L'Olanda, il fallimento e l'utopia dei sette gol

Ai tulipani serve un 7-0 contro la Svezia per arrivare al mondiale, risultato quasi irrealistico. Anche Robben si è quasi arreso alla realtà dei fatti, manifestata dalla pessima parita messa in scena in Bielorussia.

L'Olanda, il fallimento e l'utopia dei sette gol
Fonte immagine: Twitter @OnsOranje

Dopo l'Europeo, l'Olanda va verso il secondo grande torneo internazionale a cui non presenzierà. Non capitava da oltre trent'anni, dagli ottanta, quelli immediatamente seguenti al calcio totale, alla generazione d'oro, che gli Oranje mancassero un europeo ed un mondiale consecutivamente. In quel periodo fecero addirittura tris, prima di vincere poi l'Europeo del 1988 con l'altra generazione d'oro. Il calcio è fatto anche di cicli e di generazioni, quella attuale per l'Olanda sembra però non essere ben definita: il ricambio generazionale non ha preso piede, il cordone ombelicale che lega la selezione ai grandi vecchi non si è mai staccato, tanto che sono ancora gli Sneijder e i Robben a trainare la squadra.

Ieri, a Borisov, l'ennesima dimostrazione. Vittoria per 1-3, nata peraltro grazie ad un rigore molto dubbio fischiato a cinque dal termine e decisivo per togliere il pareggio dal tabellone. L'Olanda fornisce una prestazione molle, condita da errori su errori in ambo le fasi e soltanto pochi minuti di dominio contro una compagine tecnicamente di gran lunga inferiore. In realtà la confusione in campo è lo specchio della confusione esterna intorno alla Nazionale: quattro allenatori dal post-mondiale (Hiddink, Advocaat, Blind e la parentesi di Grim), uomini di fiducia della Federazione che hanno messo in fila soltanto fallimenti e delusioni. Per le sfide finali del girone, in Nazionale è rientrato - subito da titolare - Ryan Babel, che non vestiva l'arancione dal 2011. Indubbi i meriti, citofonare casa Besiktas per saperne di più, ma la sua chiamata è lo specchio della confusione che regna.

Non aiutano i problemi fisici di quelli che dovrebbero essere i nuovi leader, tecnici e non. De Vrij e Strootman in primis, ma anche Promes, hanno dovuto fare i conti con infortuni più o meno gravi che hanno impedito loro di dare continuità al proprio rendimento in Nazionale. Tutto lascia pensare che nel prossimo biennio 2018-2020 gli Oranje proveranno nuovamente a ricostruirsi, con la necessità di voltare pagina e lanciare soprattutto la banda di giovani che affolla l'Eredivisie, in particolare l'Ajax, ed il resto dell'Europa, partendo dai De Ligt, i van de Beek e i Kluivert. I giovani gioielli hanno bisogno di prendersi la Nazionale al più presto, affiancati dai giocatori che con la divisa arancione hanno sempre offerto un rendimento accettabile, come Davy Propper, ancora una volta uno dei pochi a salvarsi.

Il clima in casa Olanda è di negatività totale, anche se la situazione è già precipitata da mesi. La vittoria per 8-0 della Svezia sul Lussemburgo costringe la squadra di Advocaat a battere gli scandinavi per 7-0 in casa per agganciarli e avere la meglio nella differenza reti, guadagnando un posto per i playoff. Robben, capitano e veterano, ha commentato così la situazione: "Non vinceremo per 7-0 in casa contro la Svezia". Una frase che inquadra magistralmente il momento dell'Olanda.

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