Messi tra Maradona e la storia

Domenica 13 luglio alle 21 il mondiale si concluderà con la finalissima tra Argentina-Germania. La pulce vuole diventare campione del mondo ma deve battere i tedeschi, la squadra più solida e organizzata del torneo come riuscì a fare Maradona nell' 86..

Messi tra Maradona e la storia
Messi tra Maradona e la storia

Un pensiero fisso, anzi due: conquistare il mondiale e diventare grande quanto Maradona. La pulce è a tre giorni dalla partita più  importante della sua vita. Lo aveva proesso a inizio Mondiale :" Il 13 luglio non prendo impegni, sarò al Maracanà con la mia squadra". Promessa mantenuta, ma ora bisogna vincere . L' Argentina dunque è in finale ai Mondiali, ma il volto copertina del successo sull’Olanda è il portiere Romero e non Messi. La Pulce ha segnato il suo rigore, ma per 120 minuti è stato praticamente invisibile, complice anche la marcatura asfissiante di De Jong (e poi Clasie) unita a quella in seconda battuta di Vlaar.

L'albiceleste punta tutto su Messi per ritornare campione del mondo, con la speranza che siano il suo talento e le sue giocate a trascinare la squadra verso una storica vittoria che non arriva dal 1986. Messi non è grande come Maradona e mai lo sarà. Non basterà una finale a certificare questa certezza. Maradona  era un leader,trascinava i compagni, li aiutava soprattutto con i fatti, ricevendo i palloni  e decidendo le partite più importanti. Sotto il punto di vista della personalità Messi è lontano anni luce dal genio di Diego.

Una parabola discendente da parte sua nelle prestazioni, inversamente proporzionale all’importanza sempre più crescente dei match. La Pulce è tra quelli che hanno giocato di più nel Mondiale ma i veri trascinatori son stati altri: Garay, Di Maria, Mascherano, Romero. Maradona invece, era l’Argentina, in ogni Argentina in cui ha giocato: in quella del 1986 che ne è l’emblema assoluto, ma anche in quella del ’90 ed anche in quella del ’94.

Maradona bacchetta Messi-  Diego però incita Lionel Messi per la finale con la Germania. "L'unica paura che ho è che sia un po' stanco, l'ho visto respirare con molta difficoltà l'altra sera, ma penso in finale non potrà giocare così. Lui lo sa, e comunque glielo ricorderanno Mascherano e il Pocho Lavezzi..Contro il Brasile la Germania ha dominato, ma quello storico successo per 7-1 penso possa essere un'arma a doppio taglio, visto che ora hanno un eccesso di sicurezza e confidenza che potrebbe penalizzarli domenica. Il Ghana e l'Algeria hanno messo in difficoltà i tedeschi proprio a centrocampo. Gli africani hanno pareggiato 2-2, l'Algeria li ha portati ai supplementari. Ecco, così li si può mettere in difficoltà".

Per Messi, deludente in semifinale, il Maracanà è la linea d’ombra da oltrepassare per vendicare, 24 anni dopo, il Maradona di Roma e lasciare anche la sua impronta sulla storia dell’Argentina. "Ci rimane un piccolo passo da fare", ha mandato a dire Messi ai suoi tifosi, i quattro gol nel girone, oppure la percussione all'ultimo minuto con il gol di Di Maria all'ultimo minuto rappresentano gli hanno permesso di giocarsi la finale di domenica.

Non solo dovrà portare la sua squadra verso la coppa, ma dovrà dimostrare che il suo talento puro e cristallino non si esprime solo con la sua squadra di club ma anche a livello di nazionale. Con il Barça Messi ha vinto tutto, ha conquistato quattro palloni d'oro ha segnato oltre 400 gol, è stato il miglior giocatore al mondo. Il numero dieci si deve caricare sulle spalle l'Argentina nel tentativo di centrare uno dei pochissimi trofei che ancora gli mancano in bacheca, quello più prestigioso, con l'Argentina non ha però mai brillato, non dimostrandosi all'altezza di chi lo ha preceduto più di 20 anni fa. Messi in finale ha l'occasione, storica, di pareggiare Maradona.


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