Bundesliga 2017/18, ep.13 - Augsburg, quando "il solito" è sufficiente

Settima stagione consecutiva in Bundesliga per i bavaresi, che puntano a prolungare la permanenza con la solita ossatura e il classico innesto di interesse e prospettiva. In panchina l'uomo di casa, Baum.

Bundesliga 2017/18, ep.13 - Augsburg, quando "il solito" è sufficiente
Fotomontaggio Vavel | Giorgio Dusi

La storica promozione del 2011 sotto l'olandese Luhukay, poi il ciclo di Markus Weinzierl culminato nel quinto posto dell'annata 2014/15, poi il testimone passato a Dirk Schuster, durato giusto qualche mese e sostituito dall'home-boy Manuel Baum. E, nonostante la paura, soprattutto nei primi due anni e negli ultimi due, la permanenza in Bundesliga sempre conquistata. L'obiettivo dell'Augsburg è chiaro anche quest'anno: raggiungere la salvezza, la settima consecutiva nella massima categoria, una massima categoria a cui in Baviera si stanno abituando, essendo arrivati al settimo anno consecutivo. E non importa, forse, se i margini di miglioramento del club non vengono del tutto sfruttati: se la stagione dovrà essere buona, lo sarà, altrimenti ben venga la permanenza. Obiettivo non strafare, ma azzeccando i colpi di mercato vien tutto più semplice.

Michael Gregoritsch. | Fonte immagine: Twitter @FCA_World
Michael Gregoritsch. | Fonte immagine: Twitter @FCA_World

L'uomo su cui ha deciso di puntare quest'anno il presidente Klaus Hofmann è Michael Gregoritsch, secondo acquisto più costoso della storia del club. Il 23enne arriva dall'Amburgo per 5.50 milioni di Euro ed è un attaccante polivalente, in grado di giocare sia da attaccante di riferimento che da seconda punta o trequartista, oltre che da ala sinistra, ruolo in cui ha giocato nel Bochum mettendosi in luce, prima che passasse poi all'Amburgo, dove ha occupato anche la posizione di ala destra, oltre che di punta. Un jolly valido per dare supporto alla punta nel 4-1-4-1 di Baum ed affiancare Koo, elemento tatticamente imprescindibile. Tra gli altri acquisti, colpi a zero Heller e Khedira, alternative rispettivamente sull'out di destra e in mezzo al campo, oltre a spese entro il milione di Euro per il secondo portiere Giefer e Sergio Cordova, interessante prospetto venezuelano.

Poche - ma dolorose - le uscite: dopo sette anni, lo storico capitano Paul Verhaegh ha infatti deciso di viaggiare verso Wolfsburg, per cercare una nuova sfida a 33 anni, lasciando un vuoto sulla fascia destra che il solo Teigl non può forse colmare. Ai saluti anche Kohr, di ritorno al Bayer Leverkusen, ed Halil Altintop, volato in Repubblica Ceca, allo Slavia Praga. Il vuoto lasciato da questi ultimi dovrebbe essere colmato appunto da Gregoritsch, mentre le corsie alte dovrebbero essere presidio di Max e Schmid. In difesa tante sicurezze, ma anche il dubbio Stafylidis, che piace a tante squadre in giro per l'Europa (l'anno scorso 4 reti realizzate).

Il 4-1-4-1 si fonda sui soliti pilastri: Hinteregger, pagato ben 7 milioni di Euro l'anno scorso (cifra elevatissima per gli standard dell'Augsburg) è atteso all'ultimo passo in avanti per rispettare le aspettative e volare in una grande, mentre Hitz in porta e Baier in mediana a fungere da factotum sono le istituzioni. L'uomo più atteso è Finnbogason, l'anno scorso messo fuori gioco da un grave infortunio: toccherà a lui segnare i gol della salvezza, che resta il primo e unico obiettivo imprescindibile della stagione. Tutto ciò che arriverà, sarà raccolto come un plus, anche se realisticamente andare oltre ai canonici 40 punti sembra già complicato.


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