Barcellona, un anno da Pentacampeon

Omaggio ai Blaugrana, dominatori della scena europea e mondiale nell'arco del 2015.

Barcellona, un anno da Pentacampeon
Barcellona, un anno da Pentacampeon

4 gennaio 2015. Il Barcellona perde alla "Rosaleda" contro la Real Sociedad per 1-0 a causa delle folli scelte di Luis Enrique che manda in panchina Messi e Neymar. Il Catalano è nell'occhio del ciclone, la squadra non è con lui e i senatori vogliono estrometterlo dalla panchina. 11 mesi dopo il Barcellona è sul tetto del mondo, con un 2015 condito da 5 trofei, eccetto la Supercoppa Spagnola persa contro l'Athletic Bilbao.

Una squadra spettacolare, non più caratterizzata dall'ossessione del Tiki taka orizzontale, ma da fraseggi in verticale a velocità disumane, con la complicità del tridente più forte della storia del calcio: Messi, Suarez, Neymar. La difesa da permeabile come poche a fortezza, grazie alla diga Mascherano e al ritorno ai fasti di un tempo di Piquè; il centrocampo rinato grazie alle geometrie di Busquets, al genio di Iniesta e all'estro di Rakitic. Un frullato che permette al Barcellona di essere lì dove merita. 92 minuti di applausi invece per Messi, Suarez e Neymar che sembrano giocare insieme da sempre.

Il fantastico anno del Barcellona però parte proprio da quella sconfitta che sembra far svanire tutti i sogni di gloria. Il gruppo si ricompatta e nella seguente giornata rifila 3 gol all'Atletico Madrid grazie ai magnifici tre. Da li non c'è ne più per nessuno. 0 sconfitte in campionato e un cammino in Champions vertiginoso con le vittorie su City, Psg e soprattutto Bayern.

Il Barcellona dimentica calcisticamente Guardiola in quella serata in cui Messi decide di regalarsi un'altra notte da alieno e Luis Enrique di farsi amare definitamente dal pubblico. 3-0 e Barcellona in finale già dall'andata.

A Berlino, dopo il trionfo in campionato grazie ad una crescita esponenziale e alla vittoria negli scontri diretti, arriva la consacrazione grazie al 3-1 sulla Juventus dopo una partita bellissima e combattuta fino alla fine. La ciliegina sulla torta è la vittoria della Coppa del Re dove Messi si inventa un altro gol da leggenda e consegna alla bacheca Blaugrana il secondo Triplete nella storia. Come loro nessuno mai.

All"inizio della stagione in corso si aggiunge la Supercoppa Europea contro il Siviglia. Una partita pazza, con il Barca avanti 4-1 che si fa rimontare sul 4-4 per poi vincerla grazie a Pedro che di lì a poco sbarcherà a Londra sponda Chelsea. La difesa però vacilla e nella partita seguente sprofonda. A Bilbao, nell'andata di Supercoppa Spagnola, il Barca viene umiliato con un secco 4-0. Nel ritorno, non c'è Remuntada e allora addio sextete.

Poco importa, perché la squadra è quadrata e consapevole dei suoi mezzi e, dopo il 4-0 al Bernabeu, si vola in Giappone per il Mondiale per Club. Le premesse non sono buone con Messi e Neymar indisponibili per la semifinale, che il Barca però archivia grazie ad un immenso Suarez che realizza una tripletta. La finale contro il River è una formalità: ritorna la MSN e gli argentini possono ammirare estasiati la bellezza del gioco corale di una delle squadre più forti degli ultimi anni, 3-0 e Barcellona per la terza volta sul tetto del mondo.

Adesso, l'eterno dilemma è quello se sia più forte questo Barcelona o quello di Guardiola. Solo il tempo può dirlo, e i trofei. Già, i trofei che accompagnano la storia del Barcellona, soprattutto negli ultimi dieci anni dove questa squadra conta: 7 campionati spagnoli, 4 Champions League, 3 supercoppe europee, 3 Mondiali per Club, 3 Coppe del Re, 6 Supercoppe Spagnole. Spaziali. 

Dieci anni di Leo Messi. Decisamente il calciatore più forte del pianeta. Si dice che lui vinca grazie alla squadra ma è da quando c'è lui che il Barcellona impera, infatti i due Palmares si equivalgono con 26 trofei. Quasi 500 gol con la maglia Blaugrana e per 6 anni consecutivi più di 50 nell'anno solare. Il quinto Pallone D'Oro è ad un passo.

Menzione particolare anche a Luis Enrique, artefice dei successi della sua squadra in questo 2015, capace di distaccarsi dal solito ipnotico possesso palla diventato così prevedibile e noioso, per fare spazio alle verticalizzazioni in grado di esaltare le qualità di quei tre capaci di segnare in un anno solare 133 gol, e non è finita. L'unica pecca è quella di non vedere il "Trio" al completo nel podio del Pallone D'Oro, con Ronaldo preferito a Suarez. Una squadra capace di battere il record di segnature in un anno solare: 176. Record proprio di Guardiola in passato.

Il compito più arduo adesso è quello di ripetersi, ma con una squadra stellare come questa, ed un gioco che diventa sempre più spettacolare,  tutto è lecito, e allora sì che il Barcellona di Luis Enrique e della MSN può diventare la squadra migliore di sempre.

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