Ancelotti: "Per allenare Real e Milan servivano nervi d'acciaio. Verratti? Può giocare in qualsiasi sistema"

Il tecnico parla del suo rapporto con le ex squadre, tra paragoni e giocatori allenati.

Ancelotti: "Per allenare Real e Milan servivano nervi d'acciaio. Verratti? Può giocare in qualsiasi sistema"
Fonte immagine: Radio Radio

A tutto Carlo Ancelotti. Il tecnico Italiano, attualmente sulla prestigiosa panchina del Bayern Monaco, l'ennesima di una carriera da urlo, ha parlato a Jutarnji List e a Canal+, ripercorrendo diverse tappe della propria carriera. Ecco i principali punti salienti toccati. 

TRADIMENTI? - Uomo di vecchio stampo, l'allenatore, che lancia un messaggio chiaro e diretto: "In futuro non potrei mare allenare il Marsiglia e l’Inter dopo aver scritto pagine di storia con il PSG e con il Milan. Ho grande rispetto per i nerazzurri e per l’Olympique ma non voglio tradire i miei ex tifosi. Lo stesso discorso vale per la Spagna visto che dopo aver allenato il Real non potrei mai sedermi sulla panchina dell’Atletico Madrid".

I MIGLIORI - Tante esperienze e tanti campioni. Forse troppi: "Per me è impossibile fare una Top 11 dei giocatori che ho avuto a disposizione", dichiara Ancelotti. "Se solo penso ai portieri ho avuto nelle mie squadre Buffon, Van der Sar, Casillas, Neuer, non ne posso scegliere uno e lo stesso vale per tutti i ruoli".

LA PRESSIONE - Francia, Germania, Italia, Inghilterra e Spagna. Tutte tappe attraversate dal tecnico, che valuta poi la pressione subita in ogni tipo di ambiente, regalando l'Oscar al bel paese e agli iberici: "Quella c’è sempre quando le cose non funzionano ma da questo punto di vista in Italia e Spagna sono campioni. Se i risultati non corrispondono alle aspettative soffri una pressione molto maggiore rispetto a Inghilterra, Germania o Francia. Per essere allenatore del Milan o del Real Madrid devi avere dei nervi d’acciaio per non crollare. Dopo il primo risultato negativo si scatena subito l’isteria. Al Bayern non è così".

VERRATTI - L'allenatore si sofferma poi su Verratti, promuovendo un suo ruolo principe all'interno del nuovo PSG che Emery sta sviluppando: "Sì, penso che Marco Verratti possa giocare nella squadra di Unai Emery. Verratti ha le qualità per giocare in qualsiasi sistema. Può giocare corto, può giocare lungo, può essere aggressivo ed è molto bravo tatticamente". E su Rabiot, altro talento lanciato da Ancelotti: "E’ migliorato a livello tattico e tecnico, ha più esperienza e più personalità. E’ un grande giocatore".

BENZEMA - E a proposito di conoscenze, la perenne esclusione di Benzema - suo ex giocatore al Real - dalla Nazionale Francese per le note vicende "rende molto triste" il tecnico, poichè "Karim merita di giocare nella Francia. La Francia non ha vinto l’Europeo, e io credo che con Karim sarebbe potuto finire diversamente".