:

Brasile, Croazia e Camerun sono gli avversari del Messico. Non il girone più facile ma è qualquanto abbordabile.
Queste le partite in programma:

13/06, ore 13:00 (18 italiane) a Natal, Messico - Camerun
17/06 ore 16:00 (21 italiane) a Fortaleza, Brasile - Messico
23/06 ore 17:00 (22 italiane) a Recife, Croazia - Messico

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