Australia - Spagna: a caccia di un punto per l'onore

Le due squadre, già eliminate, cercano un punto per chiudere al meglio l'avventura mondiale

Non si giocano niente se non l'onore, Spagna e Australia, che alle 18:00 si affronteranno all'Arena de Baixada di Curitiba per salutare il Brasile e dire addio al Mondiale.
Il discorso vale specialmente per la Spagna, che lascia la competizione al primo turno tra le critiche e la delusione ma sembra non riuscire a dare una spiegazione a quanto avvenuto: "Cos'è successo? - dice Del Bosque- È stata una questione calcistica, non voglio appigliarmi alla scusa del calendario… forse qualche aspetto fisico o tattico". 

Come sempre accade in questi casi, la Nazionale spagnola è nell'occhio del ciclone. C'è chi accusa l'allenatore, chi i giocatori, chi la Federazione. C'è chi sostiene che sia sbagliato il modulo, chi punta il dito contro le convocazioni, chi sostiene che manchino le motivazioni. I diretti interessati però respingono le accuse: "Tra noi giocatori ho visto la stessa voglia dell’Europeo - sostiene Juanfran- Siamo praticamente gli stessi e tutti sognavamo di diventare campioni. Non succederà perché abbiamo affrontato due rivali che sono stati meglio di noi nelle due partite, sono stati più incisivi o più fortunati. Non ci sono scuse né altre ragioni. Ce ne andiamo tristi". Ma il rammarico c'è e non si nasconde: "Se Silva avesse segnato il 2-0 contro l’Olanda magari le cose sarebbero diverse, magari no. Questo è il calcio e ci servirà da lezione per il futuro".

Più di chiunque altro, al centro delle polemiche e delle chiacchiere c'è Del Bosque. Resterà o lascerà? Lui risponde: "Capisco che tutti vogliate sapere cosa succederà ma serve tempo. Bisogna prendere decisioni importanti per tutti, per il bene del calcio spagnolo. Se abbiamo la fiducia della Federazione e il lavoro che abbiamo fatto in questi sei anni è stato buono… qualcosa vorrù pur dire. Ci penserò, devo capire qual è la cosa migliore per la Spagna. Non ho ancora scelto, sicuramente ho avuto l’appoggio della Federazione ma questo non vuol dire che non ci siederemo per discutere della situazione".
E aggiunge: "Sono motivato perché provo entusiasmo ed emozione quando faccio le cose. Il calcio è la mia passione e questo è il mio lavoro. Ho avuto momenti piacevoli e altri duri. In sei anni abbiamo preso decisioni importanti e nonostante ci sia gente che non lo crede, è così. Tutti nella vita cambiamo e non siamo gli stessi dopo sei anni.
​Questa è stata un’esperienza in più e per uno che ne ha vissute tante è stata straordinaria. Ci è rimasto il rammarico di non aver soddisfatto le aspettative ma, per quanto si possa insinuare, è stato fantastico. Nonostante la sconfitta, ci siamo comportati bene
".

L'allenatore parla anche delle critiche e ammette: "Alcune mi hanno fatto male perché vengono da casa mia, da un sito del Real Madrid o collegato al Real che dice dice che sono stato una marionetta nelle mani dei giocatori del Barça e questo mi ferisce. Ma tantissima gente mi ha trasmesso un affetto immenso, hanno cercato tutti di consolarmi".
A proposito di Real Madrid, Del Bosque spende anche qualche parola per Casillas: "Se continuerà? Lo sapremo dopo la prossima stagione, è un altro discorso. Non è il momento della rivoluzione, bisogna analizzare quello che fa ognuno nella sua squadra e poi vedere come sta il giocatore. Nessuno mi ha detto che non verrà più ma se qualcuno dovesse prendere questa decisione, la rispetteremo".

Prima di pensare al futuro però c'è l'Australia: "Li avevamo studiati prima di venire in Brasile e qui ci hanno confermato quello che ci aspettavamo. Sono stati fantastici, con energia, qualità tecnica e ordine tattico. Sono stati una buona squadra e devono esserne orgogliosi".
Sulla formazione e il possibile turnover Del Bosque afferma: "Cercheremo di fare in modo che tutti quelli che sono venuti, giochino il Mondiale. I giocatori hanno avuto un comportamento fantastico e le vere persone si vedono nelle sconfitte".

Xavi soffre per un fastidio muscolare che non gli permetterà di scendere in campo nella sua ultima partita con la nazionale (sono 133). È una storia curiosa quella del centrocampista catalano, che ha detto addio alla Spagna nella partita contro l’Olanda di Van Gaal; quell’Olanda contro cui aveva esordito con la maglia della nazionale, quel Van Gaal che lo fece debuttare nel Barcellona. 
Del Bosque lo elogia: "Per Xavi una partita in più o una in meno non cambia, è il giocatore che ha corso di più contro l’Olanda, tra tutti i ventidue in campo. Quando si esaminano le ragioni della sconfitta, tutti vogliono fare la rivoluzione, parlano di rinnovamento… ma se pensiamo un attimo: hanno perso i veterani? I giovani non hanno giocato? O i giovani si salvano e i veterani li emarginiamo e non li convochiamo più? Abbiamo perso tutti. Il nostro debito nei confronti di Xavi è molto grande, enorme, e chi non lo ammette è perché indossa costantemente la maglia della propria squadra, pure per andare a dormire".

Iniesta invece ci sarà e giocherà la sua centesima partita con la Roja ("Ci sono dettagli che non ci sfuggono").
Novità anche per Reina, che probabilmente difenderà la porta spagnola in un Mondiale per la prima volta: "Non so ancora se giocherò, in ogni caso sono pronto. La mia ultima partita? Per quanto mi riguarda no, poi dipenderà dal mister".
Sulla partita di domani, il portiere del Napoli dice: "La cosa più bella è vincere e questo vale anche contro l’Australia. Dobbiamo finire bene ed essere fedeli al nostro gioco. Ci piacerebbe chiudere con onore, con una vittoria. Non credo che cambierà l’opinione della gente ma ogni volta che si indossa questa maglia è per vincere. 
Non so se continuano a rispettarci come prima. Se siamo fuori dal Mondiale è perché gli altri sono stati meglio di noi e ci è mancata la fortuna rispetto ad altre occasioni. Se Silva avesse segnato il 2-0 prima dell’intervallo ora saremmo i favoriti. Io dico che ci rispettano comunque. Dobbiamo migliorare, ma ci rispettano".

La risposta la dà direttamente l'allenatore dell'Australia Postecoglu, che dichiara: "Sono i migliori del mondo, una squadra di campioni, e li affronteremo con molto rispetto.
Nessuno pensava che la Spagna non sarebbe stata tra le favorite per la vittoria del Mondiale ma è stato un girone molto duro. Il Cile e l’Olanda hanno giocato molto bene e io vedendo attentamente le partite della Spagna a volte avevo la sensazione che avrebbero vinto".

L’Australia, sicuramente con meno pressione e aspettative, potrebbe approfittare della tensione e dell’ambiente pesante in casa Spagna per infliggere ai giocatori di Del Bosque il colpo di grazia. In casa Australia si respira quella calma e quel cauto ottimismo che ha sempre accompagnato il ritiro della squadra in Brasile: "Sapevamo dall’inizio che avremmo dovuto difenderci ma vogliamo anche giocare le partite al meglio e approfittare degli spazi per creare occasioni e sfruttarle. Abbiamo vinto solo due partite in quattro mondiali e domani ci piacerebbe vincere perché sarebbe una tappa in più nel nostro percorso".
Non si sa ancora la formazione, Cahill non ci sarà perché squalificato: “Non ho ancora deciso chi lo sostituirà. Abbiamo ancora un allenamento ed è sempre importante per le scelte che prendiamo. Dobbiamo vedere come stanno i giocatori, come si sentono e poi decidere ma in una partita del genere è importante considerare quali giocatori possono essere decisivi. Cambieremo qualcosa",


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