Copa America 2015, la Celeste cerca un difficile bis

L'assenza del Pistolero Suarez pesa tantissimo sugli equilibri di un gruppo collaudato ma un po' logoro. Con molti giovani non ancora all'altezza della situazione, il c.t Tabarez si affida alle capacità realizzative del Matador Cavani.

Copa America 2015, la Celeste cerca un difficile bis
Copa America 2015, la Celeste cerca un difficile bis

Dopo l'exploit dell'edizione di Argentina 2011, l'Uruguay affronta la Copa America 2015 da detentore del trofeo, con una selezione parzialmente diversa rispetto agli ultimi anni. La Celeste del "Maestro Triste" Oscar Washington Tabarez è stata la più continua tra le nazionali di calcio sudamericane nell'ultimo quinquennio. In semifinale a sorpresa ai Mondiali del 2010 in Sudafrica, vincitori del titolo continentale l'anno successivo, quarti alla Confederations Cup del 2013 ed eliminati agli ottavi nella Coppa del Mondo 2014, Cavani e compagni cercano ora il secondo successo consecutivo in terra cilena, pur dovendo fare i conti con l'addio di Diego Forlan e l'assenza, pesantissima, del Pistolero Luis Suarez.

Il girone di qualificazione non è dei più agevoli per la Celeste, con la talentuosissima Argentina di questi anni, il sempre ostico Paraguay e la cenerentola Giamaica. Attesissimo il rendez-vous con la Seleccion, eliminata proprio dall'Uruguay ai rigori nei quarti di finale dell'edizione del 2011, al termine di una partita esaltante, conclusasi con l'ennesimo flop degli allora padroni di casa. In quattro anni i rapporti di forza all'interno del Sudamerica sono tuttavia mutati velocemente. La Celeste ha provato ad assecondare un cambiamento generazionale che non ha tuttavia prodotto gli esiti sperati mentre, oltre alle due storiche rivali di Brasile e Argentina, si sono affacciate al proscenio Cile e Colombia, squadre giovani e zeppe di qualità in ogni settore del campo.

La Celeste versione 2015 si affida al Matador Cavani, unico vero fuoriclasse presente tra i convocati, reduce da uno splendido finale di stagione all'ombra della Tour Eiffel con la maglia del Paris Saint-Germain. La selezione è per il resto un mix non troppo riuscito di esperienza e gioventù, con il solo Josè Jimenez, classe '95, pronto a giocarsi una maglia da titolare per affiancare in difesa il capitano Diego Godin, suo compagno di squadra anche all'Atletico Madrid. Tutti gli altri volti nuovi dell'Uruguay hanno pochissima esperienza a livello di calcio internazionale, se si considera che i due talentini Jonathan Rodriguez del Benfica e Giorgian de Arrascaeta hanno collezionato rispettivamente cinque e quattro presenze in carriera con la maglia del loro paese. 

Al Maestro Tabarez non resta dunque che affidarsi ad un gruppo consolidato, ma probabilmente in calo dopo i fasti della vittoria della Copa del 2011. L'ex laziale Muslera rimane titolare del ruolo di estremo difensore mentre il reparto arretrato può contare, oltre che sui centrali Jimenez e Godin (chiamato a rilevare la fascia di capitano dal vecchio leader Diego Lugano) sui terzini Fucile e Alvaro Pereira, meteora nerazzurra non troppo rimpianta. A centrocampo è assente el Mota Gargano, con Arevalo Rios, Alvaro Gonzalez e Cristian Rodriguez a garantire corsa e senso tattico, laddove il mai esploso Nicolas Lodeiro, ora in forza al Boca Juniors, dovrebbe agire da trequartista dietro le due punte Cavani e Abel Hernandez, altro talento parzialmente inespresso.

In pochi a Montevideo si attendono miracoli dalla Celeste, stante l'assenza, difficilmente sostituibile, di Suarez. Ma il lavoro di Tabarez su un gruppo esperto e collaudatissimo potrebbero colmare il gap con le altri grandi del torneo, specialmente se Cavani dovesse continuare sulla scia del suo strepitoso finale di stagione.

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