Euro 2016, un lampo di Eder piega la Svezia e lancia l'Italia agli ottavi (1-0)

Gli azzurri sbloccano solo all'89' il match contro la Svezia, grazie a un guizzo dell'oriundo brasiliano. Scandinavi ordinati ma mai pericolosi.

Euro 2016, un lampo di Eder piega la Svezia e lancia l'Italia agli ottavi (1-0)
La gioia di Eder. Fonte: Uefa.com

L'Italia di Antonio Conte batte anche la Svezia di Zlatan Ibrahimovic nel secondo turno del gruppo E e si qualifica per gli ottavi di finale di Euro 2016. Decisivo un gol nel finale di Eder, che su una sponda del subentrato Zaza trova il guizzo che gli era mancato per tutto il corso del match e fulmina Isaksson. Partita tattica e a lungo noiosa quella che si disputa sotto il sole del pomeriggio di Tolosa, che conferma la solidità degli azzurri in fase difensiva ma anche le difficoltà nel trovare spunti offensivi degni di nota. La traversa colpita all'81' da Parolo è infatti l'unica vera occasione dell'Italia, che comunque non subisce praticamente nulla e agguanta i tre punti con un lampo nel finale. Azzurri ora primissimi in classifica a sei punti, attesi dall'ultima sfida del girone contro l'Irlanda, Svezia ferma a uno, mentre il Belgio giocherà il suo secondo match di questi Europei domani. 

Conte cambia solo un uomo rispetto alla sfida d'esordio contro il Belgio: c'è infatti Alessandro Florenzi per Matteo Darmian sull'out di sinistra, nel 3-5-2 che prevede Barzagli, Bonucci e Chiellini come difensori, De Rossi da volante, Parolo e Giaccherini mezze ali, Candreva sulla sinistra, e il duo Pellè-Eder di punta. Hamren risponde con un 4-4-2 ordinato, in cui è Lindelof adattato a fare il terzino destro. Dall'altra parte c'è Olsson, Johansson e Granqvist centrali, in mediana riecco Ekdal insieme a Kallstrom, con Forsberg e Larsson sugli esterni. Guidetti prima punta, con Zlatan Ibrahimovic a girargli intorno. Il primo tempo è tutt'altro che spettacolare, gli azzurri concedono il possesso palla agli scandinavi, che alternano lanci lunghi per le loro punte a qualche scambio in orizzontale per innescare i cross di Olsson, pericoloso con il suo mancino. Chiellini non dà respiro a Ibra, ma la manovra italiana è lentissima, con i lanci di Bonucci per gli inserimenti delle mezze ali letti perfettamente dai difensori di Hamren, che si mantengono con la linea alta e vincono tutti i duelli di testa con Pellè. Eder si dedica soprattutto alla fase di non possesso, e così il più pericoloso per Conte risulta essere Florenzi, moto perpetuo sull'out di sinistra, mentre Candreva è costretto spesso a ripiegare da terzino per chiudere su Forsberg. I primi quarantacinque minuti di Tolosa volano via senza sussulti, con l'impressione che gli azzurri attendano il secondo tempo per alzare i ritmi, preoccupati innanzitutto di non subire gol.

Nella ripresa il commissario tecnico cambia ben presto lo statico Pellè con Simone Zaza, senza risultati apprezzabili sul piano del gioco. Il solo Candreva si produce in un paio di accelerazioni sulla sua fascia di competenza, ma i suoi cross finiscono comodamente tra le braccia di Isaksson. Non è più pericolosa la Svezia, che lotta con Guidetti in mezzo alla tenaglia difensiva azzurra, ma produce solo un traversone pericoloso su cui Larsson non arriva e Ibra calcio alto, ma in fuorigioco. Gli azzurri non riescono ad alzare i ritmi del motore, forse anche perchè soddisfatti dello 0-0, e le stesse mosse di Conte sono conservative: la sostituzione di De Rossi per Thiago Motta non cambia infatti nulla a livello tattico, mentre Hamren non cambia nulla di uno schieramento che sembra reggere senza troppi patemi. Il match perde via via di qualità, in una prolungata serie di scontri fisici, duri ma tendenzialmente corretti. Dopo aver mandato a lungo a scaldare Federico Bernarderschi, Conte decide di stare con il suo 3-5-2, mentre Hamren inserisce il giovane Lewicki a centrocampo. Incontro che sembra destinato allo 0-0 anche quando Marco Parolo colpisce la traversa di testa su cross ben calibrato di Giaccherini: siamo all'81' ed è la prima vera occasione da rete di tutta la gara. Ma a far saltare il banco ci pensa otto minuti più tardi il fin lì impalpabile Eder, che riceve al limite dell'area su sponda di testa di Zaza, si accentra saltando in velocità il legnoso Granqvist, e piazza un destro chirurgico all'angolino dove Isaksson non può arrivare. E' il gol che decide la sfida, anche perchè gli ultimi assalti all'arma bianca della Svezia sui palloni alti non producono pericoli, mentre gli azzurri festeggiano un'altra vittoria nel segno della solidità.

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