Don't cry for me Argentina

L'Argentina perde in malo modo contro il Brasile e rischia di non accedere al Mondiale 2018.

Don't cry for me Argentina
Don't cry for me Argentina (Fonte foto: Sport.es)

Le solite facce. Il capo chino e la mano pronta a rimettere il pallone a metà campo tra le urla festanti dei padroni di casa ad ogni gol. Più o meno è  questa la serata che vive l'Argentina a Belo Horizonte e, più precisamente, al Mineirao dove il Brasile perse, appunto, con la Germania 7-1. Stavolta i Verdeoro non sbagliano nulla e portano a casa una vittoria (la quinta consecutiva) che li proietta (quasi) al Mondiale. Discorso molto diverso per l'Argentina.

Bauza non ha le idee chiare già nel modulo di partenza. Schiera una sorta di 4-2-2-2, con Messi libero di spaziare e Di Maria costretto a spremersi tra fase di copertura e fase di spinta. In realtà la serata inizia anche discretamente per l'Albiceleste che tiene bene il campo e riesce anche ad affondare qualche volta con Mas e Zabaleta, creando anche la prima chance del match con Biglia. L'Argentina però ha un enorme difetto: la difesa, totalmente priva di meccanisimi. Il Brasile davanti ha dei velocisti che farebbero concorrenza a Bolt ed ecco l'1-0 con Coutinho che spacca in due la retroguardia e butta giù la porta. La reazione non arriva, Messi è ingabbiato e fa quel che può, mentre Mascherano riesce a sbagliare tutte le aperture per i propri compagni, rifugiandosi, poi, in qualche intervento rude. Il disastro difensivo si ripete a fine primo tempo quando l'Argentina si permette di far ripartire in velocità gli uomini di Tite e Neymar, davanti alla porta, non è proprio l'ultimo arrivato, 2-0 e tutti negli spogliatoi.

Il Brasile esce dagli spogliatoi con giusto piglio, mentre l'Argentina rimane bloccata, metaforicamente, all'intervallo. La ripresa è un assedio in piena regola di Neymar e c. che approfittano anche dell'uscita di Enzo Perez (migliore dei suoi) per Aguero. Il gol è questione di tempo: prima Zabaleta salva su Paulinho, poi la difesa Albiceleste decide che è tempo di un altro show horror e regala la gioia a Paulinho. Qui, sostanzialmente, la partita può dirsi terminata, con i neo-entrati Firmino e Costa che toccano più palloni in dieci minuti che Higuain in tutta la partita. Il Brasile, approfittando degli svarioni clamorosi difensivi di Mas e Mori, avvicina il 4-0 che, per grazie divina, non arriva. Più che altro arrivano solo i falli di un Mascherano in totale confusione, con Neymar che ne manda al bar 6-7 in una sola serata. Il fischio finale è una liberazione per gli Argentini che ora rischiano: 16 punti, sesto posto e sette giornate dal termine. Tra quattro giorni c'è la Colombia e Bauza dovrà cambiare sicuramente qualcosa, perchè d'ora in poi non si può sbagliare più.