Navas: "Vogliamo fare la storia"

La Costa Rica, per la prima volta tra le migliori otto del Mondo, punta a riscrivere la storia sfidando l'Olanda di Robben e Van Gaal.

Da Cenerentola a sorpresa, da sorpresa a mina vagante. Il passo, in un Mondiale, può essere incredibilmente breve. Costa Rica - Grecia doveva essere il quarto di finale meno attraente, di certo il più inatteso. La squadra ellenica si è ritrovata a un passo dal baratro, prima dell'ingenuità ivoriana e del rigore di Samaras, la Costa Rica ha invece dominato, è il caso di dirlo, un girone con potenze del calibro di Inghilterra, Uruguay e Italia. 

Era difficile, alla vigilia, stabilire un possbile favorito. Se gli americani avevano offerto un miglior calcio, una fisicità dirompente, a far da contraltare c'era l'esperienza greca, la forza del gruppo oltre le modeste qualità dei singoli. 

A decidere non poteva che essere un episodio. E quell'episodio, il secondo giallo a Duarte, sembrava aver indirizzato la partita verso Santos e l'Europa. A confermare la tendenza il pari, quasi allo scadere, di Papastathopoulos. Era il vecchio che respingeva il nuovo, la tradizione pronta a chiudere la porta alla storia. 

La bellezza di un Mondiale è però racchiusa in attimi che non si possono comprendere se non vissuti in prima persona. L'elettrizzante scacchiera dei rigori, la tensione nel portarsi a un passo dal compiere un'impresa, l'atroce delusione di mandare gambe all'aria il lavoro di un quadriennio. Segni del destino, come il volo di Navas che neutralizza il penalty di Gekas, un ex compagno, uno con cui hai condiviso allenamenti, fatiche e partite. Il miracolo ha il volto sorridente di un popolo in festa. La Grecia saluta, a testa altissima, la Costa Rica, con occhi colmi di gioia, guarda al domani, senza le pressioni di una vittoria a ogni costo, con la voglia di stupire ancora. 

Navas "Abbiamo giocato insieme al Levante, ho pensato a come era solito calciare i rigori in allenamento, sapevo che non avrebbe cambiato modo di calciare. Abbiamo preso gol quando la partita era quasi finita, ma non ci siamo arresi neanche con un uomo in meno. Eravamo convinti di poter vincere. Non ci sono segreti, giochiamo per il nostro paese, siamo convinti di poter fare la storia. L'Olanda è una delle squadre più forti del Mondo, ma noi giochiamo per vincere". (fonte FIFA.com)


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