Leicester, la crisi del secondo anno

La squadra di Claudio Ranieri non vive un momento brillante in Premier League. Dopo la favolosa cavalcata dello scorso anno, culminata con il titolo di campione d'Inghilterra, e la storica qualificazione agli ottavi di Champions, rischia seriamente la retrocessione in Championship.

Leicester, la crisi del secondo anno
L'attaccante Vardy a colloquio con il tecnico Ranieri

Dice il saggio che vincere è difficile ma confermarsi è ancora più difficile. E' ciò che sta provando sulla sua pelle il Leicester di Claudio Ranieri. Una stagione dai due volti per le Foxes. Bene, anzi benissimo da debuttante in Champions League con il traguardo degli ottavi di finale raggiunto in scioltezza da capolista del girone (sfiderà il Siviglia il prossimo Febbraio), molto male invece in patria con la squadra incapace di esprimere quanto di buono fatto nella scorsa, strabiliante annata culminata con la vittoria del titolo di campione d'Inghilterra. Si rischia di vanificare ciò che di buono è stato compiuto lo scorso anno, con la situazione che sta diventando sempre più pesante, cupa, dalle parti del King Power Stadium.

Le Foxes attualmente occupano mestamente la sedicesima posizione in classifica, con soli tre punti di vantaggio dal terz'ultimo posto, di proprietà, ad oggi, del Sunderland. La macchina da gol, creata in laboratorio e nei minimi dettagli dal "Principe" Ranieri lo scorso anno, si è improvvisamente inceppata, con i vari Mahrez e Vardy quasi irriconoscibili, le brutte copie dei campionissimi che hanno fatto dapprima sognare e poi festeggiare il King Power Stadium. Si viaggia con medie mediocri per quanto riguarda le reti fatte, ventitrè in diciotto partite, 1.28 di media per ogni singolo match. Anche la difesa, capeggiata dall'(ex) baluardo giamaicano Wes Morgan, ha perso la dolce caratteristica dell'impermeabilità, diventando parecchio perforabile, soprattutto fuori casa. Trentuno i gol subiti dal Leicester, fanno peggio solo in tre, ovvero Crystal Palace (33), Hull City (39) e Swansea City (41).

Un momento di crisi non passeggero, bensì prolungato nel tempo. La classica crisi da secondo anno. La squadra appare irriconoscibile, seppure sono cambiati pochi interpreti rispetto allo scorso anno, in cui la squadra si distinse non solo per le abili gesta sul terreno di gioco, ma anche per la compattezza del gruppo, l’enorme fame e la grande motivazione di ogni singolo componente della rosa. Mister Ranieri, nel corso delle ultime settimane, ha continuamente predicato umiltà, una parola che sta tuonando un giorno si e l'altro pure nello spogliatoio delle "volpi". "L'anno dopo è come me l'aspettavo, con delle difficoltà, perché è successo qualcosa di incredibile. Ora dobbiamo avere i piedi per terra: è come se l'anno scorso fossimo saliti ai tremila metri con la funivia e quest'anno siamo ripartiti dal campo base", questa una delle tante dichiarazioni del tecnico romano rilasciate a chi lo ha tirato in ballo sulla situazione che sta vivendo la sua squadra.

Nulla ancora di compromesso, sia chiaro, c'è tutto il tempo per poter rimediare, ma occorre imprimere un'accellerata ora, per non passare alla storia ed essere ricordati da tutti come una meteora del calcio inglese, che una volta toccata con mano la gloria, si è tristemente immersa nel "cimitero" delle defunte.


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