Qualificazioni Russia 2018: male l'Ungheria, Grecia ok. Botte ad Andorra, spettacolo in Bulgaria

L'Ungheria impatta sullo 0-0 in trasferta contro le Far Oer, giocando una pessima partita. Fa meglio la Grecia che passeggia nel primo tempo su Gibilterra e chiude sul 4-1. Vince anche la Lettonia ad Andorra, un 1-0 firmato da Sabala. A Sofia succede di tutto, ne esce vincente la Bulgaria che batte 4-3 il Lussemburgo.

Qualificazioni Russia 2018: male l'Ungheria, Grecia ok. Botte ad Andorra, spettacolo in Bulgaria
La Bulgaria festeggia col brivido. (Fonte Immagine: Twitter @EuroQualifiers)

BULGARIA - LUSSEMBURGO 4-3

16' Rangelov (B), 60' e 63' Joachim (L), 65' Marcelinho (B), 79' Popov (B), 90+1' Bohnert (L), 90+2' Tonev (B)

Bulgaria (4-2-3-1): Stoyanov; S. Popov, Ivanov, Chorbadzhiyski, Nedyalkov; Dyakov, Marcelinho; G. Milanov (65' Tonev), I. Popov (85' Bozhilov), Aleksandrov (56' Chochev); Rangelov.
A DIPOSIZIONE: Mitrev, Makendzhiev, Bozhikov, Raynov, Kostadinov, I. Milanov, Pirgov, Zehirov, Nedelev.
All. Petev

Lussemburgo (4-4-2): Joubert; Jans, Martins, Chanot, Malget; Mutsch, Gerson, Philipps (84' Deville), Da Mota (68' Bohnert); Joachim, V. Thill (59' Turpel).
A DISPOSIZIONE: Schon, Janisch, Payal, Carlson, Laterza, Delgado, S. Thill, Veiga.
All. Holtz

Una partita ricca di emozioni, colpi di scena e giocate di qualità, alternate a difese rivedibili: la Bulgaria ha la meglio sul Lussemburgo per 4-3 a Sofia, prendendosi tre punti importantissimi. Sblocca al quarto d'ora un gran gol di Rangelov, il suo destro deciso da fuori area non può essere deviato da Joubert. Sempre da lontano ci vuol provare la squadra di casa, dominatrice assoluta sotto il profilo tecnico nei primi 45 minuti, con Milanov che scheggia solamente la parte superiore della traversa. Lussemburgo che brancola nel buio, salvo qualche lampo del sedicenne Vincent Thill.

Proprio il giovanissimo nella ripresa lascia il posto a Turpel, il cambio di Holtz si rivela azzeccato, tanto che il neo-entrato serve a Joachim l'assist del pareggio all'ora di gioco. Tre minuti dopo sempre l'attaccante del Lierse si ripete, volando in contropiede e chiudendo col destro l'uno-due rapidissimo che ribalta il punteggio. Veemente la reazione bulgara, la quale porta al nuovo equilibrio su un'incertezza di Joubert, poco reattivo nel trattenere un colpo di testa a prima vista innocuo di Marcelinho. La contro-rimonta la completa una deliziosa punizione di Popov, dal limite nel sette con il destro.

Il recupero regala però ancora emozioni e magie, come quella che vale il nuovo pareggio, un destro volante in allungo firmato da Bohnert. Neanche il tempo di tornare nell'altra metà campo ed un sinistro da fermo di Tonev, ala del Crotone, ristabilisce il vantaggio bulgaro, un 4-3 finale stracolmo di emozioni chiuso con una vittoria vitale per i ragazzi di Petev.

FAR OER - UNGHERIA 0-0

Far Oer (4-5-1): Nielsen; Hansen, Gregersen, Nattestad, V. Davidsen; Vatnhamar, B. Olsen, Benjaminsen, Hansson (90+1' Vatnsdal), R. Joensen; Edmundsson.
A DISPOSIZIONE: Gestsson, K. Joensen, Naes, Bartalstovu, Justinussen, Jakobsen, Fredriksberg, Baldvinsson, J. Davidsen, K. Olsen, Klettstkard.
All. L. Olsen

Ungheria (4-2-3-1): Gulacsi; Fiola, Guzmics, Lang, Kadar; Nagy, Elek; Nemeth (70' Nikolics), Kleinheisler (80' Stieber), Dzsudzsak; Priskin (27' Szalai).
A DISPOSIZIONE: Megyeri, Dibusz, Korhut, Bognar, Bode, Bese, Kalmar, Korcsmar, Vida.
All. Storck

Vince la noia a Torshavn: l'Ungheria delude e le Far Oer mostrano buona organizzazione, il risultato è un pareggio a reti bianche. Sono i padroni di casa ad entrare meglio in partita, con tante iniziative che mettono presto alle corde i magiari, colpevoli di troppa poca fantasia dalla metà campo in su, con i trequartisti piuttosto bloccati nelle loro azioni offensive. Le migliori occasioni del primo tempo le colleziona la selezione delle Far Oer, anche se nessuna davvero degna di nota.

Va leggermente meglio l'Ungheria nella ripresa, quantomeno sotto il profilo delle idee, meno nelle conclusioni effettive, anche per merito della difesa ottimamente organizzata da Olsen. Gli isolani nel finale vanno anche vicinissimi al colpaccio da tre punti, un mancino di Hansson in piena area infrantosi sul palo; brividi però anche due minuti dopo nell'area avversaria, con i magiari che non trovano il gol e ritornano dal freddo del nord con un solo punto in tasca, e qualche rimpianto, per aver offerto una pessima prestazione.

ANDORRA - LETTONIA 0-1

48' Sabala (L)

Andorra (4-1-4-1): Pol; Rubio, Llovera, Lima, M. Garcia; Vales; Clemente (78' Pujol), Alaez (84' Moreira), Vieira, Martinez; Riera (30' Rebes).
A DISPOSIZIONE: Gomes, E. Garcia, Moreno, San Nicolas.
All. Alvarez

Lettonia (4-3-3): Vanins; Gabovs, Jagodinkis, Gorkss, Maksimenko; Lazdins (45' Laizans), Zjuzins (74' Karasauskas); Visnakovs, J. Ikaunieks, D. Ikaunieks (63' Torres); Sabala.
A DISPOSIZIONE: Ikstens, Steinbors, Kurakins, Freimanis, Savalnieks, Tarasovs, Kluskins, Vorobjovs.
All. Pahars

Sul sintetico di Andorra una vera e propria battaglia fisica viene vinta dalla Lettonia di misura, col minimo risultato di 1-0. Il buon ritmo in apertura di gara non trova un gran seguito in quanto ad occasioni, tanto che per una palla-gol il tempo di attesa è di mezz'ora, peraltro suddetta palla-gol divorata dai baltici. Andorra riesce ad uscire alla lunga, mostrando forza mentale in una partita fin troppo cattiva e perlopiù dominata dai Lettoni, almeno fino al termine del primo tempo, momento in cui Clemente di testa trova solo la traversa a negargli il gol.

La legge non scritta del calcio del gol sbagliato e gol subito fa da padrona a inizio ripresa, quando Sabala sfrutta un'uscita abbastanza folle di Pol per segnare di testa il vantaggio ospite. Le botte continuano, il calcio sembra quasi passare anche in secondo piano per buona parte del secondo tempo. Nel recupero Lima avrebbe anche l'occasione del pareggio in extremis, ma Vanins in presa sicura salda tra i suoi guantoni tre punti pesanti per la sua Lettonia.

GIBILTERRA - GRECIA 1-4

10' Mitroglu (Gr), 26' Walker (Gi), 44' aut. Wiseman (Gi), 45' Fortounis, 45+2' Torosidis

Gibilterra (5-4-1): Perez; Garcia, Wiseman, R. Chipolina, R. Casciaro, J. Chipolina; Hernandez, Bosio (71' K. Casciaro), Coombes (85' Yome), Walker; L. Casciaro.
A DISPOSIZIONE: Goldwin, Robba, Torrilla, Lopez, Payas, Cabrera, Ilivero, Barnett, Montovio, Guilling.
All. Wood

Grecia (4-2-3-1): Karnezis; Torosidis, Papastathopoulos, Manolas, Tzavellas; Samaris, Maniatis (71' Tziolis); Mantalos (62' Gianniotas), Fortounis, Bakasetas; Mitroglou (73' Vellios).
A DISPOSIZIONE: Glikos, Kapino, Papadopoulos, Karelis, Petsos, Diamantakos, Holebas, Stafylidis, Oikonomou.
All. Skibbe

La Grecia inizia il cammino verso il Mondiale battendo senza alcun patema la povera Gibilterra per 1-4. Dopo neanche 10 minuti è una pregevolissima sforbiciata volante da fuori area di Mitroglu ad aprire le danze, ma la risposta dei ragazzi di Wood è altrettanto apprezzabile e vale addirittura il pareggio, tramite un mancino a giro di Walker, uno dei due professionisti della selezione. Tre reti nel finale del primo tempo ristabiliscono comunque la tranquillità ellenica, con uno sfortunato autogol di Wiseman (tocco per anticipare l'attaccante) e successivamente grazie alla fuga di Fortounis, lanciato in profondità e lesto nel saltare Perez e ribadire in rete. Il portiere ha anche colpe sulla botta in diagonale sul primo palo di Torosidis, valida per l'1-4. 

Nella ripresa non succede praticamente più nulla, la Grecia rallenta il gioco e Gibilterra è inoffensiva. Perez con più di un paio di parate mantiene la sua rete inviolata per i secondi quarantacinque minuti, mentre i suoi sfiorano anche il gol a inizio tempo, ottenendo un divario finare tutto sommato accettabile, considerati gli standard.


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