Brasile 2014, Sakho: "La Francia può sorprendere"

Il centrale in forza al Liverpool parla delle ambizioni transalpine nel Mondiale alle porte. Voglia di riscatto, voglia di sorprendere.

Da cancellare un ricordo, un'impronta oscura. Quattro anni fa il baratro. La Francia, allora guidata da Domenech, implode, vittima di faide interne, ribellandosi al mentore. La lite tra il Commissario Tecnico e Anelka spacca l'ambiente e il naturale evolversi è l'eliminazione della Nazionale nella fase a gironi. 

Oggi, a meno di due settimane dall'inizio del Mondiale in Brasile, la paura è che la situazione possa ripresentarsi sotto altre vesti. Nella lista di Deschamps non compare il talentuoso Nasri, uno dei pezzi pregiati dell'argenteria transalpina. 

A spegnere le polemiche giunge allora uno dei più esperti del gruppo, Mamadou Sakho. Queste le sue parole a Press Association Sport "Non posso parlare del Mondiale in Sud Africa, perché allora non ero presente. Non ho idea di cosa sia successo. Quello che posso dire è che abbiamo giocatori di qualità, che militano nelle principale squadre europee".

Il pensiero corre alla qualificazione, sofferta, giunta al termine di uno scontro fratricida ai play-off contro l'Ucraina, in cui Sakho è risultato decisivo "Quel che mi piace del calcio è l'inatteso, quando accadono cose che non si pensa possano accadere. Nessuno pensava che avremmo ribaltato il risultato contro l'Ucraina e invece lo abbiamo fatto. Le persone non si aspettano granché da noi, è ora di cambiare il loro pensiero".

Non solo specialisti difensivi tra i modelli di Mamadou "Fin da piccolo mi sono ispirato a Thuram e Desailly. Più recentemente a Drogba. Anche se è un attaccante sono stato impressionato dalla sua carriera, come ha lottato per arrivare dov'è. Questo non vuol dire che stia cercando di copiarli, ho il mio stile di gioco".  

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