Copa America Centenario, gruppo C: un tripudio di colori

La Celeste, el Tri, i Reggae Boyz, la Vinotinto. Un girone che avrebbe esaltato anche Goethe. Conosciamo meglio i favoriti Uruguay e Messico, l'allegra Giamaica e il Venezuela, nazione scossa da forti tensioni interne.

Copa America Centenario, gruppo C: un tripudio di colori
Copa America Centenario, gruppo C: un tripudio di colori

Blu, giallo, rosso, verde. Con le sue sfumature più o meno intense. Vedere le partite di questo girone sarà un piacere per gli occhi, e speriamo non solo per le tinte delle maglie da gioco. 

Un girone che vede l'Uruguay grande favorita (ma con il dubbio sul recupero fisico del bomber Luis Suarez), il Messico come costante forza continentale, e Giamaica e Venezuela pronte a contendersi le briciole.

La Celeste del Maestro.

Oscar Washington Tabarez: un nome, una garanzia. La solidità mentale del "Maestro", eroe nazionale, sono traslate sulla Celeste. A partire dalle convocazioni: tanti nomi noti, gli unici veri esordienti, con meno di dieci presenze, sono tre nostre conoscenze. Diego Laxalt, Gaston Silva e Matias Vecino. Gli altri sono luogotenenti di lungo corso, calciatori forgiati dal ct nel corso degli anni, guidati dal capitano Diego Godin. Una squadra compatta, che punta sulla fisicità e su due punte centrali eccezionali: Luis Suarez e Edinson Cavani. Una potenza di fuoco impareggiabile. Suarez si sta riprendendo da un infortunio, è il grande dubbio dei tifosi della Celeste. Anche se con un delantero come Cavani si può star comunque tranquilli. 

Andiamo con ordine: in porta, ennesimo torneo da titolare per Fernando Muslera (Galatasaray), che alterna ottime prestazioni a qualche amnesia di laziale memoria. Alle sue spalle, Silva (Vasco da Gama) e Campaña (Independiente).

Al fianco di Godin potrebbe giocare il suo collega dell'Atletico, il giovane Jose Maria Gimenez. Oppure il trentatreenne Mauricio Victorino del Nacional de Montevideo. Le fasce sono coperte dai due Pereira, a destra Maxi (del Porto), a sinistra Alvaro (ancora di proprietà dell'Inter, questa stagione ha giocato nel Getafe). Possibili alternative ai lati: Mathias Corujo (Universidad de Chile) e il sempreverde jolly Jorge Fucile (Nacional). Convocato anche Gaston Silva, mancino (più terzino che centrale) in forza al Torino. 

A centrocampo, a tirar calci, Egidio Arevalo Rios del Club Atlas Guadalajara (lo ricordiamo in maglia Palermo). Trova ancora spazio tra i convocati anche Alvaro Gonzalez, una vita alla Lazio e suo compagno di squadra nel campionato messicano. A far passaggi ed impostare il gioco Nicolas Lodeiro (Boca Juniors), un giocatore con un talento sterminato, ma poca voglia di correre. Lodeiro è il perno del centrocampo di Tabarez. Sarà curioso capire come si inserirà Matias Vecino, che in maglia viola ha giocato un campionato straordinario, meritandosi la convocazione alla copa Centenario. Con la Championship vinta da protagonista, trova spazio anche Gaston Ramirez, un 10 che ha avuto tanti alti e bassi da quando ha lasciato i rossoblu del Bologna. Finalmente ha trovato una dimensione, quella del Middlesbrough, che ha esaltato le sue doti tecniche. Convocato a sorpresa Diego Laxalt (in sostituzione dell'infortunato Christian Cebolla Rodriguez), a destra troviamo anche Carlos Andres Sanchez del Monterrey. 

Seicentoventuno. 6-2-1. Cosa sono? La somma delle reti ufficiali segnate da Luis Suarez (352) e Edi Cavani (269). Divise tra campionato uruguagio, olandese, inglese, spagnolo, italiano, francese. Ineguagliabili. E tutto il resto? Non è noia, perche risponde al nome di Christian Stuani, idolo dei tifosi della Celeste. Ora al Middlesbrough, un passato (dimenticabile) nella Reggina, si contende i minuti conclusivi delle partite con Abel Hernandez (Hull City, carriera finora inferiore alle attese dopo aver lasciato Palermo) e il girondino Diego Rolan, attaccante rapido e tecnico.

El Chicharito sbarca in America

Questa storia si intitola: "la rinascita del Chicharito". Javier Hernandez sembrava in parabola discendente già da varie stagioni. L'ennesimo giovane bruciato sull'asse United-Real. E invece è bastata una maglia sempre rossa e nera, ma a strisce orizzontali, e una città della Renania Settentrionale-Vestfalia, Leverkusen. Con la maglia delle aspirine el Chicharito è tornato a far gol, 26 a fine stagione. E le speranze aumentano anche per il commissario tecnico dei messicani, il Recreacionista Juan Carlos Osorio.

In porta il favorito sembra essere ancora Guillermo Ochoa, nonostante abbia passato gli ultimi due anni a far da guardaspalla a Idris Kameni in maglia Malaga. Nelle ultime due partite di qualificazione al mondiale 2018 si sono alternati Jesus Corona del Cruz Azul e Alfredo Talavera del Toluca. 

Dietro domina el gran capitan Rafa Marquez, che addirittura è tornato a giocare in Messico, nell'Atlas (dopo i tanti bassi e pochi alti col Verona), pur di mettere minuti nelle gambe in previsione del suo ultimo torneo in maglia tricolor. Al suo fianco giocherà il colosso Hector Moreno del PSV. Se Osorio dovesse optare per una difesa a tre, probabile l'inserimento di Diego Antonio Reyes della Real Sociedad. Sulle fasce agiranno Paulo Aguilar (Club America) a destra e Miguel Layun (Porto, primo messicano ad esordire in Serie A con la maglia dell'Atalanta) a sinistra. Altri difensori: Nestor Araujo del Santos Laguna (centro-destra), Yasser Corona del Queretaro (centro-sinistra), Jorge Torres Nilo del Tigres (terzino sinistro).

A centrocampo ammireremo Hector Herrera, volante di stampo brasiliano, tanta corsa e tantissimi passaggi, e oggetto del desiderio di mezza Europa (il Porto farà l'ennesima plusvalenza). Con lui il combattente di mille battaglie, il Principito Andres Guardado del PSV, secondo solo a Marquez in termini di presenze in maglia messicana. Altri centrali, Jesus Molina del Santos Laguna, Carlos Pena del Chivas Guadalajara, e il jolly Jesus Dueñas.

In attacco, detto dello stato di forma del Chicharito che lo rende titolare al 99 %, possibili sostituti sono Oribe Peralta, uno dei goleador della Liga Mexicana, e Raul Jimenez del Benfica, tante sponde e poche reti. Osorio probabilmente opterà per il tridente, e quindi a destra potremo godere delle giocate di Jesus Corona del Porto: tecnica, fantasia, un ventitreenne dal futuro roseo. Sua riserva naturale Jurgen Damm (Tigres). A sinistra vedremo Javier Aquino del Tigres, classica ala brevilinea. Suo sostituto, Hirving Lozano del Pachuca.

In USA a ritmo di reggae

Chi di noi non ama i Boyz giamaicani? Siamo sinceri, dalla nazionale di bob alle olimpiadi invernali di Calgary (1988, da cui trassero anche un film), a quella di calcio a Francia 1998 (le loro maglie ipercolorate erano ai limiti della legalità), al mito di Usain Bolt, è soprendente quanto sia impossibile odiare gli atleti giamaicani. Sarà l'aura di Bob Marley, la rilassatezza della ganja, la bellezza dei Caraibi. E quindi facciamoci guidare dal Ras Tafari Hailé Selassié alla scoperta della Giamaica che parteciperà alla copa Centenario. A partire dal suo allenatore, il tecnico tedesco  giramondo Winfried Schäfer. Dopo aver allenato in Camerun, negli Emirati Arabi, in Azerbaigian e in Thailandia, e dal 2013 di base a Kingston.

Un portiere giamaicano che gioca in Islanda. Ebbene si, partiamo col botto. Duwayne Kerr è il titolare dello Stjarnan, squadra di Gardabaer (nella municipalità della capitale Reykjavik). Precedentemente, per tre anni ha giocato in Norvegia, nel Sarpsborg. E' sempre favoloso notare come la realtà ti regali storie fantastiche. Chissà se si concluderà anche con la titolarità in nazionale, dato che ad ora il favorito è Andrew Blake dei Philadelphia Union. Terzo incomodo Ryan Thompson del Saint Louis FC.

Di che nazionalità poteva essere il capitano della squadra per la quale ha tifato tutto il mondo del football (esclusi i sostenitori del Tottenham)? Elementary, my dear Watson. Giamaicana. Sto parlando ovviamente di Wes Morgan, leader dei foxes di Claudio Ranieri. Al suo fianco vedremo un'altra conoscenza del calcio d'oltremanica, Adrian Mariappa del Crystal Palace, in ballottaggio con Jermaine Taylor dei Portland Timbers. A destra, dai New England Revolution, l'esperienza di Je-Vaughn Watson (non è parente del precedentemente citato). Sulla fascia opposta, Kemar Lawrence dei NY Red Bull. Schäfer potrà contare anche su Michael Hector del Reading (difensore centrale), e sui due rappresentanti del campionato casalingo: Rosario Harriott (Harbour View) e Damano Solomon (Portmore Utd.).

Capitano e leader del centrocampo, Rudy Austin del Brondby (per anni in Championship con il Leeds) è l'autore di uno dei due gol che, nel 2012, regalarono la prima storica vittoria sugli USA ai reggae boyz. Al suo fianco, naturalizzato da poco ma subito titolarissimo, Lee "Willo" Williamson dei Blackburn Rovers. 33 anni, è andato a colmare un buco di reparto importante. Gli altri centrali sono Andrew Vanzie (mediano degli Humble Lions), Michael Binns del Portmore Utd e Chevone Marsh, giovane trequartista dei Cavalier di Kingston. Ha girato mezza Inghilterra prima di accasarsi al Leyton Orient: Wimbledon, West Ham, Cardiff, Palace, Watford, Reading. Sto parlando di Jobi McAnuff, ala sinistra di grande esperienza (34 anni). Gioca al Reading, ala destra, Garath McCleary. E' tornato invece in USA, ai San Josè Earthquakes, il centrocampista offensivo Simon Dawkins, dopo tre importanti anni in maglia Derby County.

Passiamo alle vere note dolenti: l'attacco. Theodore Whitmore e Deon Burton (il Ronaldo giamaicano) sono lontanissimi ricordi. Il "goleador" è Giles Barnes degli Houston Dynamo, ben tre reti all'attivo in quindici presenze. I puntini sospensivi ci starebbero benissimo. Qualche minima speranza in più è arrivata dalla naturalizzazione di Clayton Donaldson, trentaduenne in forza al Birmingham City e che almeno come media va nettamente meglio rispetto a Barnes: due gol in cinque partite. Dever Orgill è la possibile sorpresa: gioca nell'IFK Mariehamn, Veikkausliiga finlandese. Segna poco, almeno corre. Convocato anche Allan Ottey, giovane dei Montego Bay. 

La Vinotinto: (poca) gioia e rivoluzione

E' difficile parlare di calcio quando la tua nazione è passata dai fasti della rivoluzione bolivariana del generale Hugo Chavez alla crisi attuale, con manifestazioni e proteste che sconvolgono Caracas, con lo stato d'emergenza proclamato dal presidente Nicolas Maduro "almeno fino a luglio", una situazione che sembra irreversibile. Servirà il calcio alla sua funzione simil-religiosa di "oppio dei popoli"? Molto dipenderà dall'esordio contro la Giamaica, domenica 5 giugno. Subito la partita contro un'avversaria non di livello superiore. Una vittoria potrebbe infondere un minimo di fiducia nella nazionale allenata da Rafael Dudamel, ex portiere dei vinotinto famoso per un gol su punizione contro l'Argentina nel 1996.

Non c'è tanta qualità tra i pali del Venezuela. Sarà titolare Dani Hernandez del Tenerife (Segunda Division spagnola), l'unico ad avere esperienza (dato il suo peregrinare in terra iberica con apparizioni a Jaen, Valladolid, Valencia B e una puntatina in Grecia, all'Asteras Tripolis). Le due riserve sono giovani e giocano in patria: il ventunenne Josè Contreras del Deportivo Tachira e il diciottenne Wuilker Fariñez, che alla sua età gioca al Caracas FC da titolare e pare sia un fenomeno. 

Guida la difesa Oswaldo Vizcarrondo, da una vita al Nantes, nel 2011 fu tra i protagonisti dello storico quarto posto in Copa America. Probabile che partirà titolare al suo fianco Jose Manuel Velazquez del FC Arouca (campionato portoghese), con a destra ed intoccabile Roberto Rosales del Malaga, e a sinistra Mikel Villanueva che gioca nella seconda squadra del Malaga, in terza divisione. Al centro della difesa abbiamo anche Wilker Angel del Deportivo Tachira e una vecchia conoscenza del campionato italiano, quel Rolf Feltscher che giocò con Padova, Parma e Grosseto, oggi al Duisburg e che può agire anche a destra. 

A centrocampo sono tutti agli ordini del capitano, el general Tomas Rincon. Al Genoa, come in nazionale, è un giocatore fondamentale. Taglia e cuce, rincorre e propone, è l'anima dei vinotinto. Il piede più educato lo ha Alejandro Guerra dell'Atletico Nacional Medellin. A sinistra agirà Luis Manuel Seijas dell'Independiente Santa Fe, uno dei leader in termini di presenze. A destra le ultime partite di qualificazione hanno visto la titolarità di Arquimedes Figuera del Deportivo La Guaira, ma possibilità le hanno anche Alexander Gonzalez dell'Huesca (che può anche giocare più dietro) o la recente scoperta del Malaga, l'ala Juan Pablo Añor "Juanpi" (che può agire anche da seconda punta, ruolo che in nazionale gli è più congeniale). Trequartista puro, goleador nelle ultime gare valide per il mondiale 2018, Romulo Otero è il classico 10. Gioca in Chile, nello Huachipato. Convocati anche Carlos Suarez, centrocampista offensivo del Carabobo, e il giovanissimo Yangel Herrera dell' Atletico Venezuela.

In attacco vige la legge di Salomon Rondon, ora al WBA dopo aver giocato e segnato in Spagna (Las Palmas e Malaga) e in Russia (Rubin e Zenit). Al suo fianco potrebbe giocare Juanpi oppure salgono le quotazioni, grazie al suo ottimo finale di campionato, di Josef Martinez del Torino. Punte centrali di riserva, Christian Santos del NEC Nijmegen e Adalberto Peñaranda del Granada (ha giocato nella primavera dell'Udinese). Yonathan Del Valle del Kasimpasa è una seconda punta.

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