Bundesliga 2017/18, ep.3 - Il nuovo Bosz-russia Dortmund e la velocità al potere

Sulla base costruita l’anno scorso, i giallo-neri hanno aggiustato e cambiato, anche in panchina: l’ex tecnico dell’Ajax porta idee chiare. Si ripartirà dal 4-3-3, con un centrocampo tutto da scoprire.

Bundesliga 2017/18, ep.3 - Il nuovo Bosz-russia Dortmund e la velocità al potere
Fotomontaggio Vavel | Giorgio Dusi

La scorsa doveva essere una stagione di transizione per il Borussia Dortmund sotto il governo di Tomas Tuchel, per poi ripartire, sempre affidandosi al tecnico tedesco, in quella che si profila all’orizzonte con l’obiettivo di vincere il campionato, senza mezzi termini. Eppure, l’anno scorso, più di qualcosa è andato storto, non solo per gli infortuni: tanti punti buttati via per errori difensivi rivedibili, carenze colmabili solo in parte dal mercato, ancor meno se considerata la filosofia del club della Ruhr: lanciare giovani più o meno affermati, crescerli e renderli giocatori di livello mondiale, ottenendo risultati di livello su più fronti. Se per la prima parte in Germania possono essere stati soddisfatti, sulla seconda qualcosa va rivisto, perché la Coppa di Germania è stato sì un risultato prestigioso, così come il quarto di finale di Champions, ma il terzo posto – e pure sofferto – in Bundesliga non può essere considerato sufficiente. 

Si riparte, in ogni caso, dal nucleo che ha chiuso la scorsa stagione, con pochi innesti mirati, al momento uno per reparto. Da chiarire c’è sempre la situazione legata a Pierre-Emerick Aubameyang, che potrebbe rimanere in giallonero nonostante le tante voci che lo allontanerebbero dal Signal Iduna Park, mentre gli altri pezzi pregiati sono più o meno certi della permanenza, salvo ribaltoni particolari ad agosto (leggasi: possibilità concrete che il Barcellona affondi davvero per Dembelé). Sono stati finora tre gli addii di un certo peso: Adrian Ramos è volato in Cina a svernare, mentre Ginter e Sven Bender sono andati altrove in cerca di fortuna, il primo al Gladbach e il secondo al Leverkusen (dove raggiungerà suo fratello gemello Lars).

I due pezzi pregiati del Borussia. | Fonte immagine: BVB
I due pezzi pregiati del Borussia. | Fonte immagine: BVB

L’incasso totale, comprensivo della cessione di Stenzel al Friburgo, è sui 45 milioni di Euro, tanti quanti Watzke ne ha sborsati per mettere a disposizione del nuovo tecnico Peter Bosz Toprak, Dahoud e Philipp. Il centrale turco è elemento essenziale per esperienza e capacità di posizionamento, oltre che di fisicità, tutti punti deboli del BvB versione 2016/17. Dahoud ringiovanisce invece la linea mediana e garantisce qualità in palleggio, mentre Philipp davanti è una credibile alternativa ai due esterni titolari, che saranno in ogni caso Dembelé e Reus, ai lati sempre – per ora – di Aubameyang.

Il rebus più interessante da risolvere è al momento quello del centrocampo, poiché la convivenza tra Weigl e Dahoud potrebbe essere inizialmente molto impegnativa. Il primo (attualmente infortunato) è indubbiamente pronto per giocare da vertice basso nei tre in mezzo del 4-3-3 di Bosz, arrivato a sorpresa dall’Ajax e che disegnerà la squadra a propria immagine, mentre l’ex Gladbach potrebbe almeno inizialmente faticare da interno. Il terzo potrebbe essere invece Gotze, o Kagawa, un giocatore comunque con doti offensive di primo piano. Occhio anche a Raphael Guerreiro, che si rilancerà nel suo ruolo, quello di terzino sinistro.

Alcune delle possibili variazioni portano all’utilizzo di Schurrle largo e Reus più centrale dietro l’unica punta, con soli due uomini in mezzo, anche se la filosofia di Bosz sembra piuttosto radicata sul 4-3-3. Nel sistema sono esaltati soprattutto i due esterni e gli interni di centrocampo, ma un ruolo primario lo assumerà Julian Weigl in mezzo al campo, colui che dovrà essere il facilitatore per tutti i compagni. Dovesse riuscirci al meglio delle proprie forze, il Borussia potrebbe candidarsi nuovamente a rivale primaria del Bayern Monaco, dopo averci però già perso in Supercoppa nella prima stagionale. A patto che Aubameyang e Dembelé decidano di rimanere all’ombra del muro giallo…


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